FILE N. 8: RAPITO DALLE ALIENE CHE GLI INGIGANTISCONO IL PENE!!!

 

Un caso che ha dell’incredibile

Ho conosciuto Henry B., un gentiluomo inglese di mezza età, appartenente all media borghesia britannica, dal capello brizzolato e dall’aspetto signorile, durante la mia recente visita in Gran Bretagna, dove mi ero recata per incontrare il noto ufologo londinese John B. Smith. John mi ha accennato a questo caso inverosimile, al quale neppure io ero disposta a credere finché non ho toccato con mano. Henry mi ha raccontato la sua allucinante vicenda, dove è stato rapito da delle aliene che attraverso l’iniezione di massicce dosi di una sostanza sconosciuta, gli hanno ingigantito il pene fino a fargli raggiungere proporzioni che hanno del fenomenale, e ve la riporto così come lui l’ha presentata a me.

 

Un minidotato

“Sono sempre stato un minidotato, cosa che mi ha portato ad avere dei complessi fin da piccolo: quand’ero ragazzino, io e i miei compagni di college, la sera ci ritrovavamo tutti in una stanza ed eravamo soliti fare un giochino tra noi, una sorta di gara, dove ci confrontavamo il membro, sia a riposo che in erezione. Io perdevo sempre, attestandomi inesorabilmente in ultima posizione… Le donne che ho avuto si sono sempre dette poco soddisfatte delle mie dimensioni, tanto che mi ero specializzato nel soddisfarle in altro modo… Certo, però, mi sentivo enormemente frustrato, in particolare con talune signorine che solevano deridere le mie misure intime. Questo mi ha portato poco a poco a detestare il mondo e a chiudermi in un’esistenza solitaria e isolata, lontano dai clamori della folla…”

 

Il rapimento

“Ero intento a dedicarmi ai miei studi, nel pensatoio della mia casa di campagna, a Londsdale, era verso le 5 o 6 pomeridiane, e stavo sorbendo il mio tè, un Ceylon Orange Peokoe dal sapore rotondo, e leggendo un libro di sir Thomas Edwindare sulla cura delle piante da giardino, quando improvvisamente un bagliore accecante proviene dalla finestra che dà sul giardino. Sorpreso, mi interesso a scoprire la causa di tanta luce e chiamo il mio maggiordomo acciocché indaghi in merito e mi riferisca. Ma anziché arrivare il mio fedele factotum Annibal, vedo entrare nella stanza una signorina, in costume assai discinto, che, intimandomi con una pistola dalla foggia amena, mi scorta fuori dalla casa. Nel giardino sta parcheggiato un disco volante, noto con disappunto che ha schiacciato l’aiuola di gelsomini. Non faccio a tempo ad obbiettare riguardo all’assurda posizione della loro nave spaziale, che vengo legato e condotto all’interno della stessa, senza che mi venga neppure permesso di prendere il mio cappello e il mio ombrello, poffarbacco!”

 

Una serie di analisi

“Appena entrato nell’astronave aliena, vengo immediatamente denudato e immobilizzato. Le aliene, a bordo dell’astronave, girano praticamente nude, eccezion fatta per un paio di tanga e una cintura multiaccessoriata attorno alla vita, alla quale sono rette le loro armi e i loro strumenti. Vengo da subito fatto oggetto di scrupolosi esami, tutti gravitanti attorno alla mia asta del piacere. Le extraterrestri, infatti, utilizzando tutta una serie di strambi congegni, si occupano unicamente di misurare il mio membro in ogni sua parte. Il mio membro viene infilato in una sorta di tubo trasparente, nel quale, probabilmente attraverso un meccanismo penumatico, lo sento risucchiato. Superfluo aggiungere che tutte queste praticate non tardano a stimolare in me una subitanea erezione e poco dopo più orgasmi. Dopodiché anche il mio seme viene raccolto e analizzato dalle studiose aliene. Pur non capendo nulla di quanto stanno confabulando tra loro, intuisco che sono turbate dalla dimensione del mio pene, che per loro non va bene, e dopo una rapida consultazione capisco che mi riservano un qualche trattamento speciale.”

 

Ha inizio un doloroso esperimento

“Vengo allora, sempre completamente nudo, legato ad un tavolo da laboratorio, con delle fasce elastiche. Qui la zona dei miei genitali viene completamente rasata e ha poi inizio un estenuante esperimento che, contro la mia volontà, viene adoperato sui miei genitali. Sul mio pene, infatti, vengono inseriti una serie di aghi in profondità, collegati a dei tubicini, una sorta di flebo che mi inoculano costantemente una sostanza trasparente di cui ignoro la composizione. E tutto questo senza una pausa per oltre 20 giorni! Il mio pene inizialmente misurava attorno ai 6 cm a riposo e ai 14 in erezione. Con questo esperimento viene gradualmente ingigantito. Già il primo giorno si nota che le sue dimensioni sono notevolmente accresciute. A fine esperimento mi ritroverò con un membro gigantesco di oltre 40cm di diametro e 25 di circonferenza!”

 

Nutrito per indovenosa

“Inutile dire che da quel tavolo da laboratorio non vengo mai slegato e vengo nutrito per indovenosa. L’unica cura che mi viene riservata è quella di lavarmi e depilarmi con costanza. Saltuariamente mi vengono anche tolte le flebo e il mio membro viene massaggiato e utilizzato dalle aliene per il loro piacere, cavalcandomi come delle esperte amazzoni. Per poter trarre dal mio strumento il massimo giovamento mi vengono anche procurate delle dolorose e acute erezioni attraverso l’iniezione di un’altra sostanza, che costringono il mio membro in tale stato per almeno una decina di ore consecutive, durante le quali ogni membro dell’equipaggio della nave ha da prendersi piacere con il mio organo riproduttivo. Sarà utile precisare che la comandante della nave ha sempre il privilegio di essere la prima a usufruire della mia asta virile, poiché in seguito sarò costretto a sottostare a tutti i suoi voleri e capricci e soddisfarne tutte le voglie.”

 

Piaceri dissoluti

“Alla fine del trattamento vengo slegato dal tavolo e immerso in un bagno caldo e profumato, alla fine del quale vengo completamente depilato dalla testa ai piedi. Mi viene infilata una sonda nell’ano e vengo sottoposto a clisteri e varie altre forme di pulizia invasiva del mio corpo. Una volta “purificato” con questo trattamento mi ritrovo liscio come un poppante e con un membro spropositato, tenuto artificialmente, a mezzo di continue iniezioni, in priapica erezione. Vengo poi condotto in un altra zona della nave, in una sorta di immenso salone dove stanno tutte le aliene completamente nude distese su dei cuscini colorati. E qui vengo reso schiavo dei loro desideri erotici senza fine. Capisco di essere diventato uno schiavo sessuale destinato a soddisfare per l’eternità con il mio membro reso artificialmente mastodontico le loro necessità erotiche... me misero, ci sarà mai scampo per me?”

 

Una via di fuga

“Il mio membro non mi apparteneva più: ogni aliena oramai si sentiva in diritto di trastullarsi con esso, spesso per ore ed ore, permettendosi pure orgasmi multipli ripetuti, senza mai lasciarmi un attimo di riposo. Loro andavano e venivano a seconda dei loro impegni in quella stanza che lasciavo soltanto per dormire poche ore per notte (era notte? come potevo saperlo?), venendo alimentato con cibi deliziosi e gratificanti. E quando una di loro si permetteva di possedermi troppo a lungo, litigavano tra di loro per avermi! Così alle volte ero costretto, mentre ne stavo soddisfacendo una con la mia verga, a soddisfarne altre con la lingua o con le mani! Era davvero una schiavitù insopportabile… Tra l’altro le sostanze che mi venivano iniettate nel pene, sicuramente servivano, oltre a farmi avere durature ed estenuanti erezioni, anche a ritardare o a impedirmi totalmente gli orgasmi. In quella mia attività ricordo di essere venuto pochissime volte, al contrario delle aliene che sembravano drogate dal piacere… Come dicevo succedeva che a volte le extraterrestri giungessero ad accapigliarsi tra loro per potermi possedere. Una notte così accadde che il disco volante fosse atterrato sulla scogliera di Dover, e che a bordo fosse scoppiato un piccolo tumulto tra le aliene che pretendevano i miei servigi, una lite più violenta delle solite. In mezzo a quel trambusto nessuna si interessò più di me, così ne potei approfittare per darmi alla fuga: sgattaiolai fuori dal salone e, non senza qualche difficoltà, trovai il modo di raggiungere l’uscita e darmela a gambe! Appena fuori mi misi a correre con il pene in erezione (mi era fa poco stata praticata una ennesima iniezione) e raggiunsi una casa a qualche chilometro dall’astronave aliena. Potete immaginare la faccia della famiglia che mi accolse vedendomi con quel membro mastodontico in perenne erezione! Da lì venni soccorso e potei finalmente tornare a casa.”

 

Danni permanenti

“Attualmente il mio membro virile continua ad avere le stesse dimensioni di oltre 40cm, raggiunte grazie alla tecnica delle aliene e varie ricerche mediche condotte sul mio corpo non hanno saputo spiegare come possa essere accaduto un simile mutamento. Ma la cosa più fastidiosa è che io continuo ad avere erezioni lunghissime e durature, con orgasmi difficili da raggiungere. Non nego che questo mi abbia portato ad avere un certo successo con il gentil sesso, che tutto sommato gratifica i patimenti che sono stato costretto a sopportare, ciononostante talvolta tali erezioni sono anche piuttosto dolorose e imbarazzanti, specie se avvengono nei momenti e nei luoghi meno opportuni…”