Reporter Scene From New York City       

Quelle che state per leggere sono impressioni, reazioni, racconti di quello che ho vissuto e provato dal 7 al 15 Gennaio ’99 in quel di New York City in compagnia di Donata. Del viaggio di andata ricordo la bellissima vista aerea sulla provincia dell’Ontario innevata o il tratto Washington, Philadelphia, New York di notte, paesaggio quasi da Blade Runner con decine di aerei per aria.L’escursione che ho voluto fare subito e che non era per niente pubblicizzata era quella di Brooklyn, Queens, Bronx, Harlem con tanto di pulman con vetri scuri.

Brooklyn è il più denso riguardo a popolazione, circa 4 milioni, 2 milioni e mezzo nel Bronx con il 66 % della popolazione che vive di sussidio statale, scenario e palazzi modello post atomico, altro che film, andate a vedere senza farvi vedere, potrebbero assalirvi e farebbero anche bene.

Trecentomila anime popolano Harlem dove vedi un bianco ogni morte di papa, un milione e mezzo di persone vivono invece fra il Queens e Manhattan.

Quest’ultimo è pieno di divertimenti e di quello che serve per far impazzire il turista tipico:prezzi astronomici (negli altri quartieri costa un terzo) e un miliardo di negozi di souvenir, pizzerie e fast food, la Statua della Libertà,l’Empire State Building ecc. Musica:giorno 9 al Continental (all’angolo tra la 3th Avenue e St.Marks Place) suonano The Mellow Traumatics, un buon gruppo di ispirazione Alice Donut con influenze Siouxie, mi piacciono abbastanza e chiedono le mie impressioni, i Brave New Girl che grazie alle tre cantanti, due di colore, fanno un Rith’m’Blues carinissimo, seguono gli Uncle Fondle che si ispirano malamente ai Living Color,Primus,orrendi come pochi.

Vado a letto disperato, era meglio se ero andato la sera prima che c’erano i Furious George,i Sea Monster ecc. Giorno 10 :dopo una mattinata al Central Park ormai ghiacciato con tanto di pattinatori su ghiaccio passo in giro il pomeriggio, “succulenta” cena al McDonald e via al Connie Island High dove suonano Loched In a Vacancy, Blood for Blood che mi perdo; arrivo in tempo per gustarmi gli Home 33 e gli Earth Crisis- Gli Home 33 grandissimi, il loro HC è originale, Ryan alla voce è una vera furia, (alla fine i complimenti del mago al cantante si sprecano) memorabile la cover dei Bad Brains “Bigtake Over” che porta alla rovina totale sotto il palco, Ryan pelato con tatuaggi in testa, al contrario il batterista bianco metteva in mostra una capigliatura rasta legata, grandi.

Dopo un cambio di backline di circa un quarto d’ora (sono velocissimi) salgono i notissimi Earth Crisis ormai su Roadrunner, è il delirio totale, in centinaia cantano ogni pezzo della band.

Nonostante quello che si possa pensare la band sul palco è allegrissima, salti pazzeschi e a decine cadono sul e dal palco, memorabile il cantante che negli ultimi pezzi si inginocchia e in cinquanta (minimo) gli saltano addosso, una muraglia umana mai vista, mai visto nulla del genere, la NY Straight Edge è presente e si vedono in vendita magliette che invitano a boicottare Macy’s (il grande magazzino americano più grande del mondo),l’animalismo più chiaro, guardaroba particolarissimo ci sono in vendita le caramelline “Spice Girls Sucks” e “Spice Girls Swallow”. Il Coney Island High come posto è piccolo ma decisamente affascinante,lo trovate in St.Marks Place 15, la zona non è delle più raccomandabili e il tipo del locale all’uscita invita tutti a dirigersi verso la 3th Avenue, sulla sinistra la cosa sarebbe alquanto pericolosa per noi e per il loro locale. Per chi non avesse amato questo genere informo che al The Bank c’erano gli Atrocity e al Knitting Factory c’era Thruston Moore e due sere prima c’era Wayne Kramer. Giorno 11 : verso mezzogiorno vado in pellegrinaggio al CBGB’S luogo famosissimo dove non c’è più programmazione HC a causa di alcuni nazi che spaccavano gambe e braccia ad altri durante il pogo; ora la programmazione è soft e la zona di notte è delle più brutte.

Se ci andate (di notte) prendete il taxi e scendete davanti, il pericolo di rapina è alto, parola di Sal Canzonieri leader degli Electric Frankenstein che il destino non mi ha fatto incontrare perchè abbiamo fissato due appuntamenti e entrambe le volte è nevicato: lui abita a 45 minuti di macchina nel New Jersey.

Subito dopo vado da Giovanni Tognozzi al Bar Pitti sulla Madison Ave all’altezza di Bleckeer Street.

Di solito mangiano qui Al Pacino, John Turturro, Julia Roberts, De Niro, Scorsese, Matt Dillon, Kheitel e altri, Giovanni è fiorentino e si mangia benissimo.La sera al Continental a partire dalle 8 si esibiscono gli Stalkers (che mi perdo), gli Ernies da Richmond Virginia che fanno uno ska noise originale e scintillante, intelligenti e già con alcuni CD all’attivo;addirittura al merchandise si accettano le carte di credito. Seguono gli Stanley, un trio che fa stoner, riff pesantissimi, tecnica a tonnellate, i Kyuss non sono poi così lontani e i Soungarden di “Batmotorfinger” aleggiano, 45 minuti di potenza, fantastici, mi arrapano di brutto. Seguono e chiudono gli ex Warzone Grey Area ed eseguono pezzo per pezzo l’ultimo splendido disco, il loro HC è bello e il cantato estremamente melodico li rende affascinanti;suonano con una potenza e precisione da far rabbrividire, il loro pezzo “Stanley” è dedicato al gruppo che ha suonato in precedenza, grandiosi; il loro hardcore punk melodico è assolutamente originale, la voce è estremamente melodica ma notevolmente diversa dallo stile standard.

Gli altri vanno come treni e il batterista sembra un mostro di tecnica e velocità. Il sonoro del Continental ovviamente è splendido, serata favolosa.

Vado a letto con il sorriso e sogno i prati in fiore.

Giorno 12:vado a visitare il negozio Midnight Records al 236 della 23th strada nella zona Chelsea (occhio di notte), vinile originale anni ’50 e ’60, bellissimo, senza CD, consigliato.

Il giorno 13 al Life al 158 di Bleckeer Street ci sono i Tree, gli All Out War e udite udite i D.R.I. Sono in guestlisting grazie a Delph della Victory per intervistare gli All Out War. Entro e mi ritrovo in una discoteca di mega incravattati e figli di papà bavosi bastardi, mi guardano come fossi un alieno, non capisco dove possa essere il concerto, cerco in giro e vedo sul retro una porta con scritto “Only DRI”, il tutto mi pare ancora assurdo, chiedo ad un tipo se conosce gli All Out War ma sembra che gli parli di melanzane, alla fine vedo una porta che apro e mi ritrovo in un’altra mega sala con piano bar e luci soffuse, lussuosissimo, un palco con la bandiera dei DRI, assurdo ! C’è il Merchandise dei Tree di Boston, parlo con loro e mi dicono che gli All Out War non suonano, al suo posto ci sono i Dead to the World di Buffalo NY, trovo il merchandise dei DRI e parlo con il mitico cantante, gli dico che sono italiano e gli do una copia di Trippa fantine.

Mi dice che anche lui è di lontane origini italiane, che probabilmente potrebbero venire in Italia a suonare, mi chiede se li ho visti in TV, non conosce alcuna band hardcore italiana.

Un’altra cosa assurda è il merchandise della discoteca con le magliette del momento e i Cd del momento (quello dei DRI costa 28 dollari).

Partono i Tree di Boston e la loro musica rispecchia quella degli Hatebreed e Victory in genere, stesso discorso per i Dead To The World con il cantante che giustamente a un certo punto manda affanculo le discoteche, i DJ ed il resto.

Alla fine salgono sul palco i DRI, per me è come un sogno, intanto è pieno di gente che canta alle note della band, pogo sfrenato, vanno come fulmini, il tempo è passato ma la rabbia e la potenza sono gli stessi, impossibile non saltare alle note di “I’d Rather Be Sleeping” o “Violent pacification” passando per il bellissimo “Crossover”, un’ora di grande esaltazione collettiva al ritmo di una storica e grandissima band hardcore, esco soddisfattissimo. Un solo neo, il Life è gestito da un ex Cro-Mags Chris Williamson che non è troppo amato dai ragazzi di New York per i prezzi proibitivi (15 dollari) mtenuti alti perchè tanto i turisti ci vanno lo stesso.

Mi sono trovato per la prima volta in un posto per metà di piena tendenza e per metà pieno centro sociale e allora mi domando io, è più stronzo Chris a cercare di quadagnare migliaia di dollari, è più stronzo chi ci va a suonare guadagnando centinaia di dollari o è più stronzo chi paga 15 dollari per vedere un concerto ? A voi la decisione finale....

 

Stampa e Locali : C’è un giornale gratuito chiamato Village Voice che esce ogni settimana:lo trovate o nei negozi di dischi o in qualche angolo di strada, all’interno tutto quello che può essere teatro, musica e tanto altro; ogni locale ha il suo tagliandino con scritti i concerti. I locali si trovano tutti (o quasi) nella zona sud di Manhattan e li raggiungete senza problemi, troverete quello che fa per voi se vi piace l’HC, il punk, il metal, il noise e qualsiasi altra cosa.

Di locali ho visto il Coney Island High che è piccolo ma sa tanto di Centro Sociale, l’ambiente è accogliente e tranquillo, qui si fa una programmazione prevalentemente HC punk, i prezzi vanno dai 5 ai 10 dollari.

Al Continental è ancora più piccolino e di forma rettangolare con bancone a sinistra all’ingresso e palco in fondo, qui si suona di tutto dal punk, HC allo Ska al Surf, Blues ecc, alcune serate sono gratuite e si paga un massimo di 5 dollari. Il Life invece propone grossi nomi al prezzo minimo di 15 dollari, in quel periodo c’erano DRI, GBH, Johnny Winter ecc.

 

Negozi di dischi : Come già detto per gli amanti del vinile è Blues R’n’R anni ’60;imperdibile l’appuntamento da Midnight Records all’altezza della 23th strada lato est.

Per chi invece ama punk, Hardcore, Rock’n’roll consiglio vivamente Generation Records al 210 Thompson Street, praticamente all’angolo con Bleecker Street al Greenwich Village. Qui trovate al piano superiore una vasta scelta di CD e al piano inferiore trovate CD usati anche di recente uscita a prezzi imbattibili (dai 4 ai 6 dollari), vasto assortimento di magliette, poster e Video, ci sono stato ad ore ! Per chi ama lo Ska come non andare da Moon Ska, negozio-etichetta bellissimo all’altezza della 10th strada, vasto assortimento di CD, vestiario e gadget vari, imperdibile. Comunque se vi capita di passare da Time’s Square andate pure da Virgin perchè oltre a tanti dischi nella norma ha anche una notevolissima sezione punk  di etichette indipendenti, trovate la roba Dischord a 10 dollari, Alternative Tentacles, Taang e tantissime altre, stesso discorso negli altri HMV (tre negozi) e Tower Records (2 negozi) enormi, di solito a due o tre piani, con tanto di abbigliamento e accessori.

 

Strumenti Musicali : All’altezza della 48 th strada  parte west ci sono svariati negozi di strumenti musicali tra cui Manny’s al numero 156,qui trovate qualsiasi cosa, nel raggio di 50 metri ce ne sono anche altri.

 

Teatro : Se vi piace il teatro a Broadway siete al centro del mondo, il meglio del meglio di continuo, nella strada del nostro albergo in quel periodo c’era Nicole Kidman con “The Blue Room”, qui per voi è il paradiso e tutti i teatri sono situati nella zona più In di Manhattan, tra l’altro tranquillissima.

 

Sicurezza Personale :Se vengono a dirvi; si è tranquillo, non ci sono problemi sicuramente il soggetto in questione ha girato soprattutto di giorno,sopra Time’s Square e fa il turista tipico che sta una settimana solo per la statua della libertà!

Qualcuno mi ha detto che non si sente mai dire niente di turisti ammazzati, e ci credo, il 99% va a New York e fa i soliti giri turistici, se cercano una discoteca o un locale dove si fa musica dal vivo o chiedono alla Hall dell’albergo o al taxista di turno in entrambi i casi le risposte sono pilotate in posti turistici dove magari chi vi ci manda ha una percentuale, ovviamente tutti i posti dove vi mandano sono apposta per voi e ben lontani da zone un po’ più a rischio dove però trovereste tutto quello che cercate (un esempio su tutti l’Hard Rock Cafè alla 57th strada pieno di turisti).

Elimino gli altri sobborghi per ovvi motivi e parlo di Manhattan :attenzione di notte a : il quartiere Chelsea dalla 8th Avenue verso west, non c’è molto da fare o vedere ma comunque ve ne accorgete da soli, il quartiere East Village praticamente dalla terza Avenue verso il mare, il Central Park di notte è insidioso mentre di giorno è tranquillissimo. La metropolitana soprattutto di notte.

Attenzione ai taxi che dietro non hanno la tesserina di riconoscimento con foto e nome.

Tempo fa parlando con Vanni Galluzzo (batterista dei Jinx) che è stato qualche settimana (a fine ’98) a Brooklyn ospite di un’amica, egli mi ha raccontato storie del tipo : non riusciva a trovare un taxi che lo portasse a Brooklyn appena arrivato perchè i taxisti avevano paura di essere rapinati.

Girando a piedi per l’East River Park notava delle scritte sui muri con “In Memory Of...” seguito da un graffito ed un nome, ognuna di quelle scritte sta a significare che lì è morto qualcuno e gli amici gli fanno quella cosa in ricordo; se capitate da quelle parti sappiate che rischiate grosso.

Vanni poi diceva di essere stato a Coney Island dove ci sono le spiagge del film“The Warriors”,il posto  è di uno squallore micidiale ed è all’estremità di Brooklyn, lì è pieno di russi ed ebrei.

Ma di una cosa soprattutto si incazzava Vanni, del fatto che se ti fermi a pisciare per qualche angolo di strada tutti si incazzano e se invece vai a giro con una pistola penzoloni diventa una cosa normale. Comunque state sempre un po’ all’erta.

Per questo viaggio ringrazio vivamente Delph di Victory Records, Sal Canzonieri degli Electric Frankenstein, Ryan dei Home 33, Grey Area, Tree, Dead to the World, Dirty Rotten Imbeciles, Giovanni e Angelo del Bar Pitti, il taxista che alle 2 di notte mi ha riportato all’albergo per le strade ghiacciate innamorato dell’opera e di Pavarotti.

The Weather Channel, lo Starbuck Coffee, il Manny’s, il pulmino oscurato del giro del Bronx, il tizio “italiano” che a Little Italy nel Bronx vende i panini con il salame agli italiani per  4 dollari, il mio piumino, la sciarpa e i guanti indispensabili in quei giorni, e infine Vanni Galluzzo carissimo amico.

Inoltre un calorosissimo vaffanculo a chi va a New York, sta solo nella zona ricca di Manhattan e torna felice a casa parlandone senza aver visto un cazzo ,un altro caloroso vaffanculo alla televisione e il cinema che dipingono New York in un modo totalmente diverso dal vero.

New York non è fatto solo di Manhattan, di grattacieli, di attori che prendono crack, dell’Empire State Building, delle torri gemelle o o della statua della libertà; New York è una città fottutamente bella se non è preconfezionata (e il 70% di Manhattan lo è) , se riesci a vivere la vita di New York e non quella del turista, se riesci a vivere quello che vivono i newyorkesi, che si tratti di musica, teatro, cinema oppure di lavori opprimenti, di fame, di rapine e miseria. Se queste cose vi disturbano state a Manhattan e fate i soliti giretti stronzi.... poi al ritorno dite a tutti che è bella e tranquilla, c’è un solo difetto.... voi New York l’avete vista per il 10 % netto !

Peccato,ho però un grande rimpianto, cioè quello di non esserci andato prima, in un posto del genere quello che vedi in 15 giorni, in Italia lo vedi in 5 anni, un sogno : avere un appartamentino a Soho da sfruttare per le vacanze, per me che amo la musica, sarebbe il top, amo New York perchè è più lercia di quello che vi dicono e vi fanno vedere in televisione o al cinema, la amo perchè è frenetica e senza soste, la amo perchè non ci sono i bar dove la gente parla del più e del meno, la amo perchè la mattina a colazione ti trovi insieme a un cinese, un turco, un filippino, un africano, un tedesco e un canadese. La amo perchè trovo quello che mi piace senza problemi e senza che nessuno faccia commenti, la amo perchè la New York HC è meno violenta di quello che vi dicono, i ragazzi della scena di NY sono più tranquilli di quelli italiani, puoi parlare con chiunque senza troppe menate, la amo perchè è sanguigna e violenta, amo la sua gente perchè nella maggior parte riesce a vivere senza soldi e assistenza sanitaria (se Clinton riesce a metterla passa alla storia).

Quando torni da New York capisci di vivere in un mondo patinato e tranquillo, sicuramente migliore ma molto meno denso di “vita”.Quello che vivrei a New York in 10 anni non lo vivrei in una vita stando in un posto come Tavarnelle Val di Pesa.

Infine chiudo questo reporter dicendo : amo New York, ma quello vero non quello che vi fanno vedere che sinceramente è lontanissima dalla realtà. “Live Fast Die Young”