FILE N. 3: SID IS NOT DEAD

 

Una vacanza particolare

Ho incontrato A.S.B. nel dicembre 1997, dopo averla conosciuta in seguito ad una mia inserzione su internet, dove cercavo contatti con persone che hanno avuto esperienze di incontri ravvicinati con gli extraterrestri. A.S.B. mi ha scritto dicendomi che non ha incontrato nessun extraterrestre (almeno non senza saperlo), ma che le è capitato un incontro che ha ugualmente dell’eccezionale e che le ha lasciato un segno indelebile nell’anima. A.S.B. è una ragazzina che aveva quasi 18 anni quando l’incontrai. “Nell’ottobre del 1996 ero in vacanza ad Assisi assieme ai miei”, mi racconta A.S.B., “una vacanza per altro decisamente pallosa, che mi portano a fare ad Assisi a me che non ci voglio proprio andare? Così il tempo lo passo più che altro a girare scazzata e a sclerare in giro per i bar. La città che è pure piccola, non c’ha niente di niente…”.

 

Un incontro inaspettato

“Per non spendere troppo spesso invece di infilarmi nei bar andavo in un negozietto di alimentari a prendermi qualche lattina di birra, che poi mi bevevo tranquillamente svaccatissima seduta da qualche parte, magari appena fuori le mura del paese…”. Fin qui per A.S.B. sarebbe stata una vacanza senza nulla di particolare da ricordare, se non che “il terzo giorno che stavo lì cercando di affogare la noia in un paio di birre, eccomi che mi passa davanti un frate francescano, che sulle prime stento a riconoscere, ma che poi, successivamente mi renderò conto di conoscere molto bene!”.

 

Un frate dall’accento straniero

Il fraticello, che aveva attorno ai 40 anni, con una barba lunga ed una piccola tonsura sulla nuca si siede a pochi metri da A.S.B. e si mette a leggere un piccolo libro di preghiere. Lei lo avvicina e inizia a parlare del più e del meno con lui. “Non  c’era un granché da fare lì, e tanto valeva parlare con il primo che mi capitava, anche se era un frate, tanto lì tutti frati e suore erano! Così iniziai a scambiare due chiacchere con lui. Non ricordo con che cosa ho attaccato, so che quasi subito ho iniziato a lamentarmi del posto che era decisamente una palla, lui mi contraddice subito, ma con un fare molto tranquillo e rilassato, ma con un marcatissimo accento inglese: «Non devi dire questo: Assisi è circondata da tutti questi prati verdi, molto rilassante, molto tranquilla, qui tu puoi sentirti veramente in contatto con il nostro Creatore»”.

 

In ritiro spirituale dal mondo

Tra i due inizia ad instaurarsi un dialogo interessante e A.S.B. chiede lui subito che cosa lo ha spinto a farsi frate: “Lui mi racconta che circa vent’anni prima, era come spinto da un folle destino a 2.000 miglia all’ora e che stava percorrendo una cattiva strada: era dipendente dall’eroina, ad un certo punto le cose si sono messe davvero male, quando era stato accusato dell’assassinio della sua ragazza che era morta per uno stupido incidente durante un litigio con lui… Per questo ha deciso di andarsene da tutto e da tutti. Per qualche anno aveva vagato per l’Europa, finché era capitato in una comunità francescana nel nord dell’Italia, dove era stato accolto dai fratelli, finendo per dare i voti poco dopo… Non mi ha voluto dire il suo nome prima di assumere quello di Paul, perché diceva quell’uomo che era stato prima, e che era stato posseduto dal demonio, ormai era morto, e lui era rinato come fratello Paul.”

 

Il dubbio viene qualche tempo dopo…

Pochi giorni dopo, mi capita in mano un libro che mi ero portata via, uno di quei libri che mi porto quando vado in vacanza con i miei, perché so che sicuramente sarà una vacanza noiosa, ma poi, con la depressione che mi viene, non riesco ad aprirne neanche uno. Uno dei libri che avevo con me, era la storia dei Sex Pistols, il gruppo punk britannico. Qui alcune fotografie assieme ad alcuni particolari della storia che fratello Paul mi ha raccontato e che coincidono in modo impressionante, soprattutto per alcune date approssimate dal frate, mi fanno pensare ed iniziano a sorgere in me alcuni dubbi, fin quando capisco tutto… E mi rendo conto che fratello Paul non può essere altri che il bassista dei Sex Pistols Sid Vicious, dato per morto in seguito ad una overdose di eroina nel febbraio del 1978!!!

 

Una ricerca con il cuore in gola

“Con il fiato sospeso per l’emozione inizio a setacciare i monasteri di Assisi e qualsiasi altro posto dove il frate potrebbe aver preso ricovero. Ormai sono allo stremo, e senza più speranza, quando in una casa tenuta dai frati che da alloggio ai preti in pellegrinaggio cittadina, lo trovo. Subito gli chiedo se è Sid Vicious, al che lui impallidisce e tenta disperatamente di negare: «No, no! Io non sono lui! Queste sono tutte fantasie di piccola bambina che ascolta troppo brutta musica…», ma io lo sapevo che era lui! E continuo ad insistere… Lui mi dice di lasciarlo stare e dice che quell’uomo era posseduto dal Demonio, e che Satana lo ha riavuto…”L’Insistenza di A.S.B. si fa sempre più incalzante, e fratello Paul la allontana, cacciandola dalla casa. Il giorno dopo lei ritornerà in cerca del frate, ma le verrà detto che egli è ormai partito per tornarsene al suo monastero, ma nessuno le vuole dire dove questo monastero si trovi.

 

Una storia sconvolgente

Era davvero Sid Vicious quel frate incontrato da A.S.B. ad assisi nell’ottobre del 1996? Era davvero sopravvissuto facendo perdere le sue tracce, inscenando la morte per eroina per diventare poi un monaco francescano? Se è così, dove si trova adesso? In quale monastero italiano si nasconde il dio dei punk di mezzo mondo?