FILE N. 10: MIA MOGLIE È UN’ALIENA!

 

Una storia che ha dell’incredibile

Domenico R., un pordenonese di origine pugliese, ha contratto matrimonio con una sua corregionale nel 1998. Il matrimonio sembrava dei più felici, allietato dalla particolare “sete di sesso” che Domenico aveva riscontrato nella sua consorte, cosa che non disdegnava affatto. Non fosse per il fatto che dopo qualche tempo questa “sete di sesso” comincia a farsi sempre più vorace, divenendo, per il protagonista della nostra storia, una vera e propria schiavitù.

 

Un incontro casuale

“Incontrai per la prima volta la mia attuale consorte nel marzo del 1997, alla festa di compleanno del mio caro amico Marco B.. Lei era una sua ex collega di lavoro, con la quale egli non aveva mai avuto alcun altro tipo di rapporto (ho sempre sospettato di una latenza omosessuale nel mio amico). Da subito notai in lei un qualcosa di assolutamente attraente. Forse erano quei suoi profondi occhi neri, carichi di una travolgente carica erotica, oppure quella sua bocca carnosa, che ella evidenziava con un rossetto particolarmente acceso. Ma so solo che ne rimasi incredibilmente sconvolto. La notte stessa la sognai a più riprese in incubi erotici sempre più estremi e inquietanti, tanto che ebbi, l’impellente bisogno di masturbarmi più di una volta. Dopo una notte così burrascosa sapevo soltanto che avevo la necessità di rivederla ad ogni costo. Cercai affannosamente il suo numero telefonico nella mia agenda. Composi il numero. Lei rispose. «Ciao. Non mi aspettavo mi telefonassi così presto.», rispose lei con la sua voce calma e per un certo verso fredda, in completo contrasto con il suo sguardo. «Io... Ecco... Lo so che potrei sembrarti sfacciato, ma... vorrei tanto che ci incontrassimo.». So di essermi buttato un po’ allo sbaraglio e che avrei potuto compromettere tutto, ma pensai «o la va o la spacca», in questo modo se lei non mi voleva non mi sarei tormentato più di tanto e sarei riuscito a dimenticarla in fretta. «Va bene. Alle otto a casa mia.» mi rispose lei sorprendendomi non poco per il suo essere così disinibita”

 

Un appuntamento intrigante

“Mi recai all’appuntamento con un certo anticipo. Le comprai un mazzo di fiori. Rose rosse. Lo so potrebbe sembrare banale, ma erano di sicuro effetto. Ne comprai diciotto: volevo fare l’adulatore, dirle che ne avevo prese tante quanto i suoi anni (lei ne aveva sicuramente più di trenta), ma una volta che lei mi aprì la porta non mi lasciò nemmeno parlare: mi afferrò per il bavero della giacca, mi trascinò in casa, chiudendo rapidamente la porta alle mie spalle, gettò le rose sul divano e mi baciò appassionatamente sulla bocca. Da lì alla camera da letto il passo fu incredibilmente breve. Non dico di essere stato deluso dalla sua foga, ma mi aspettavo almeno una cenetta a lume di candela.”

 

Una donna intraprendente

 “Più che levarmi i vestiti, si può dire che me li ha letteralmente strappati di dosso. In pochi secondi infatti mi sono ritrovato nudo come un verme! Lei, al contrario, si spogliò con molta calma. All’inizio mi aveva fatto mettere le mani dietro alla schiena e mi girava intorno scrutandomi, analizzandomi quasi fossi un animale in vendita e lei fosse una acquirente interessata alla merce ma indecisa a compiere il passo di fare un offerta, o forse valutando semplicemente quale fosse il prezzo migliore al quale avrebbe dovuto acquistarmi. Si soffermava con particolare interesse sul mio pene e sui miei testicoli: li prendeva in mano, li accarezzava, li stringeva, sollevando e abbassando ripetutamente la pelle del prepuzio, così da farmi impazzire dall’eccitazione: il mio batocchio sembrava scoppiarmi tra le sue mani! Poi si inginocchiò e vi avvicinò il viso. Mi aspettavo che intraprendesse una esperta fellatio, invece si limitava ad annusarlo, ad usarlo per accarezzarsi il viso, a baciarlo, o tutt’al più ad assaggiarlo appoggiandovi la lingua e ritraendola immediatamente per gustarne meglio il sapore, quasi si trattasse di un gelato o di un lecca-lecca.”

 

Una notte di sesso

“Allora si decise a spogliarsi anche lei. Indossava soltanto un lungo vestito nero con una generosa scollatura. Bastò che lei facesse scivolare le spalline e il vestito calò velocemente a terra, scoprendo un corpo dalle curve perfette, che avrebbe resuscitato anche un morto, una pelle chiara quasi bianca, completamente glabra, anche il sesso risultava perfettamente liscio. La cosa che però mi colpì, e devo ammettere mi eccitò di più, fu il fatto che i suoi capezzoli fossero stati forati e vi fossero stati infilati due grossi anelli di metallo, di un grosso spessore, intendo, ma di un piccolo diametro. La mia erezione se possibile si fece più insistente, sentivo il membro pulsare ed esigeva immediata soddisfazione. Quando presi l’iniziativa, però, ebbi per tutta risposta la sua ritrosia. Voleva essere lei ad avere in mano le redini del gioco. Decisi che valeva la pena di lasciarla fare. Per prima cosa mi fece distendere sul letto, insistendo ancora a massaggiarmi il membro con le mani. Quando ormai era così eccitato che le vene che lo percorrevano sembravano scoppiare, lei lo prese nella sua bocca portandomi all’orgasmo in breve tempo. Mi aspettavo che lei si ritraesse subito, invece continuò a tenere il mio pene nella sua bocca finché questo non fu completamente ammosciato, succhiandone avidamente tutto il latte. Neanche allora, però lo mollò, una volta lasciata la presa, il mio maritozzo fu di nuovo posseduto dalle sue mani, che me lo massaggiarono per un tempo apparentemente interminabile, fintanto che non tornò ad ergersi possente in posizione verticale. Questa volta lei mi montò sopra introducendo con un colpo deciso il mio bacellone nella sua passera liscia e calda. Ancora una volta lo trastullò con maestria fin quasi all’orgasmo, ma poco prima di venire si tolse rapidamente e torno a succhiarmelo ingoiandone avidamente ogni goccia del distillato che ne usciva. Così continuammo per tutta la notte, senza che lei si lasciasse scappare una sola goccia del mio elisir...”

 

Il mattino dopo

“Al mattino ero completamente esausto, mentre lei al contrario si destò completamente soddisfatta e carica di energie. Mi sentivo come intorpidito, indolenzito. Sentivo un acuto dolore ai testicoli e notai subito sullo scroto due puntini rossi in corrispondenza delle mie gonadi. Non ci feci granché caso, ma la cosa mi rimase comunque impressa. Sentivo che quella era la donna che faceva per me, che avrebbe soddisfatto tutte le mie voglie, senza lasciarmi mai a coda ritta.”

 

Il matrimonio

“Di lì a pochi mesi decidemmo di convolare a giuste nozze, sentivo che oramai facevamo indissolubilmente parte l’uno dell’altra. Così organizzammo una cerimonia alla buona, senza troppi invitati, anche su insistenza di lei. È vero che non avevo mai indagato molto sul passato di quella che sarebbe diventata mia moglie, ma fui un po’ perplesso dal fatto che non ci fosse nessun suo parente presente alla cerimonia, soltanto qualche amico, qualche collega di lavoro, ma nessuno che poteva vantare un qualche legame di sangue con lei. La luna di miele fu delle migliori, caratterizzata da notti infuocate e sesso a volontà che consumammo un po’ ovunque: lei non ne era mai sazia ed io non mi tiravo certo indietro.”

 

Si fa strada un sospetto

“Dopo qualche tempo, però, comincio a manifestare una strana debolezza. Sono emaciato, manifesto spesso stanchezza fisica e mentale. Ma mia moglie non sembra preoccuparsene, anzi, cerca in tutti i modi di togliermi dalla testa qualsiasi idea di non essere in perfette condizioni fisiche e la sua fame di sesso rimane immutata, sono io, però, che comincio a non essere più all’altezza delle sue esigente. Comincio ad assumere ricostituenti, vitamine, sali minerali e varie sostanze naturali che mi possano aiutare in questo senso. Comincio a seguire una dieta particolare. Ma nessuno sforzo sembra utile a migliorare la mia condizione che anzi sembra peggiorare. Così decido di farmi visitare. I vari medici che consulto e i diversi esami ai quali nei mesi seguenti dovrò sottopormi, non riveleranno assolutamente nulla che possa giustificare questo mio indebolimento...”

 

Una agghiacciante scoperta

“Qualcosa, forse d’istinto, inizia a farmi sospettare che in qualche modo responsabile di questo mio stato di prostrazione fisica possa essere lei, la mia consorte. Mi prendo dei giorni di ferie ed inizio a seguire con molta attenzione le sue mosse. Prendo coscienza, in un certo senso, di una cosa che mi era sempre sembrata strana: a fine di ogni pasto, mia moglie si chiudeva in bagno per un quarto d’ora abbondante. Vabbeh, niente di particolarmente strano, però cerco di spiarla e scopro che successivamente ad ogni pasto lei vomita regolarmente tutto quanto ha ingurgitato! Inizio a rovistare tra le sue cose, guardo ovunque, ma nessun indizio mi torna utile al fine di chiarire lo strano comportamento alimentare della mia consorte. Poi, un giorno faccio quello che non avevo mai fatto. Vado in cucina e apro il frigorifero. C’è da precisare che, da quando avevamo iniziato a vivere assieme, io non avevo mai aiutato mia moglie a fare da mangiare o anche soltanto preso qualcosa dal frigorifero o dalla dispensa per lei, visto che lei si premurava di soddisfare sempre le mie esigenze alimentari, preparando colazioni, pranzetti e spuntini deliziosi e totalmente appaganti, tutto quello che qualsiasi uomo, insomma, desidera dalla propria donna: una perfetta cuoca e una calorosa amante. Ma ci doveva essere un difetto! Infatti, nel freezer, spostate alcune costate di manzo ghiacciate, scopro una riserva incredibile di cubetti di ghiaccio. Non si tratta però di semplice ghiaccio ottenuto dall’acqua, bensì, dopo averlo scongelato, scopro trattarsi di sperma umano!”

 

Una specie di vampira aliena

“Ancora pensando ottimisticamente che mia moglie fosse soltanto una sofisticata pervertita, continuo a spiarne le mosse, e arrivo a scoprire qualcosa di incredibilmente allucinante. Di notte, sempre chiudendosi nel bagno scopro che lei si mette in contatto con la sua base madre, forse rappresentata da un enorme disco volante che vola occultato nell’atmosfera terrestre, chiudendosi nel bagno e collegando una normale radiolina agli anelli che porta ai capezzoli e che fungono in questo modo si da antenne che da connessioni al suo sistema neurale: in questo modo lei può comunicare telepaticamente senza destare il minimo sospetto in chi le sta vicino!!! In pratica si tratta di una razza aliena che si nutre di sperma umano e che ha trovato una riserva di cibo virtualmente inesauribile sul nostro pianeta! Non possiamo sapere quanti di questi esseri siano sul nostro pianeta e si nutrano di noi magari mascherandosi da prostitute o da comuni esseri umani, ma sono ormai certo che essi siano tra noi e ci stiano silenziosamente invadendo!”

 

Una scomparsa misteriosa

Dopo aver prestato la sua testimonianza alla mia causa, Domenico R. scompare misteriosamente e con lui tutti i documenti che provavano della extraterrestrialità della sua consorte, non si sa più niente di lui dal 7 luglio 1999. Così, dal giorno della sua scomparsa, la vedova ha fatto perdere ogni sua traccia... Non possiamo che concludere che i sospetti di Domenico R. fossero fondati e che probabilmente ora sia in balia degli alieni che lo usano come riserva di cibo...