OTTIS TOOLE

Piromania e cannibalismo

Nato a Jacksonville, in Florida, nel 1947, Ottis Toole non ha avuto un’infanzia né semplice né lineare: timido ed introverso, fin da piccolo si è trovato confuso e combattuto tra una rigida educazione religiosa severamente imposta dalla madre e basata sulla Bibbia e le pratiche religiose della nonna satanista, la quale di notte si faceva accompagnare nei cimiteri dal piccolo Ottis, facendosi anche aiutare a disseppellire i cadaveri. Vittima di abusi sessuali prima da parte del padre alcolizzato e poi da parte del patrigno, iniziato precocemente ai più svariati giochi erotici dalla sorellina Drusilla (di poco più grande di lui) che lo veste da bambina e lo costringe a prostituirsi fin dall’età di sei anni, Toole dimostra un notevole interesse per i rapporti omosessuali e soprattutto per il suo vero, grande amore: il fuoco. Fuoco e sesso sono per lui intimamente connessi, tanto che sempre più spesso di notte appicca incendi e rimane a contemplare le fiamme nel buio, masturbandosi a lungo. Con un quoziente intellettivo pari a 75 (inferiore alla media) e quasi incapace di leggere e scrivere, fin dall’età di otto anni Toole assume regolarmente grandi quantità di alcool e di varie droghe; a dodici anni viene arrestato per la prima volta per il furto di una bicicletta: da allora i piccoli reati si susseguono, così come si susseguono e intensificano i periodi trascorsi in riformatorio o strutture simili, nell’intervallo fra i quali, a soli quattordici anni, commette il suo primo omicidio (rimasto impunito) investendo più volte con l’auto un commesso viaggiatore che gli aveva dato un passaggio, Nella “prima fase” della sua attività Ottis Toole si trova quasi a condurre una doppia vita: timido, introverso, estremamente schivo e timoroso nei rapporti interpersonali durante il giorno, lavora duramente senza scambiare mai una parola con i colleghi; vistosamente truccato e vestito con abiti femminili, depilato con l’aspetto lievemente modificato dagli ormoni che assume per un certo periodo di tempo, di notte “va a caccia” nei bar per soli uomini, riscuotendo un notevole successo. Le sue vittime sono però donne: nel 1974 ha ucciso un minimo di quattro donne in sei mesi, spostandosi negli stati dell’Ovest con un camioncino bianco. Tutti e quattro gli omicidi furono attribuiti ad altre persone (uno fu attribuito anche al noto serial killer Ted Bundy), e solo dopo la cattura e la confessione di Toole si è riusciti a fare chiarezza sulla vera dinamica dei delitti. Nel 1977, con gran stupore di tutti, Ottis Toole si sposa, iniziando ben presto a portare a casa uomini incontrati nei bar di Jacksonville o in Main Street, alla sede della radio dell’Esercito della Salvezza. Proprio qui incontra Henry Lee Lucas, bisessuale, bugiardo e simulatore, uno dei più complessi e controversi serial killer della storia americana, condannato per undici omicidi accertati e sospettato di aver partecipato ad altri centocinquantasette; divenuti amanti, i due scoprono di avere una forte passione in comune: l’omicidio. Mantenendosi con lavoretti saltuari, i due passano la maggior parte del tempo vagabondando con una vecchia auto lungo l’autostrada I-35, portandosi dietro la nipotina dodicenne di Toole, Becky, di cui Lucas si è innamorato facendone la propria amante. I crimini che i due serial killers commettono non sono mai pianificati: incontrano per caso autostoppisti o automobilisti in panne, li fanno salire in auto, li conducono in un luogo isolato, li uccidono e poi li violentano, mutilandone poi i corpi. Spinto da violenti impulsi cannibali, Toole spesso cuoce sul barbecue alcune parti dei cadaveri, arrivando ad inventare una sua “salsa barbecue” di cui dopo l’arresto e la condanna si preoccuperà di rendere noti gli ingredienti. La lunghezza dell’autostrada lungo la quale vengono commessi gli omicidi, il fatto che la giurisdizione per i vari casi sia suddivisa fra svariate contee e diversi organi di polizia non coordinati tra di loro nonché la grande varietà nella tipologia delle vittime (uomini e donne di tutte le età, con diverse professioni e appartenenti a differenti classi sociali, uccisi singolarmente o anche in gruppi di due nei modi più diversi, dallo strangolamento alle percosse con corpi contundenti) impedirono per lungo tempo il collegamento dei vari casi fra di loro, garantendo di fatto l’impunità ai due serial killers. Nel 1980 finalmente venne indotta una conferenza straordinaria fra organi di polizia di ben diciotto differenti giurisdizioni, al fine di valutare congiuntamente una ventina di delitti commessi lungo la I-35, senza giungere però ad apprezzabili conclusioni. Nel frattempo Toole e Lucas si erano separati, proseguendo ognuno la propria “carriera” in maniera indipendente, Toole perseguitato da “voci” che lo invitano al suicidio, Lucas perennemente accompagnato da Becky che ha sottratto all’orfanotrofio cui era stata affidata dopo la morte della madre. Tra il febbraio 1982 e il febbraio 1983 Toole uccide nove persone e appicca circa un centinaio di incendi, perdendosi sempre più in un mondo tutto suo; nel frattempo la sete di sangue di Lucas sembra senza fine e lo porta ad uccidere anche la tanto amata Becky, pugnalata a morte il 24 agosto 1982 perché voleva tornare dalla famiglia a Jacksonville. Arrestato per l’omicidio dell’anziana signora Kate Rich, Lucas confesserà e ritratterà numerose volte i crimini più diversi, coinvolgendo in più occasioni anche Ottis Toole, già in carcere per aver appiccato un ennesimo incendio: in definitiva, comunque, i Texas Rangers e i poliziotti di Jacksonville ritengono che Toole e Lucas abbiano commesso insieme almeno centotto omicidi, oltre a tutti quelli commessi autonomamente. Condannati entrambi alla pena di morte, nel 1985 questa per Toole è stata tramutata in ergastolo; le vicende giudiziarie di Lucas, implicato in numerosi processi ormai giunti a diversi stadi di giudizio in differenti Stati, non sono ancora completamente concluse. Spesso Toole è stato considerato una specie di “spalla” del ben più famoso Henry Lee Lucas, visto come il centro, il fulcro di questa coppia omicida; l’eccezionalità delle vicende criminali di questi due serial killers, in realtà, non può essere esaminata a prescindere dalla loro unione, dal loro operare in coppia, dallo strano accordo che li ha resi fra i più prolifici serial killers conosciuti: l’unione di due serial killers che operano in una prima fase indipendentemente l’uno dall’altro e che, dopo un periodo di “collaborazione”, tornano ad uccidere ognuno per proprio conto, con una predilezione per vittime di tipologie piuttosto diverse (Lucas preferisce uccidere donne, Toole preferisce gli uomini), con dinamiche e tecniche criminali diverse, con perversioni “accessorie” differenti (Lucas è prevalentemente necrofilo, Toole è cannibale), rendono questa coppia un caso criminale unico nel suo genere.