Padre Francesco Focardi

Nel 2000 ricorrono i 25 anni dell’ordinazione sacerdotale di Padre Francesco e della sua vita missionaria. Questo articolo, vuole essere un modo per ricordare, salutare e omaggiare il grande lavoro svolto e la grande dedizione di Padre Francesco per i più deboli. Il 14 Settembre 1975 Padre Francesco Focardi parte da Genova a bordo del transatlantico Augustus. I passeggeri a bordo sono pochi, circa 1500. Lo sbarco avviene il primo di ottobre in Argentina, a Buenos Aires, spedisce per mezzo di una ditta locale il bagaglio che Padre Savino Danesi gli aveva consegnato per le missioni. Il tre di ottobre arriva in aereo a Cochabamba dove risiede Padre Calzavarini che già conosce. Rimane insieme a lui per una decina di giorni, l’impatto con quella realtà risulta estremamente diversa e durissima, il caldo, la polvere, il vento e gli odori lo provano molto. Padre Lorenzo lo accompagna a Camiri, luogo della destinazione di Padre Francesco, il mezzo è un piccolo aereo. Ma è l’affetto e la simpatia dei suoi confratelli che, oltre a riconfortarlo gli ridanno anche la forza di iniziare il suo lavoro. Nel Febbraio del 1976 il P.Generale lo manda a Medellin, in Colombia all’istituto pastorale del CELAM. L’esperienza per Padre Francesco è fantastica, riesce a spogliarsi della cultura europea completamente e nello stesso tempo ad entrare nella vita e nel mondo della cultura sudamericana. Nel 1977 è nominato parroco di Camiri. Insieme a P.Bernacchi, superiore costruisce con gli aiuti di Adveniat (Germania) una grande sala polivalente. Nell’agosto del 1978 viene mandato a Potosì, luogo situato a ben 4100 metri sul livello del mare al posto di Padre Rivera, fresco di nomina di Vescovo. L’altezza ha un brutto effetto su Padre Francesco e nonostante che il posto e il lavoro che gli sono affidati siano bellissimi deve rinunciare per un posto più basso raccomandato da un medico. Viene mandato a Villamontes, a soli 500 metri sul livello del mare. La differenza da li a Potosì si nota anche dal fatto che ora si trovavano tutti i tipi di insetti e rettili, questi ultimi urtano molto Padre Francesco quando se li trova tra i piedi, poi ci fa l’abitudine. A Potosì invece non c’era neanche un insetto. In quel periodo non potevano ricevere aiuti dall’Italia perchè era considerato reato. Le poche cose che gli giungono arrivano attraverso le Suore o i Frati che venivano in Bolivia. Per tutto l’arco del 1979 a Villamontes, è la famiglia Bulacia a sostenere e trattare Padre Francesco come un figlio, in quel periodo non c’erano soldi e l’inflazione era al massimo del picco, era il periodo della dittatura militare. Nel 1980 Padre Francesco viene nominato Superiore del convento e Rettore del Seminario di Tarija. Nel 1982, per motivi di salute, il P.Provinciale lo chiamò in Italia e lo manda alla Verna come secondo maestro dei Novizi. Nel 1983 P.Nerozzi muore cadendo da cavallo e poco tempo dopo, si ammala anche Mons.Benedetti. Il  custode, Padre Franco Valli, ottiene il ritorno di Padre Francesco a Camiri per assistere Monsignore ma muore esattamente il giorno di Pasqua, appena una settimana dopo l’arrivo di Padre Francesco. Subito dopo i funerali riparte per Tarija in aereo, ci rimane fino al Settembre del 1984 dopodichè viene destinato a Tarija a Cuevo da Padre Miguel Brems insieme a Padre Franco Valli. Padre Franco viene nominato Superiore e parroco di Boicovo, Huacaya e Iguembe. Padre Francesco, Parroco di Cuevo, S.Rosa e Cappellano Militare. L’intesa con Padre Franco è  perfetta, erano stati compagni di seminario, insieme organizzano il lavoro pastorale. Insieme visitano la missione e prendono atto delle condizioni dei fabbricati e della situazione di grave indigenza della popolazione. I fabbricati sono fatiscenti, la popolazione ha bisogno di assistenza sanitaria. Non esistono scuole nell’area rurale. In alcune comunità, i maestri insegnano all’aperto. Gli alunni non hanno nè quaderni nè altro materiale scolastico. Cominciano così a chiedere aiuto alle parrocchie della Toscana e subito ricevono l’appoggio richiesto. Poco tempo dopo Padre Franco viene in Italia per le vacanze. Ritorna con l’incarico di Visitatore Generale per il Guatemala. Così parte per la sua missione. Intanto Padre Francesco ha già iniziato i lavori per la ricostruzione della Canonica di Cuevo. Quando Franco ritorna, i lavori sono quasi completati. Pochi mesi dopo, accompagnando a Villamontes i Padri Migliacci e Di Noto, viene travolto da un’improvvisa piena nei pressi di Maracheti... lo ritrovano, senza vita, dopo dieci giorni. Padre Francesco rimane solo, i Superiori gli affidano anche la cura delle parrocchie di padre Franco, cos’ dal 1986 Padre Francesco è l’unico parroco di tutta la zona. Nel 1987 riceve la prima visita di un Rignanese : Alfio Nocentini. Due settimane dopo arrivano anche Don Giovanni e Paolo Morandi. A Cavallo, in quel momento unico mezzo di trasporto, insieme visitano una parte significativa della parrocchia. Dopo queste visite la gente di Rignano comincia a sensibilizzarsi e il “mitico” Claudio Morandi fonda successivamente “La Formica”. Nel 1989 anche il Sindaco di Rignano Piero certosi va a trovare Padre Francesco insieme ad altri quattro rignanesi per l’inaugurazione dell’ospedale di Iguembe, costruito anche, con il contributo di Rignano. Da questo momento in poi, tutti gli anni Padre Francesco riceve continuamente molte gradite visite di Rignanesi e di giovani di ogni parte d’Italia. Si apre così un ponte tra Italia e Bolivia. Oltre ad occuparsi della vita spirituale di 50 comunità, deve pensare anche alla costruzione di Ospedali, scuole e al restauro di quelle antiche missioni fondate a partire dal 1850 dai frati italiani. Il primo lavoro realizzato è è la ricostruzione della Parrocchia di Cuevo, con aiuti d Adveniat (Germania). Successivamente sono state costruite, dalle persone delle Comunità interessate, dieci scuole, dislocate in tutta l’area rurale, con i finanziamenti delle Parrocchie Toscane di S.Leone, Piombino, Grosseto, Montecatini, Rignano, Firenze (Parr.S.Francesco) e di altre singole persone. Senza aiuto di mezzi meccanici, con la mano d’opera locale, retribuita con i finanziamenti di Misereor (Germania), viene ripristinata la strada sterrata che collega Cuevo - Itangua - Bororigua - Guiraitati - Boicovo - Huacaya - Ancaguazu - Cumandaroti - El Mistolar, lunga 150 Km, antico sentiero dei missionari Tarija. Con i contributi del Comune di Rignano, Reggello e tutto il Valdarno Superiore, è possibile costruire gli Ospedali di Iguembe e di Cuevo equipaggiandoli con il realitvo materiale sanitario. “La Formica” e il Comune di Rignano acquistano un’ambulanza e finanziano per due anni l’equipe di medici che visita le Comunità e organizzano un concerto per comprare il gabinetto odontoiatrico dell’Ospedale di cuevo con il concorso di tutte le associazioni e dei commercianti. Grazie all’interessamento di Padre Sandro Gelli, parroco di Montecatini Terme e il contributo manuale della gente del posto, vengono costruiti il Pronto Soccorso di Huacaya e un Posto Medico in Bororigua. Con i contributi della Signora Mietta Mannori Barletti, e tanti altri benefattori di Firenze e Prato viene realizzato l’Internato “Renzo Barletti” di Iguembe che ospita nel periodo scolastico più di 50 studenti Guaranì (dalla domenica sera al venerdì sera) che altrimenti non avrebbero le possibilità di frequentare giornalmente la scuola. Questi ragazzi, se possono, pagano una modesta retta oppure contribuiscono portando legna o alimenti, ma sono anche aiutati con i fondi personali che giungono a Padre Francesco tramite La Formica. La prima direttrice di questo internato è stata la volontaria Rosanna Faellini di Greve. Con gli aiuti di Adveniat è restaurata completamente la casa parrocchiale e la chiesa di Iguembe. Nel 1987 Mons.Pellegrini, sempre con la Germania, inizia la ristrutturazione di Santa Rosa che lo stesso P.Francesco continua e che, per mancanza di finanziamenti, ancora non è stata completata. Nel marzo del ’92, Mons. Pellegrini riceve dal Governo Boliviano la gestione di due orfanotrofi di Camiri. Va da Padre Francesco preoccupato per l’assenza di soldi e ne esce rinfrancato da un sostanzioso chèque che, il giorno prima, alcuni benefattori gli avevano inviato. In cambio, Padre Francesco viene nominato amministratore generale con l’obbligo di trovare gli aiuti necessari per mandare avanti i due orfanotrofi.

Comincia così il miracolo della Divina Provvidenza.

Padre Francesco non sta a guardare e trova subito la generosa risposta dei rignanesi che gli rendono possibile l’assistenza a quelle creature e, in parte, alla manutenzione dei due orfanotrofi. La prima direttrice dell’Orfanotrofio viene nominata Suor Gertrude Spallina. Nell’ottobre 1992 muore Mons.Pellegrini e i Superiori affidano a Padre Francesco anche la sua missione di S.Buenaventura di Ivu (fatiscente) con l’annessa fattoria di proprietà del Vicariato di Cuevo. Per eseguire i restauri deve vendere molti capi di bestiame e chiedere altri aiuti alla popolazione di Rignano e ai fedeli locali. Nel 1993 Suor Gertrude viene trasferita in Argentina e dal Perù arriva la “superlativa” Suor Grazia Cerri. Prende in mano le redini e comincia a progettare e a realizzare attività per insegnare agli orfani più grandi, un mestiere. Nasce così la panetteria, la falegnameria, un’officina di fabbro ferraio, una sartoria, un’aula d’informatica, un allevamento di polli e maiali. Manda tutti i ragazzi a scuola e nel pomeriggio due insegnanti aiutano i bambini più deboli. Il loro scopo è di rendere indipendenti i loro ospiti. Come è noto, gli orfanotrofi sono luoghi che non dovrebbero esistere per i bambini, per cui, quando è possibile cercano delle famiglie sane del luogo che li accolgano (pagandogli una quota mensile). Nel marzo del ’93, è consacrato Vescovo Mons.Bernacchi e Padre Francesco viene eletto Vicario Generale con tutti gli obblighi relativi. In  seguito sorge il bisogno di assistere alcuni anziani, e Mons.Bernacchi apre, in Camiri, un Asilo per loro. Poi lo affida a Padre Francesco. Costruite le scuole nasce il problema di aiutare gli studenti meritevoli e più poveri. Grazie all’aiuto de “La Formica” è possibile aiutare molte di quelle persone bisognose, aiutare persone per la specializzazione in medicina. A Camiri manca una sede universitaria  che accolga gli studenti di tutto il vasto territorio della diocesi. Questo è fondamentale se si pensa che l’università più vicina a Camiri si trova a 400 KM di distanza. Tutto questo comporta spese insostenibili e la maggior parte della popolazione e, quel che è peggio, gli studenti che si laureano nelle lontane università non tornano nei luoghi di origine. Nel ’98, dopo trattative, è stato possibile far arrivare a Camiri alcuni professori dell’Università Salesiana di La Paz e sono stati così avviati i corsi di ingegneria di sistemi e di scienza dell’educazione. Più di 250 studenti frequentano questi corsi. Le lezioni si svolgono in locali affittati a tale scopo. L’obiettivo adesso è quello di costruire un edificio apposito in Camiri e far sorgere un’Università con questi corsi ed altri che si verranno ad aggiungere secondo le necessità. In tutto questo tempo comunque, Don Francesco non ha distolto l’impegno nei confronti dei suoi doveri pastorali. Aumentando quindi il numero delle persone convertite al Cristianesimo, è stato necessario costruire alcune cappelle nelle Comunità più importanti che sono state realizzate con l’aiuto delle stesse popolazioni e di alcuni benefattori. Nascono così le cappelle di Camatindi Saldias, Mandiyuti, Ipati de Ivu, Tartagalito e El Arenal. Esistono i progetti per altre tre. In Cuevo c’è un istituto scolastico diretto dalle Suore Francescane di Bertinoro, fondato anche da Suor Saveria Martini (nativa di Torri), con 400 alunni quasi tutti provenienti da famiglie povere. Di fronte alla Chiesa c’era un edificio abbandonato di proprietà del Comune, Padre Francesco glielo chiese, gli  fu donato, fu restaurato con aiuti della Germania e della Formica ed ora è utilizzato come refettorio parrocchiale popolare dove i ragazzi possono servirsi di colazione e pranzo al prezzo di due dollari americani al mese. Molti non hanno la possibilità di pagare questa modica spesa, allora devono contribuire con la legna o con il granturco o con le pulizie. Il costo effettivo però è sostenuto da alcuni benefattori italiani e Boliviani. In occasioni particolari questo stesso edificio è utilizzato per incontri catechistici, per Ritiri Spirituali o per attività culturali. Con i fondi della Formica padre Francesco ha acquistato una casetta di due stanze e un piccolo terreno alle due signore e ai sette ragazzi che sono stati con lui questi anni a Cuevo e che lo hanno aiutato. Il 31 Agosto ’99 Padre Francesco il P.Provinciale confermò il trasferimento da Cuevo a Maracheti, come Guardiano regionale e Parroco, con il compito specifico di restaurare completamente quell’antica missione e trsformarla in Convento Regionale. Quest’incarico comunque, non lo dispensa dagli impegni assunti in Cuevo e in camiri. Ora non possiamo più tirarci indietro !

Padre Francesco Focardi - Rignano Sull’Arno (FI) C.C.P. 11911583

 

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