FILE N. 4: COSTRETTA A MASTURBARSI DAGLI UFO!

 

Un caso che ha dell’incredibile.

Il caso di Ilaria (il nome, ovviamente, è posticcio per proteggere la sua vera identità) una ragazza di 23 anni che vive a Firenze, costretta a masturbarsi continuamente e ripetutamente da parte degli UFO, attraverso una forma di post-ipnosi attivata con dei raggi psicotronici inviatele da un disco volante occultato nella atmosfera terrestre, perciò impossibile a vedersi o a essere rilevato dai radar, perennemente in orbita attorno al nostro pianeta. Questi raggi agiscono tramite una microscopica sonda installatole, secondo lei stessa, nel cervello. Ilaria è una ragazza dolce e sensibile, una ragazza normale, dedita allo studio, incontrandola non dà alcun segno di squilibrio psichico (e numerose visite presso specialisti hanno confermato trattarsi di una ragazza perfettamente normale), e che soprattutto non lascia trapelare nulla del suo terribile segreto.

 

Un incontro che avrebbe segnato per sempre la sua vita.

L’infanzia di Ilaria trascorre tranquilla come quella di tante altre ragazze, fino a quel giorno dell’8 marzo del 1983: all’età di 8 anni viene rapita per 3 giorni da parte degli extraterrestri, durante i quali viene trattata come una cavia da laboratorio e le viene inserita una sonda nel cervello, attraverso la quale gli alieni influenzano la sua vita sessuale costringendola a masturbarsi dalle 3 alle 8 volte al giorno. Senza tregua, senza un giorno di pausa. “Non ricordo molto di quel giorno, anzi devo dire decisamente che i miei ricordi sono come stati cancellati dalla mia mente, ricordo soltanto che stavo giocando nel giardino di casa mia, con la mia bambola, facevo finta di essere una dentista e le stavo trapanando un molare quando...” Da quel momento, fino al mattino di 3 giorni dopo, alle 8 in punto, il buio più totale. “Però sono sicura che in quei tre giorni gli alieni hanno operato su di me un cambiamento, perché da quella terribile mattina dell’8 marzo la mia vita ha subito una drammatica svolta!”.

 

Due numeri simbolici.

Non a caso citiamo i numeri 3 e 8 perché da allora questi due numeri sono stati una costante della vita di Ilaria, che ne hanno condizionato ogni istante della giornata. “Sono arrivata a dedurre che debbano essere addirittura la chiave di tutto, e su questo sto facendo delle ricerche”, afferma Ilaria sgomenta. “Son sicura che gli alieni hanno un sistema di calcolo basato sul numero 8, anziché, come nel nostro caso, sul 10, e a prova di questo c’è da sottolineare che le loro mani sono composte di 4 dita anziché 5”. Se si accetta come valida la teoria che il sistema di calcolo decimale sia nato proprio per questa caratteristica del genere umano, si deve anche ammettere la possibilità che una razza intelligente aliena, con mani di 4 dita, potrebbero aver sviluppato un sistema di calcolo con base 8. “Mentre l’altra costante, il numero 3, mi è ancora ignoto, ma ho ipotizzato che possa essere in qualche modo correlato con il numero dei loro testicoli...”

 

Una furia incontrollata.

“Dal giorno stesso in cui fui riportata a casa, incominciai a sentire crescere in me uno strano desiderio, uno strano fuoco aveva preso a bruciare nel mio basso ventre... Un desiderio che non conoscevo: non avevo mai provato curiosità nei confronti del sesso prima di allora e non sapevo come dare piena forma a questo mio nuovo istinto, finché 8 giorni dopo il mio rapimento, giocando, ebbi il mio primo orgasmo autoindotto: stavo giocando con un cuscino, lo cavalcavo fingendo che fosse un animale, così imitando il galoppo mi strusciavo il sesso sulla stoffa... ecco accadde così, in modo quasi innocuo, apparentemente involontario, ma, visto quel che accadde successivamente, fu certamente opera dell’equipaggio dell’UFO che aveva deciso di compiere su di me un lungo esperimento che continua a tutt’oggi!”

 

Anni di sedute di analisi.

“Di ciò che è accaduto sul disco volante non conservo alcun ricordo, e anni di sedute di regressione ipnotica non sono servite a riportare a galla il ben che minimo ricordo. Suppongo di essere rimasta in stato di totale incoscienza per tutto il periodo trascorso a bordo dell’astronave, oppure, com’è più probabile, che mi sia stata completamente cancellata la memoria con l’uso di uno strumento elettronico a noi del tutto ignoto. Ci si chiederà come faccia io a sapere di essere stata a bordo di un UFO se non ne conservo memoria alcuna, beh, ma è ovvio: come potrebbe spiegarsi tutto quello che mi è capitato? Il giorno in cui fui rapita dagli alieni mia madre vide una luce potentissima provenire dalla mia stanza, una luce tanto forte che era impossibile guardare da quella parte. In seguito non si ebbero più mie notizie fino al terzo giorno dalla mia scomparsa, quando una nuova emanazione di luce mi fece ricomparire.”

 

Dall’infanzia all’adolescenza.

Con l’adolescenza i problemi di Ilaria non danno certo cenno di diminuire, anzi, sembrano quadruplicare. Poco dopo aver compiuto 13 anni, il 3 agosto 1988 (ancora una volta, come potete notare si ripresentano i due numeri simbolo di tutta questa storia), Ilaria, ormai preda di questa smania, si masturba in continuazione dalle 3 alle 8 volte al giorno, in qualsiasi momento “la mia mano poteva correre sotto la sottana, scostare le mutandine e strofinare il sesso senza che quasi me n’accorgessi. Spesso succedeva che, durante le lezioni, venivo assalita da questa voglia, e dovevo chiedere di andare al bagno, per potermi masturbare. Se c’erano anche 8 diverse materie, con 8 diversi professori, io ogni volta chiedevo di andare al bagno per potermi toccare… Ancora oggi mi vergogno a confessare queste cose, ma è così! Capitava poi che alcuni professori si rifiutassero di lasciarmi andare alla toilette, perché dicevano era un po’ troppo frequente questa mia esigenza, allora cominciai a escogitare il modo per potermi masturbare in classe. Mi infilavo qualcosa di spesso nelle mutandine, in modo che mi toccasse il clitoride, e poi stringevo ritmicamente le cosce, così riuscivo a venire senza bisogno quasi di muovermi e soprattutto di far capire che cosa stessi facendo. Certo, se mi si guardava si vedeva che diventavo tutta rossa e qualche volta mi lasciavo sfuggire un sospiro, ma non credo che nessuno abbia mai capito quel che stavo facendo.”.

 

Un desiderio incontrollabile.

Ilaria, confessa, non si accontentava mai, e il suo bisogno di sesso era costante, “tutti i giorni, appena sveglia iniziavo a masturbarmi già nel letto, mi spogliavo rapidamente, e prendevo l’orsacchiotto e me lo strofinavo sulla passera, poi andavo in bagno a lavarmi e, dopo colazione, tornavo di nuovo in bagno per toccarmi ancora una volta. Così quando non dovevo restare a scuola anche il pomeriggio, la prima cosa che facevo una volta rientrata a casa era quella di correre in bagno e gingillarmi. Dopo mangiato trovavo la scusa di andare a riposare, ma in realtà correvo a togliermi i vestiti e infilarmi sotto le coperte tutta nuda, così potevo masturbarmi un minimo di 3 volte in un paio d’ore. Quando mi alzavo correvo subito a studiare sui libri, ma con una mano infilata sotto la gonna, poiché il mio bisogno di orgasmi era ripetitivo. Riuscivo a sentire la voglia di masturbarmi diminuire solo dopo cena, ma quasi tutte le sere, prima di addormentarmi non potevo rinunciare a giocare con me stessa: mi aiutava anche a dormire meglio e a fare meno sogni strani…”.

 

Dei sogni strani…

Come capita spesso in questi casi, le vittime sono perseguitate da strani sogni che sembrano voler loro svelare il segreto del loro problema in modo simbolico, si tratta probabilmente di una difesa della psiche… Anche Ilaria non sembra sfuggire a questa regola: “Di notte facevo spesso questo tipo di sogni, ce n’erano alcuni, 3 per l’esattezza che ritornavano regolarmente. In uno c’era un orsacchiotto enorme, animato, che mi inseguiva nella foresta, io cercavo di scappare correndo verso una luce, ma l’orsacchiotto si avvicinava sempre di più. Intanto i rami degli alberi mi strappavano pezzetto per pezzetto i vestiti di dosso e io rimanevo nuda, poi quando ero nuda, mi graffiavano ed io ero ricoperta di lividi e ferite, quando l’orsacchiotto infine mi catturava e iniziava a violentarmi con un grosso pisellone peloso. Un altro sogno mi vedeva scivolare all’interno di una specie di stagno o di fossato, pieno di strani rettili, erano una specie di enormi lucertoloni, con delle zampe prensili e delle lingue lunghissime, anch’essi mi strappavano di dosso i vestiti e poi iniziavano a leccarmi la passerina con le loro lingue… Credo di ricordare che avevo degli orgasmi durante questo tipo di sogni. Infine il terzo non me lo ricordo molto bene - dice Ilaria, e anche questo ci pare indicativo - mi sembra che fossi in sala operatoria e i chirurghi avevano, per quel poco che potevo vedere, una strana pelle, e gli occhi come i serpenti, anche lì io ero nuda, stesa sulla tavola operatoria e mi venivano infilati aghi sotto la pelle su tutto il corpo, venivano praticate piccole ferite e dei sottili tubicini mi venivano infilati nei capezzoli, mentre un altro tubo, molto più grosso mi veniva infilato nella vagina. Ma questo sogno era molto meno nitido e ricordo tutto con molta confusione.”

 

Il desiderio si fa crescente.

Per tutta l’adolescenza il mio desiderio e il mio costante bisogno di orgasmi si fa sempre più pressante e riesco a controllarmi sempre meno, alle volte, anche in pubblico rischio di farmi scoprire, perché spesso cerco piccoli nascondigli per potermi dare alla pratica da me tanto agognata. Quando invece ho la possibilità di dedicarmi con calma a questa attività crescono le esigenze e molti oggetti entrano a far parte del gioco. Infatti spesso mi applico delle mollette sui seni, oppure mi masturbo con degli oggetti: bottiglie, pennarelli, utensili da cucina, tutto quello che mi capita a tiro è valido…”, Ilaria è rossa in viso dalla vergogna mentre mi racconta queste cose, e termina dicendo: “So con certezza che questo è un chiaro sintomo di una influenza aliena sulla mia psiche, non potrebbe essere altrimenti: io so di non essere così!”.

 

I guai più grossi arrivano quando ilaria si innamora.

“Trovai anche un ragazzo meraviglioso, Marcello, con il quale riuscii ad aprirmi e a raccontargli quanto mi era accaduto, lui cercò di capirmi, ma ad un certo punto non ne poté più di questa mia ossessione, di questo mio costante impulso sessuale, e spesso era così forte e così indirizzato da farmi evitare i rapporti con lui per mesi, in quanto non venivo costretta a fare del sesso in generale, ma precisamente autoerotismo: gli alieni volevano esclusivamente che mi masturbassi, che facessi del sesso con me stessa e con nessun altro”. “Per un certo periodo Marcello sopportò la situazione e cercò dei compromessi, così quando ero preda di questa follia autoerotica lui si accontentava di potermi osservare mentre mi masturbavo, per poi masturbarsi anche lui. Diceva che mentre lo facevo sembravo ipnotizzata, quasi una pazza...”, piange Ilaria raccontandoci la sua esperienza e ricordando il rapporto con Marcello che però ad un certo punto dovette interrompersi. “Come ho detto Marcello era comprensivo, ma anche per lui arrivò la fatidica goccia che fece traboccare il proverbiale vaso: eravamo andati al mare da soli, io e lui, per stare un po’ assieme, ma quando fui lì iniziai a sentire nuovamente questo “comando” che mi ordinava di masturbarmi, sulle prime cercai di resistere, e Dio solo sa quanto non ci ho provato, riuscendo a trattenermi per un paio d’ore buone, ma ad un certo punto esplosi: mi liberai del costume e mi gettai in acqua, nuotando per quanto possibile al fine di allontanarmi dalla folla, Marcello mi seguì, a qualche metro dalla riva mi lasciai andare masturbandomi a più non posso, per una, due, tre, quattro, cinque volte consecutive! Marcello era rosso come un peperone dalla vergogna... Tornando a casa, in auto, mi disse quel che provava per me, che era ancora tanto innamorato, ma che una situazione del genere era diventata insostenibile, lui voleva una vita normale, dei bambini... Che cosa sarebbe accaduto se un giorno avessimo avuto dei bambini, con una madre ninfomane che non perdeva occasione per toccarsi la passera?! Povero Marcello...”. Ilaria piange riportando alla luce questi ricordi.

 

Ilaria oggi.

Ilaria ora è impiegata come segretaria in una grossa azienda di Firenze, ma non ha perso le sue abitudini, infatti, ha dovuto già cambiare lavoro 5 volte proprio per questo motivo. Non è ancora riuscita a liberarsi del suo problema, anche perché una certa riservatezza le impedisce di parlarne con tranquillità ai molti ufologi esperti che operano in Italia, questa è la prima volta che si apre così completamente, forse, appunto, perché io sono una donna come lei. Ilaria ha imparato a gestire i propri bisogni, nascondendoli quando si trova a dover dare spiegazioni, con strane patologie delle quali si dice affetta. Ho dato tutto il mio appoggio a Ilaria e continuo a rimanere in contatto con lei per eventuali sviluppi. Ma invito, chiunque legga questo pezzo, se sa come aiutarla, a comunicarmelo in qualunque modo.