Michail Sergeevic Gorbacev
(Scritto apparso sul primo numero web di Intrippa - Gennaio 2000)
Una delle persone chiave del 1900, un uomo che ha cambiato la storia e d è sparito insieme al cambiamento, uno sfortunato ma grandissimo uomo che ha visto la storia di mezzo mondo cambiargli fra le mani. Michail Sergeevic Gorbacev nasce il 2 marzo 1931 a Privolnoe, nel Caucaso. Diventa Segretario del Partito Comunista a Stavropol nel 1966. Nel 1970 deputato del Soviet Supremo dellURSS e nel 1971 membro del Comitato centrale del partito. Infine nel 1978 Segretario del comitato centrale del PCUS. Il mondo lo conosce soltanto nel 1985 quando diventa segretario generale del Partito Comunista sovietico, succede a Cernenko. Di lui non si trovano molti scritti, il migliore è quello delle Edizioni La Stampa "Vincitori e Perdenti" dove sono raccolti tutti i suoi editoriali pubblicati su La Stampa (quotidiano di Torino) e in contemporanea su altre tantissime testate (circa 150) che di comune accordo gli davano lo spazio di editorialista. Da questo libro, con la bellissima introduzione di Ezio Mauro, sono tratte gran parte di informazioni e dati contenuti in questo articolo. Le parole di Gorbacev scorrono come quelle di qualcuno che ha un pensiero e delle visioni molto ampie, schietto, chiaro e senza niente da interpretare. Quando parla di politica dice quello che nessun politico dice mai : "Chi fa politica, chi prende decisioni, ragiona in base a criteri assai diversi da chi quelle decisioni deve spiegare, commentare, criticare". Alla domanda se il comunismo è morto oppure sopravvive e può rinascere Gorbacev risponde : "... Quel che è finito per sempre è il modello creato da Stalin, che fu fin dallinizio unavventura, un regime che ignorava completamente la democrazia, i diritti degli uomini, le esigenze della gente, un sistema che violentava la società e tradiva le idee socialiste. Dunque questa è la mia opinione : è morto il modello di Stalin. E voglio aggiungere, grazie a Dio". Dice poi in unaltra lettera e qui la cosa fa pensare, soprattutto alla nostra cara Italia... : "Ma la bestia dello stalinismo è dura a morire. E, infatti, riemerse subdolamente nellepoca di Breznev, nascosta dietro la parola dordine della stabilità. E la gente fu per la stabilità. Questo è un segnale che deve far riflettere : il popolo è pronto a scambiare lordine e la tranquillità con rinunce, per esempio alla democrazia e la libertà. Questa pericolosa tentazione non è sparita nemmeno ai giorni nostri" . Potremmo definire Gorbacev come il più grande riformatore della storia di questo secolo, compiuto e anche incompiuto. Compiuto perchè ha radicalmente cambiato la faccia della Russia e dei paesi limitrofi, ha distrutto il muro di Berlino ed ha portato una ventata di novità nel pianeta. Incompiuto perchè è finito con linizio del declino dellURSS, ha dato inizio al processo di trasformazione ed è inevitabilmente scomparso dietro ad un velo pietoso che altri hanno steso inutilmente dietro i suoi eroici passi, tentando di nasconderne le impronte. Grande coraggio ha sempre avuto nellesporre la sua visione di politica riformatrice, la sua Perestrojka, nel resto del mondo,a Cuba, davanti ad un Fidel Castro inferocito dalle sue parole. Ma forse il suo destino è compiuto e alcune sue parole fanno rabbrividire : "...ma so che la Russia è oggi un colossale, potenziale crogiuolo di creazione intellettuale, e che essa è in grado di trovare una propria via duscita alla crisi. Anche per questo sono molto critico verso quei leader russi che stendono la mano per chiedere qualche miliardo di dollari e promettono, in cambio, che la Russia ballerà il can-can europeo o il jazz americano..." . Il golpe del 1991 secondo Michail non poteva avere successo infatti dice : "Quel golpe era destinato a fallire prima ancora che i primi carri armati entrassero in Mosca. Non si erano accorti, i suoi promotori e ideatori, che la società aveva già varcato il punto di non ritorno". Questo è stato un grandissimo uomo e quasi da profeta dice riferendosi allesperienza da presidente : "... Ogni tanto mi domandano se sono felice per quello che ho fatto. E quando questa domanda si rivolge personalmente a me, non posso trattenermi dal dire che il mio destino è stato unico, speciale : suscitare riforme così profonde legate alla libertà politica, economica, spirituale, restituire alla gente valori eterni e universali. Non sono deluso dal destino che mi è toccato. E voglio dire questo : qualunque cosa succeda da oggi in poi, la mia sorte si è già compiuta".
Raissa Maksimovna Gorbaciova : Raissa era nata nel 1932 a Rubtsovsk, un villaggio della Siberia Orientale, poi venuto alla cronaca per essere vicino da una centrale nucleare che ben poco concedeva alla natura circostante.Figlia di un ferroviere di nome Maksim Titorenko. Conosce Michail a Mosca, allUniversità nel 1952 durante un ballo del circolo studentesco.Lei come studente in filosofia, lui in Giurisprudenza. Si sposano nellautunno del 1953, senza neppure i soldi per le fedi nuziali, in precedenza lui non era neanche riuscito ad avere i soldi per comprargli un cappotto. Michail era di origini contadine ma riesce a trovare lavoro nella procura distrettuale di Stavropol nel Caucaso del nord. Allinizio in una casa che era più un monolocale che altro, poi in una piccola casa, allinizio del 1957 nasce la loro unica figlia, Irina. Michail lavora e Raissa insegna in una scuola locale. Raissa era saltata nella storia insieme al marito, era la prima volta che un presidente sovietico usciva con una donna, la moglie, la first lady. Era la simpatia la sua arma vincente, la stessa del marito. Adatta ad ogni evenienza, ogni incontro, ogni occasione, con grandi persone, storiche persone, e persone comuni, che poi sono quelle che veramente fanno la storia. Gli storici incontri con la first americana Nancy Reagan e le altre mogli importanti. Ma Raissa rimarrà nei cuori di molte persone comuni per come procedeva agli incontri con essi. Difficilmente persone del genere andavano in visite ufficiali a chiedere di dettagli dellagricoltura, ad esempio quanto costavano le verdure e quanto rendessero tali terreni, domande su attrezzi agricoli da intenditori eccetera. E anche autrice di una biografia intitolata "Io Spero", pubblicata nel 1991. La sua spalla come first lady dal 1985 al 1990 era stata di primordine ma la cosa che laveva distrutta moralmente era stata tenuta prigioniera nel 1991 nella dacia di Capo Foros in Crimea, durante il tentativo fallito di colpo di stato. Tutti lo notarono nei terribili momenti quando scesero dallaereo che li riportò a Mosca, dopodichè entrò in ospedale e ne uscì decisamente scossa. Salita nelle cronache a fine settembre 99 per la morte causata da una terribile leucemia che se lè portata via alletà di 67 anni, dopo ben 48 anni di vita con Michail. Tutti gli sforzi fatti allospedale tedesco di Munster alla fine sono risultati vani. Michail e lei erano una cosa unica e le parole di lui alla morte di lei sono state : "Senza di lei non saprò come vivere..."