La Natura Compensa…..  

 

 “Tieni, tu che sei stato in Sud Africa e sei una persona intelligente, leggilo e dimmi che ne pensi…” così dissi a Marcello Corti mentre gli davo l’articolo sul Sud Africa che avevo appena scritto, mi rispose: “…Uno può nascere più bello o più brutto, più intelligente o meno ma poi la natura da qualche parte compensa….”. All’inizio rimasi interdetto e sinceramente non mi tornava più di tanto, probabilmente la mia presunzione insieme a quella degli altri mi aveva tolto lo sguardo da una delle cose più banali e più vere che molti, troppi di noi non hanno mai considerato:la presunzione di avere la possibilità di esprimersi scrivendo rispetto a chi non ce l’ ha. Ripenso anche alla presunzione di chi fa arte rispetto a chi non la fa,oppure anche di chi ha soldi rispetto a chi non ne ha.Il famoso detto “Chi non ce l’ ha alla finestra ce l’ ha alla porta” finalmente nella mia testa comincia ad avere un perché. La natura compensa è un concetto banale ma estremamente difficile da comprendere, non perché sia difficile da capire ma perché non lo “vogliamo” accettare e, prima che me lo facesse notare questo episodio, anch’io inconsciamente rinunciavo ad accettarlo.La natura compensa significa accettare e condividere le esperienze di Cristo,capire che siamo tutti uguali nonostante le apparenze .

Conosco persone di grandi qualità intellettive ma brutte fisicamente oppure il contrario, gente ignorante e brutta ma con una bontà d’animo enorme. Ognuno ha i suoi grossi pregi ma anche i suoi cari difetti o mancanze… allora ripenso alle parole del Vangelo “…Beati i poveri di Spirito… perché vedranno il Regno dei Cieli..”… C’è gente che magari è povera di spirito perché la natura è stata avara con essa ma poi si riprende con la bontà d’animo… quelli belli, intelligenti, fortunati che tutti aspirano a diventare che magari sono corrosi da conflitti interiori dati da deviazioni psicologiche alimentate proprio da tali condizioni, conflitti a cui non sanno rinunciare e si condannano ad una vita infernale, gente che fa del male a discapito di chi già soffre, ripenso allo sciacallaggio o alla povera gente…... Non cerchiamo mai di aspirare a diventare qualcuno… accettiamoci per ciò che siamo, belli o brutti, intelligenti o ignoranti, poveri o ricchi…. Nessuno è meglio di un altro, siamo solo diversi l’un l’altro e la diversità, come la storia ci insegna, è la cosa più difficile da accettare. Ripenso alle plastiche facciali; basta guardare la TV per rendersi conto che chi se le fa, alla fine, mette su quella faccia da cavallo che poi si assomigliano tutti fra loro. La natura è quella e bisogna accettare di avere i capelli bianchi oppure di non averne proprio, ma di avere ricchezze da altre parti, così come quella persona che mi ha ispirato la scrittura di questo articolo. Bisogna accettare che gli anni passano, si invecchia e non per questo uno è giovane e poi si trasforma morfologicamente in “vecchio”. Un vecchio col bacchetto cinquanta anni fa, aveva la stessa voglia di vita che abbiamo noi dai 20 ai 40; è un ciclo e visto giorno per giorno pare un’eternità quando invece poi è molto più breve di quanto sembri.

Tutto questo discorso a molti di voi lettori farà schifo e non tornerà ma ricordatevi che ciò è frutto della presunzione. Prima di dire male di una persona diamoci un’occhiatina dentro e magari ripensiamo a cose che facciamo,che proviamo e che nessuno dovrebbe mai sapere. La cosa più buffa è che tutte le persone hanno i propri problemi interiori dettati dalla natura, dalla condizione sociale o da quella psicologica e nonostante questo facciamo di tutto per nasconderli agli altri per prima e a noi… cercando di mostrare solo i lati buoni agli altri, cosicché ciascuno di noi si rinchiude in se stesso nonostante le anime di ognuno gridino aiuto senza essere udite. Tutto questo grazie alla nostra società chiaramente di stampo ipocrita, che richiede denaro e beni visibili in prima vista. Le nostre debolezze sono comuni e tutti ne sono afflitti, non c’è da vergognarsi.

Per questo a mio parere la prima cosa è risolvere i propri conflitti interiori e vivere in pace con noi stessi, se poi non troviamo altre persone per confrontarci od aiutarci pazienza, è anche comprensibile, in una società basata su valori di questo tipo. Aiutate voi stessi a capire questa cosa, ci ho pensato quasi tre mesi prima di capire bene cosa quella frase mi avesse procurato nella mente ed ora sono felice di aver cominciato a capire meglio non solo gli altri (cosa che mi appassiona) ma anche ciò che sono, ciò che voglio e soprattutto come mi metto in relazione con il prossimo.

Parlando di presunzione e senso della vita potrò sembrare ancora più presuntuoso del normale ma se così vi sembra mettetevi un attimo negli stessi panni degli altri, tutti allo stesso pari….. quanto fastidio vero ? Quando salgo di un gradino mi devo sempre ricordare che anch’io un giorno ero su quello più basso, con fierezza….