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N. 1: SODOMIZZATO DA UN UFO!
Un
rapimento preannunciato
Pordenone-Un
allevatore che risiede nella provincia è stato protagonista recentemente di
un fatto che ha dello straordinario: egli è stato rapito e brutalizzato da
un’astronave a forma di disco proveniente dalla galassia di Andromeda.
“è da diverso tempo che vedevo
strani oggetti volanti nel cielo vicino a dove abito, ma sa, non ci facevo molto
caso in principio, visto che qui vicino c’è l’aeroporto degli americani, e
aerei ne partono e ne arrivano ogni ora. Fanno un baccano con i loro aerei, che
mi spaventano i vitelli, gli possa venire un colpo a tutti quanti...”, così
il signor G.G. inizia il suo racconto sulla sua esperienza con gli alieni. “Ma
io non ci credevo mica agli extraterrestri, sa? Fino a che non mi è successa
‘sta faccenda qua, prima non ci credevo e tutte quelle storie sui dischi
volanti di Pordenone mica ci facevo caso, dicevo che erano tutte fandonie”.
è
la sera dell’8 marza 1998 quando G.G. ha uno strano presentimento e va giù in
cortile... “Quella domenica lì era stata una giornata tranquilla, ero
rientrato da poco a casa, dopo che con la moglie e mio figlio F. siamo andati a
Pordenone, eravamo andati a fare una passeggiata e a prenderci due paste e un
caffè in centro, sa siamo gente alla buona noi, lavoriamo duro tutta la
settimana così ci concediamo delle distrazioni ogni tanto, cose semplici.
Quella domenica sera però, dopo essere rientrati, mi sono preoccupato di andare
a vedere come stavano i miei vitelli, e così sono sceso in stalla.” Poco dopo
un grande boato e il signor G.G. scompare nel nulla! Il figlio F.G. fa appena a
tempo a prendere la propria macchina fotografica ed a scattare una istantanea al
disco volante che ha appena rapito il padre.
“Mi
son sentito avvolgere tutto da un calore strano e attorno a me una forte luce,
d’un lampo dal cortile di casa mia mi ritrovo a bordo dell’UFO, in mezzo a
tante cose strane, elettroniche, che non capisco che cosa sono. Davanti a me un
extraterrestre seduto su una poltrona con davanti una cosa strana, delle sfere
legate assieme dai dei cerchi, non so a cosa servissero...” La nostra curiosità
ci spinge però a chiedere al signor G.G. come fossero gli alieni sequestratori
“Quasi come noi, solo con la fronte molto alta, con delle strane protuberanze,
una specie di gobbe, e i capelli bianchi, non grigi, proprio bianchi come degli
albini. Dopo che sono stato portato sull’astronave, vengo immediatamente
spogliato tutto nudo, non mi lasciano neanche le mutande, solo i calzini, nudo
come un verme! E vengo portato su una piattaforma con tre posti dove mi fanno
appoggiare in piedi a delle manopole, e poi iniziano a calarmi attorno un tubo
dall’alto. Dopo poco questo tubo si riempie di gas, come vapore, ma freddo, e
io mi sento tutto strano e intorpidito e mi sento come svenire”.
“Mi
risveglio disteso su un tavolo da laboratorio, con le mani e i piedi segati al
piano. Qui gli extraterrestri, che non parlavano italiano, ma una specie di
russo, iniziano a ungermi il corpo con una strana sostanza che sembra una specie
di gelatina, e poi con una specie di rasoio, di quelli da barbiere, prendono a
radermi tutti i peli del corpo, anche la testa. Finita questa operazione, e dopo
avermi lavato sotto una doccia che spruzzava acqua non solo dall’alto ma da
tutte le direzioni, vengo messo su una specie di cavallo, di quelli che si usano
in palestra per saltare, e mi viene infilato un tubo nel sedere, ed iniziano a
pomparmi dentro un liquido, me ne avranno messo dentro almeno cinque litri,
perché poi non finivo più di buttarla fuori! Dopo avermi fatto buttar fuori
tutto ripetono la cosa per altre due volte, così da purgarmi bene”
“Sembra
proprio che questi UFO fossero interessati più di tutto al mio intestino, perché
non hanno fatto altro che infilarmi cose nel sedere! Dopo il clistere mi
infilano dentro un altro tubo, suppongo una sonda, che mi fanno anche vedere: in
cima ha una specie di occhio diviso in tre parti di tre colori diversi: verde,
rosso e blu. Sento questa cosa andarmi dentro nelle budella, sempre più su, e
io mi sentivo veramente trattato peggio di una bestia da allevamento, i miei
vitelli non sono trattati così male!” Ma i marziani, durante queste fasi, che
espressione manifestano? “Gli extraterrestri sono sempre molto seri, non mi
guardano neanche in faccia, mi guardano solo il culo... Mi vien quasi da pensare
che fossero convinti che era quella la mia faccia!”
“Dopo
aver curiosato a lungo (saranno andati avanti almeno tre ore) dentro di me con
le loro sonde, mi rigirano e iniziano a interessarsi anche al davanti. Per prima
cosa mi scappellano l’uccello ed iniziano a pulirlo bene con un panno e un
liquido blu, poi mi infilano un’altra piccola sonda nell’uretra, anche se
per molto meno tempo, e me la spingono dentro fino alla vescica. Mi è stato
messo il catetere una volta in ospedale, per cui so cosa vuol dire... Dopo mi
legano il membro come un salsicciotto con un laccio verde, e ci appendono due
pesi, quindi mi rigirano di nuovo sul cavallo, con le natiche in alto, e questa
volta li vedo aprirsi le tute e tirar fuori i loro membri! Poco dopo sento uno
entrare nel mio ano, e iniziare ad andare su e giù, prima uno e poi tutti gli
altri! E così finché non avevano finito i loro porci comodi, e neanche si
sbrigassero, ci hanno messo molto tutti quanti, io con mia moglie faccio molto
più svelto...”
“Beh,
dopo questo abuso sul mio corpo, mi rigirano, mi tolgono i gli impedimenti ai
miei genitali ed iniziano a praticarmi una fellatio, con tutti gli altri attorno
che guardavano incuriositi! Ero imbarazzatissimo e non vedevo l’ora che quella
sconcezza finisse...” Il signor G.G. arrossisce ancora ripensando a quei
momenti... “Beh, mentre mi fanno questa cosa prendono due pinzette, due
morsetti elettrici, e me le attaccano ai capezzoli, mentre nell’ano sento
entrare qualcosa di freddo, di metallico... Vedo uno dei marziani che aziona una
leva e inizio a sentire una leggera scossa elettrica che mi pizzica i capezzoli
e l’ano! Mentre l’altro era intento a praticarmi la fellatio, vedo quello
che doveva essere il capo che inizia a prendere appunti...”
“Dopo
un po’ che va avanti questa cosa, ed io ancora non sono venuto, vedo
allontanarsi il capo degli UFO e tornare con unna specie di grosso lecca-lecca
di metallo argentato, se lo pone davanti alla bocca ed inizia a parlare nella
mia direzione: «Terrestre, ti parlo attraverso un Traduttore Universale, riesci
a capirmi?», io faccio cenno di sì con la testa, «Noi veniamo in pace! Siamo
qui da amici per scoprire nuovi mondi e nuove razze, tu stai collaborando
volontariamente ad un esperimento altamente scientifico. Ora devi rispondere ad
alcune domande. Non stai provando piacere?», io gli rispondo, gentilmente, che
sono un po’ imbarazzato dalla situazione e che non è molto facile così...
Allora loro mi lasciano solo con l’extraterrestre che mi deve far ‘provare
piacere’ e loro se ne vanno via...” E lei riesce a venire? “Oh, sì,
eccome! Solo che loro non si accontentano e, dopo avermi procurato un’altra
erezione passando sopra il mio pene uno strano aggeggio che emette un raggio
rosso, eccomi nuovamente pronto, e inizia nuovamente la pratica precedente, e
poi un’altra e un’altra ancora...”
“Finiti
tutti i loro esperimenti sul mio corpo, però, che devo riconoscere non hanno
lasciato il minimo segno, iniziano a parlarmi del loro mondo, dove vivono tutti
pacificamente, dove non esiste il denaro e dove tutto è finalizzato alla
conoscenza ed il bene più prezioso è il loro intelletto...” è
lunedì pomeriggio quando gli alieni ritornano col loro disco volante sui cieli
di Pordenone e depositano il signor G.G. nel cortile di casa sua, i figlio,
accorso immediatamente al sentire il sibilo del disco volante, riesce a scattare
un’altra fotografia. La polizia, avvertita dalla moglie L.S., lo interroga
incredula e lo rilascia la sera stessa. Abbiamo chiesto in fine che cosa ha
lasciato questa esperienza nell’animo del signor G.G., “beh, alla mia
signora non ho raccontato tutti i particolari, cioè quelli più imbarazzanti, e
dopotutto è stata un’esperienza che mi ha permesso di conoscere un popolo che
vive in un altro mondo, lontano dal nostro, ora so con certezza che c’è vita
anche al di fuori della Terra...” Pensa che un giorno possano tornare? “Oh,
sì, lo spero tanto...”