Libri

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Marcello Agnelli - Rignano sull'arno - 1965 -

 

ALDO NOVE

PUERTO PLATA MARKET- (Einaudi)-Michele ha 30 anni, è operaio e riempie la sua vita con i film porno, Beautiful, la Juventus e la passione per i supermarket. Uno come tanti sconfitto dal cambiamento dei rapporti uomo-donna, lui che ancora è rimasto ai ricordi degli anni settanta, di quella Svizzera così pulita ed ordinata in cui andava a mettere benzina con l’auto del padre. Ormai è grande ,deve sposarsi e niente è più facile che andare a cercare moglie a Santo Domingo perchè c’è scritto anche su le “Ore Mese”. Lì conoscerà un sacco di persone e ci svelerà tutta la sua vita segreta, tutti i suoi sogni e le sue perversioni di tanti anni difficili nel rapporto con l’altro sesso. 

 

RAMON CHAO

LA MANO NEGRA IN COLOMBIA- a cura di Silvia Ballestra- (THEORIA)-Diario di bordo di un viaggio-tournee dei Mano Negra in Ccolombia, scritto da Ramon Chao padre di Manu. Mille chilometri con un treno scalcinato per portare la musica ma soprattutto la felicità fra la gente di paesini dimenticati, fra guerriglia, soldati, narcos e mille altre difficoltà, climatiche, organizzative, tecniche che ti ostacolano giorno dopo giorno. E sarà proprio la gente che farà si che il progetto di ripercorrere la vecchia e ormai inutilizzata lenea ferroviaria giungerà a termine. Un libro che racconta le condizioni socio politico economico di un paese dai mille travagli e problemi, della voglia di pace di un popolo da troppo tempo soggiogato alle esigenze di altri. Una tournee che ha arricchito interiormente i partecipanti, un libro che arricchirà i lettori.                 

 

Stefano Ballini - Tavarnelle V.P. (FI) - 1968 -

 

HAKIM BEY

T.A.Z.- ZONE TEMPORANEAMENTE AUTONOME- (Shake)-Un classico, giunto alla quinta edizione il saggio di Hakim Bey, maestro di Sufi. Questo manuale è l’elogio del nomadismo psichico, qui c’è una sintesi di un netto elogio verso la storia dell’arte delle controculture. Grandioso e di grande finezza intellettiva la spiegazione di T.A.Z., come e dove sono, come sfruttarle e “sollevarle” e sfruttarle. I comunicati dell’associazione dell’anarchia ontologica invece mi trovano spesso e volentieri in disaccordo e sicuramente non all’altezza della prima parte. Alcune cose realtive al caos sono favolose come ad esempio, uno dei tanti, questa frase sulla strgoneria : “la stregoneria agisce nel creare intorno a sè uno spazio psico/fisico o aperture in uno spazio di espressione libera- la metamorfosi del luogo quotidiano nella sfera angelica. Questo ha a che fare con la manipolazione dei simboli (che sono anche cose) e di persone (che sono pure simboliche)- gli archetipi forniscono un vocabolario per questo processo e perciò vengono trattati come se fossero assieme reali e irreali, come parole. Yoga immaginabile”- Un libro di altissima suggestione che trova dentro sè cose geniali (come la spiegazione e il sistema T.A.Z) ed altre molto di meno ma con dei passaggi di grandissima finezza intellettuale, da leggere una volta nella vita. 

 

PATRIZIA D’AGOSTINO

ROCCO SIFFREDI-Il mito di un uomo italiano- (Castelvecchi)-La radiografia totale dell’uomo italiano conosciuto nel mondo con il nome di Rocco Siffredi. Si parla di lui, della sua storia e dei suoi film ; in questi non c’è trama, le donne di Rocco non amano la conversazione, il corteggiamento o i preliminari, quelli sono frutto di vita reale, Rocco da vita a quello che ogni uomo ha nell’immaginazione ed è questo che caratterizza ogni film. L’amicizia con Sandy ed Elio e le Storie Tese. Infine un’intervista di 140 domande a Rocco che stupiscono per tanta sincerità. Da qui emerge un Rocco che riconosce i mali del sud Italia, che ama l’America delle efficenze, si scopre che è un uomo moderato politicamente e che non disprezza la pena di morte. Insomma c’è di tutto in questo libro, Rocco infama il mondo del cinema normale e quello dei fotomodelli che ha praticato e che ha visto solo uomini disposti a “farselo” e questo è noto nel secondo caso più che nel primo. Un libro curioso che si legge in un paio d’ore, Patrizia D’Agostino ha fatto veramente un buon lavoro, complimenti a lei e a Rocco. 

 

MARCO DE BONI

TRACCE DI PIANURA- (Edizioni Nomade Psichico)-Prima edizione per la Nomade Psichico che vede tra le file l’amico Davide Bregola. Marco Boni è un normalissimo genietto nel senso che in tutti i suoi numerosi racconti, tra l’altro cortissimi c’è la costante della “Normalità”, le storie sono normali ma impazziscono da un momento all’altro, dalla realtà si passa spesso alla fantasia e allora sorge del sesso, si scorge molta politica (umana e partitica), insomma un po’ i problemi e le storie di un ragazzo qualunque. Ottimi “Le Grosse Domande della Vita”, “Urbana Guerriglia” e tanti altri. (Edizioni Nomade Psichico- Casella Postale 5, 46030 - S.Nicolo Po (MN).   

 

ANTHONY DE MELLO

CHIAMATI ALL’AMORE- (Mondadori)-Incuriosito non poco dalla recensione di un libro dello stesso autore fatta da Riccardo nello scorso numero mi sono letto questo volume. Tratti di Vangelo da cui l’autore trae conclusioni personali, in molti casi condivisibili per niente in altri ma non fatevi influenzare, ognuno darà al libro una propria interpretazione e giudizio, di conseguenza quello che state leggendo è solo quello che io penso. De Mello è convinto che per “amare” veramente bisogna staccarsi da tutto ed amare da tutto. Sono totalmente contrario quando parla di odiare madre ,padre, figli e perfino te stesso e tutto ciò che possiedi non attaccandotici ma vedendole come incubi, solo allora (dice lui) si comincia a “vedere”. Credo che non si possa arrivare ad amare passando per l’odio perchè l’una non può portare all’altra.Sono completamente daccordo quando parla di persone che dedicano la propria vita al lavoro, attività sociali ecc, tutto per sfuggire alla paura di vivere e di morire, daccordissimo sul fatto che la gente (chiunque) vive di preconcetti e con questi si “sbarrano” davanti a tali cose o persone. Un libro con dei grandi valori e delle cose a mio avviso non condivisibili, ma si sà io sono il Mago trippone e lui è (era, visto che è morto nel 1987) Anthony De Mello, gesuita indiano famoso in tutto il mondo per i suoi libri, un libro da leggere.      

 

GUS VAN SANT

PINK- (Minimum Fax)-Dal regista del grande film “Drugstore Cowboys” (uno dei migliori sul tema della tossicodipendenza), “Belli e Dannati”, “Da Morire”, “Cowgirl” e il ben più noto “Will Hunting- Genio Ribelle” ecco l’esordio in narrativa con “Pink”. Il racconto è narrato da Spunky Davis e ruota intorno agli “Infommercial” vale a dire uno show condotto da un carismatico e celebre presentatore che chiacchiera con un famoso ospite, il pubblico in sala ride elettronicamente e il tutto è finalizzato alla vendita di un prodotto che appare dal nulla e indispensabile per la felicità del pubblico (niente di più squallido). Uno dei presentatori, probabilmente il più famoso era Felix Arroyo, morto a 23 anni e già diventato un mito. Da qui parte la storia di alcuni loro amici che inseguono il falso sogno dorato del business, tra amori gay (com’era successo in “Belli e Dannati”), terapie di gruppo per  tossici (come visto in “Drugstore Cowboy”), pomeriggi al bar e cortometraggi che faticano ad uscire e film come  “Il Cowboy Nemo” dalla trama allucinante, sceneggiature interminabili e convention orrende dove si assegnano le regie delle televendite.Finale con un viaggio “dimensionale” nel “Pink”, splendido paradiso artificiale che fugge momentaneamente ad una realtà che è peggiore dell’immaginazione.Un romanzo che mette a nudo in modo disgustoso l’america del business e del mercato, su come si perde tempo a cercare di capire “cosa e come” fare, un’ispirazione che non arriva in un mondo del genere al limite del fantastico ma purtroppo reale. Un libro che ricalca l’america del dollaro, i suoi poteri, i suoi problemi sociali ed esistenziali. “Pink” è un romanzo scombinato , palloso, ma fottutamente bello, su pellicola dovrebbe essere una bomba. Il miglior libro per scoraggiare un giovane in partenza per gli states. 

 

JOHN HOLMES

RE DEL PORNO- L’autobiografia del più grande attore hard di tutti i tempi- (Castelvecchi/ Derive Approdi)-Si, immagino che stiate già ridendo vedendo autore e titolo, e invece si ride il giusto. La biografia di John con l’aiuto dell’inseparabile Misty Down. Molto carino quando parla dell’infanzia e i primi rapporti sessuali già ad otto anni (la gente era sconvolta dalle dimensioni). Il difficile rapporto con il patrigno e le botte, la fuga come militare poi il congedo con un amico militare che lo porta a New York, gli presenta un’amica che si fa, questa dice a tutti delle dimensioni (30 cm) e cominciano a fioccare le offerte di lavoro ; il porno non era come adesso, ricordatevi che John era del 1944 e negli anni ’70 la cosa era decisamente diversa. L’ascesa e i dollari a tonnellate fino al primo contatto con la coca che piano piano lo rende tossicodipendente, il Freebase (dice che è la droga che ha ucciso John Belushi). L’arrivo come tossico, senza una lira (ormai si era sputtanato tutto) a Wonderland, covo di tossicomani. Intanto qualche amore ma tutto sul vago, infine la tragedia del massacro di Wonderland dove John viene accusato ed incarcerato, intanto l’incontro con Misty Down, è amore ! John esce di carcere e mette su una casa di produzione, arriva l’AIDS e se lo becca, è l’inizio di una fine lenta e dolorosa, una tragedia. Un libro altamente forte e toccante, serio come la vita di ogni giorno. Sembra una sceneggiatura scritta da Tarantino con un finale alla Philadelphia. Un libro molto bello e più serio del dovuto, decisamente da leggere. 

 

JOVANOTTI

Il Grande Boh- Come poteva essere il libro di Lorenzo Cherubini alias Jovanotti ? Non mi dispiacciono certi suoi testi (La Linea D’Ombra, Penso Positivo ecc…) ma mi schifano altre cose tipo Serenata Rap e altre. Il libro è diviso in numerosissimi capitoli, molti, diciamocelo, sono di ripieno, altri molto belli, quelli super sono quelli che parlano dei viaggi in Africa, nel Deserto, Sud Africa e Soweto, il giro in bici in Patagonia, le riflessioni sul matrimonio e poco altro. Non ne faccio una colpa a Jovanotti se in tutto questo manca quella poca esperienza da “fame” che a noi comuni mortali ci è connaturata, questo libro a molti potrà risultare eccellente, a queste persone consiglio di leggere il libro di Militant A : Storie di Assalti Frontali , tanto per farvi capire cosa intendo, le cose invece dove Lorenzo riesce bene sono quelle dove trasmette sensazioni, anche insignificanti ma ben connotate , che alla fine hanno un senso, che dire… fate voi. Azzeccatissimo il titolo. 

 

MILITANT  A

STORIE DI ASSALTI FRONTALI (Conflitti che producono banditi)- (Castelvecchi)-Un documento di vita scritto da Militant A componente prima di Onda Rossa Posse poi di Assalti Frontali e convinto sostenitore dell’autoproduzione e dei Centri Sociali a partire dal Forte Prenestino. Il libro si divide in cinque parti : “La Culla” ovvero l’inizio, probabilmente la parte più bella e impregnata di sudore e sangue, la vita di un comune ragazzo all’interno di un movimento di lotta (sembrano cose scontate e invece non lo sono), la parte dedicata all’Onda Rossa Posse, quella del primo disco di Assalti cioè “Terra di Nessuno”, quella del bellissimo “Conflitto” e la parte finale che contiene i testi di entrambe le bands. Storie che si susseguono, spesso violente ma sincere, vita, morte, sacrificio, gioia e dolore. Una cosa mi ha colpito particolarmente di questo libro cioè il fatto che si superano gli avvenimenti (quasi sempre dolorosi) con un grande senso di responsabilità e giustizia, un libro carico di amore e disagio, qualcosa che solo chi frequenta realtà autogestite può capire e qualcosa che andrebbe letto se non sapete cosa succede all’interno di un Centro Sociale, bello.   

 

LUCA PAPINI

COME IL VERDE PER I PITTORI- (BFS Edizioni)-se siete abituati agli scenari di Virzì in “Ovosodo” e “Baci e Abbracci” già avete capito... qui si raccontano le giornate passate alcuni pittori, ex marinai, donne ottime cuoche e divoratrici con culi enormi vecchio stile ; tutto questo al Circolo Malatesta, nel centro di Borgo Cappuccini a Livorno. Storie di persone normalissime alle prese con problemi di base causati anche dalla società capitalista. Il bello è che Luca Papini, oggi 24 enne, descrive il tutto con poesia e filosofia, con parole e frasi trasportate interamente in livornese, sembra quasi il Vernacoliere. Il centro del libro sono le conversazioni sui vari temi della vita, a volte amare, riflessioni su cultura, religione e vita comune. Per chi ama le storie comuni, come la vita comune, di gente comune, fatta di problemi sociali e interiori, con quella satira che può sembrare “amara” ma che poi è solo quella reale, esattamente come la vita, bravo Luca... 

 

MARCO PHILOPAT

COSTRETTI A SANGUINARE- (Shake)- Il primo romanzo sul Punk dal 1977 all’84, scritto e vissuto in tutte le sue parti dallo storico punk Marco Philopat, dall’inizio ai viaggi a Londra nella comune dei Crass, alla formazione di Hcn all’occupazione del Virus in cui sono stato una volta, storia di vita e di morte in una Milano vista con gli occhi di chi punk lo era davvero, i rapporti politici furiosi, l’autogestione e la repressione a volte durissima, la forza, la convinzione, la rabbia che il punk ha portato, l’incredibile avventura a Comiso, gli sgomberi, le amicizie, gli amori, i disagi, le manifestazioni. In mezzo a questa storia tra l’altro scritta benissimo da Marco spuntano personaggi che ho potuto conoscere come Syd, Marco Maniglia o Stiv Rottame. Un libro che inquieta, fa pensare a fondo. Consigliatissimo a chi per punk intende Ramones, a chi va nei Centri Sociali solo per vedere concerti, a chi ama la politica e la “bella” vita. Qualcosa di impressionante, bellissimo libro, bravo Philopat ! 

 

CHRISTOPHER PRIEST

EXISTENZ- Da un film di David Cronemberg- (Mondadori)- Continuano le splendide fantasticherie di David Cronemberg, questo film sembra essere l’incrocio perfetto di tre film : Rabid sete di sangue, Videodrome e Matrix. Existenz è un gioco “reale”, ci si collega grazie ad una spina che si impianta dietro al midollo spinale, è talmente realistico che è reale, si può fermare il gioco quando si vuole, ogni persona, ogni cosa è frutto dell’immaginario, sia singolo che collettivo. Qui inizia l’avventura di Pikul con Allegra Geller, un incrocio di situazioni e giochi che hanno un grande e comune fattore : la violenza, la carne, la mutazione, la finzione, l’evoluzione, la pericolosità e l’inquietudine della sperimentazione per business, per denaro. Un libro che si legge bene e velocemente ma anche molto intricato, il che richiede grande attenzione. Leggendolo capirete perchè questo film era fattibile solo da quel grande, grandissimo regista canadese chiamato David Cronemberg.

 

BOBBY SANDS

UN GIORNO DELLA MIA VITA- a cura di Silvia Calamati- (Feltrinelli)- Una pagina di storia sporca di sangue, a cura di Silvia Calamati, giornalista che ha vissuto due anni fra Dublino e Belfast. Bobby Sands detenuto politico irlandese nato ad Abbots Cross nella periferia settentrionale  di Belfast nel 1954, a 18 anni entra nell’I.R.A (Irish Republican Army) , arrestato per la prima volta nel 1972, rientra in carcere nel 1976 condannato a 14 anni malgrado la totale assenza di prove. Questo libro scritto dallo stesso Bobby Sands fa conoscere la vita di giornata nell’inferno dei Blocchi H, cominciò lo sciopero della fame il 1 marzo 1981 e morì dopo 66 giorni di digiuno il 5 maggio 1981. Queste pagine sono state scritte di nascosto e fatte uscire nello stesso modo dal carcere. Orrori di tutti i generi all’interno dei Blocchi, umiliazioni di ogni tipo  e senza alcun limite, maltrattamenti e violenze fisiche, le “perquisizioni a specchio” (anali) fatte in continuazione, le condizioni in cella invivibili, senza finestre, a temperature polari, la totale mancanza di servizi igienici, e nelle peggiori condizioni immaginabili possibili ma con una solidarietà e fratellanza fra prigionieri davvero incredibili, i dialoghi in Gaelico, le visite dei parenti quantificate in trenta minuti al mese, un eroe, e una persona che come molte altre hanno sacrificato la propria vita pur di costruire qualcosa per poter arrivare un giorno a definire l’Irlanda “libera” ! Terribile e spaventosa anche la testimonianza di Sean MacBride nell’introduzione quando parla di cartelli che si trovavano fuori delle fabbriche con scritto : “Qui non si assumono cattolici”, il tutto culminato poi a Derry il 30 gennaio 1972 nel “Bloody Sunday” con l’uccisione di tredici civili da parte di soldati inglesi. L’inghilterra da parte sua continua a definire l’occupazione di Belfast come l’unico mezzo per non far litigare le opposte fazioni religiose, e se il motivo della continua guerra fra fazioni fosse proprio l’occupazione inglese ? Il libro nella sua parte finale fa conoscere gli eventi in tutta la loro successione e ferocia, per una libertà che ancora oggi..... non c’è.                 

 

CHIARA SASSO

UN PASSO OLTRE LA SOGLIA- I senza fissa dimora, il rovescio dell’opulenza- (Datanews)-E’ proprio vero, questo è il rovescio dell’opulenza. Chiara Sasso si lancia in una operazione che sembra facile ma è totalmente il contrario. In questo libro si riescono a raccontare alcune serate al dormitorio pubblico di Via Marsigli a Torino. Non aspettatevi un affresco di vite che urlano aiuto e l’immagine di un dolore che ti sbattono in faccia (vedi la televisione delle 12), qui si soffre perchè non si sa dove dormire, perchè fa freddo, perchè c’è ancora tanta gente che non sa come mangiare, solitudine a quintali, fratellanza e amicizia miste a miseria e disperazione, in mezzo a questo il coraggio e l’amore degli operatori che fanno volontariato in questo posto. Ancora in mezzo a tutto questo ci sono migliaia di proposte e di storie di persone che dedicano la propria vita ai concorsi alla tv e sui giornali, praticamente la miseria intellettuale più profonda fomentata da una società odierna che ti invita a spendere, perchè un giorno, forse, la tua vita potrebbe cambiare. Questo libro è difficile, niente lacrime o pianti in diretta, non sono storie negative per forza, solo storie di quotidianetà normale fra persone che soffrono ma che fanno riflettere non poco sui meccanismi che regolano il funzionamento della società, se volete riflettere su problemi come questo “Un passo oltre la soglia” è il libro giusto, sennò prendetevi gli stessi soldi e giocateveli alle lotterie.... 

 

GIANLUCA UMILIACCHI - MICHELE MORDENTE

POVERI MA LIBERI- (Millelire-Stampa Alternativa)- Stampa Alternativa, in questo caso nelle vesti anche di Gianluca Umiliacchi simpaticissimo personaggio che condivideva con me ed altri la sezione “fanzinari” al Vicenza Sound 98, il lavoro svolto in questo Millelire pare abbia un seguito, il tutto molto sentito anche dal mitologico Marcello Baraghini, aggiornamenti per quella che è la lista delle fanzine italiane vive tuttora ma anche finite, informazioni e contatti a tonnellate, le fanzine sono raggruppate per regioni ordinate geograficamente. Trovate nome della testata, l’anno di nascita, nome del responsabile, indirizzo normale e se c’è pure quello internet. Lo definisco un lavoro decisamente eccellente e che spero sia aggiornato costantemente, una sola cosa da dire, tutto ok per i dati di Trippa Shake ma troverete i miei stessi dati per la fanzine Texas Tears che fino a quel momento non conoscevo. Comunque complimenti Gianluca e Michele e un sentito grazie a Marcello Baraghini che non solo ci da la possibilità di esistere ma, come si vede in questo caso ci supporta con molta serietà. 

 

ANTONIO VENEZIANI - RICCARDO REIM

I MIGNOTTI- (Castelvecchi)-Interviste a ragazzi che si prostituiscono, gigolò e travestiti. I prostituti sono di età sempre intorno ai 20-30, alcuni hanno tristissime storie di violenza alle spalle in famiglia e dopo, il loro cliente medio è 40-50 enne ricchissimo, sposato e pieno di soldi, c’è anche qualche prete che dopo aver “fatto” vuole redimere o cerca di convincere a cambiare vita questi ragazzi. C’è sempre una grande richiesta (a cifre più alte) di prestazioni non protette. I Gigolò o accompagnatori fanno una vita  più “riservata”, incontrano personaggi anche più ambigui e ricchi, entrano in giri insospettabili di droga (è quasi sempre coca), sesso, alcuni sono attrezzati con stanze di tortura. La sincerità allucinante invece sembra emergere dai travestiti, nessuno si fa operare altrimenti sarebbe la fine visto che la maggior parte dei clienti fa la parte passiva. Le interviste ai “clienti” in alcuni casi fanno pensare come quella dell’ex seminarista prete che alla domanda di cosa ne pensa dell’atteggiamento della Chiesa verso l’omosessualità risponde : “Il peccato della carne è uno dei peccati peggiori, questo è vero, ma io penso che Dio perdona tutto. Se poi due uomini si amano, senza peccare, allora penso che Dio non debba loro perdonare niente, anche perchè Dio essendo amore non può punire l’amore”. In fondo al libro fra scrittori ed esperti l’opinione più condivisibile secondo me rimane quella di Franco Grillini che dice :”...la sessualità fra adulti consezienti dovrebbe uscire definitivamente dal campo della morale e dei giudizi di valore e rimanere nella vita intima di ciascuno, a riparo da quelle condanne sociali di fatto, che regalano la vita di una grande quantità di persone nel regno dell’infelicità...” . Un libro che turba e che fa riflettere su problemi che affliggono quotidianamente tanta, troppa gente.        

  

ODILE e PHILIPPE VERDIER

MONICA E IL PRESIDENTE- (Sonzogno)-Questo si che è un libro serio, i brani sono tratti dal rapporto Kenneth Starr e quindi mostrano una ragazza innamorata del presidente. Cosa ci vedo io : a Monica Lewinsky non credo faccia molta differenza eseguire manovre di lingua del genere al Presidente o ad altri. Bill dal canto suo ci prova con tutte quelle che respirano (da Paula Jones in poi), Monica gli faceva sempre bocchini, lui per tantissime volte ha evitato l’eiaculazione proprio per paura di cose del genere finchè un giorno lei si mette a piangere perchè lui non gli viene in bocca, allora Bill si commuove e l’accontenta solo che lei lascia andare le prime tracce sul vestito che puntualmente subito dopo porta a casa e mette in frigorifero, ci saranno altri due bocchini completi dopodichè scoppia lo scandalo. Bill non se l’è mai fatta e questo è tutto dire, memorabile la pompa al telefono, le promesse di un impiego ottimo a Monica all’ONU di New York fino all’arrivo dal mitico avvocato di colore Vernon Jordan di 62 anni amico di Clinton (a lui nulla ?), boh... un libro che fa sorridere finchè non partono missili intelligenti per nascondere certe cose..... 

VER SACRUM

GOTHICA- (Tunnel)-Una gran bella cosa scritta da quelli della fanzine toscana Ver Sacrum. Il Gothic, le sue origini e le sue radici culturali, la musica sfociata nel dark per poi frammentarsi in tantissimi altri stili, le bands musicali, il look dark gotico e affini, la sua moda e i suoi costumi, letteratura gotica, il cinema e tanto altro ancora, il libro riesce in quasi tutte le sue parti ad essere molto preciso e si nota una marcata passione da parte di chi lo scrive, per chi ama navigare ci sono pure i siti consigliati e i negozi di dischi e vestiti dove rivolgersi in Italia e all’estero, una storia che farà venire i lucciconi a molti ragazzi che quell’epoca l’hanno vissuta in prima persona , bello !                                                                     

 

Donata Cappugi - Firenze -

 

ANDREA DE CARLO

TECNICHE DI SEDUZIONE- (Bompiani)-Nonostante il titolo possa far pensare ad un manuale pratico per le conquiste amorose o per la conduzione di un’eccitante, erotica vita di coppia, “Tecniche di Seduzione” è un romanzo avvincente, scritto in un linguaggio quasi cinematografico, nel quale emerge la denuncia di un mondo, quello della cultura, dove grandi sono l’ipocrisia, l’ignoranza e la presunzione e dove, dietro la facciata di uomini colti ed importanti, si nascondono meschinità e speculazione. E’ la storia di un’aspirante romanziere, Roberto Bata, soffocato dalla routine del suo lavoro in un settimanale milanese, che incontra un noto scrittore, Marco Polidori, che lo convince a trasferirsi a Roma. Qui, tra personaggi squallidi e fasulli, politici e politicanti, tra uomini e donne senza morale ne scrupoli, Roberto percorrerà la tappa di una difficile crescita personale che culminerà in un finale inaspettato e memorabile.      

 

ALICE STURIALE

IL LIBRO DI ALICE- (Rizzoli)-Alice Sturiale è nata a Firenze il 18 novembre 1983. Ha vissuto solo dodici anni : è morta improvvisamente la mattina del 20 febbraio 1996 mentre era a scuola. Alice aveva una malattia congenita che le impediva di camminare ma non di vivere come tutti gli altri bambini, grazie, soprattutto, al sostegno dei genitori, dei parenti e degli amici. Alice si divertiva a scrivere poesie e piccoli racconti che questo libro raccoglie assieme ai ricordi ed alle testimonianze di chi l’ha conosciuta. E’ un pugno nello stomaco questo libro per tutti noi, che, troppo presi dal vivere quotidiano, non apprezziamo quello che abbiamo e vorremmo avere sempre di più. E’ un pugno nello stomaco per tutti noi che non amiamo e rispettiamo abbastanza il più grande dei doni : la vita. Alice ha vissuto appieno la sua vita, con i suoi colori e profumi, pur se costretta in una carrozzina, e ci ha dato col suo sorriso e la sua storia una lezione di amore.               

   

Fulvio Domenicali - Campi Bisenzio - 1966 -

 

 

JOHN FANTE

LA CONFRATERNITA DEL CHIANTI- (Ed. Marcos Y Marcos)-Con questo titolo è uscito nel 1995 un bel libretto di John Fante. L’autore, definito da Bukowsky il narratore più maledetto d’America, è stato uno dei primi a descrivere il mondo comune degli italoamericani. Nato nel 1909 e morto nel 1983, ha scritto anche per il teatro e per il cinema, alcuni suoi titoli trovabili anche in italiano sono “Chiedi alla Polvere”, “Full of Life” e “Aspetta Primavera Bandini” dal quale è stato anche tratto l’omonimo film nel 1989 con Ornella Muti, Joe Mantegna e Faye Dunaway che fù un flop, certamente non per merito di Fante. Ma andiamo a parlare di questo libro. La storia narra di lui che deve andare a trovare i suoi  genitori, che vivono in una piccola città di provincia, perchè, essendo il primogenito di svariati fratelli, ha il compito di salvare il matrimonio dei suoi che per l’ennesima volta rischia di andare in malora. In realtà si trova invischiato in un assurdo progetto del babbo che vuole costruire un affumicatoio in alta montagna e ha bisogno dell’aiuto del figlio che ritiene più portato per l’arduo lavoro. Divertente e ricco di aneddoti questo libro riesce a far capire la condizione del ceppo medio italoamericano dove la famiglia bene o male ancora ha un significato ed unisce per lungo tempo i suoi componenti. Quello che però è ancor più divertente sono i personaggi che accompagnano il narratore nello svolgersi della vicenda. Dal fratello che si dimentica di andarlo a prendere alla stazione (sarebbe da strangolare ogni volta che appare) dalla Mamma, strega buona della cucina e perfetta attrice di sceneggiate, all’infermiera che curerà il padre lungo la sua degenza in ospedale e per ultimi i compagni di sbronza del vecchio muratore che oltre ai nomi caratteristici hanno una faccia visibile anche solo se descritta, perchè sono quelli che si immaginano comunque in qualche bar di qualche periferia in qualunque parte del pianeta, appoggiati al tavolino sporco di cenere e cerchi di vino. Penso anche che Vinicio Capossela abbia preso spunto da questa congrega di avvinazzati per scrivere la sua “Accolita dei Rancorosi” visto che lui è un appassionato lettore dell’autore sopra citato dal quale altre volte ha attinto. (Colgo l’occasione per fagli i miei complimenti essendo io un suo estimatore). 

PAOLO MAURESING

LA VARIANTE DI LUNEBURH- (Ed.Adelphi)-Questo libro, che a suo tempo deve aver vinto anche qualche premio, mi ammiccava da tanto tempo dagli espositori della mia solita libreria e dopo l’ennesimo occhiolino, l’ho comprato. Raramente un libro scelto a naso mi è risultato così piacevole, una storia davvero avvincente. Tre i protagonisti del racconto e un quarto sopra tutti : gli scacchi. Io non sono un appassionato di questo gioco ma sono sempre stato affascinato dal suo mondo e leggendo questo libro penso di aver capito perchè. L’antichissimo gioco è il filo conduttore dei tre personaggi che alternativamente si contendono la scena. La storia comincia con un famoso aneddoto che già conoscevo, come probabilmente anche voi, ma che vorrei comunque qui riepilogare. L’uomo che inventò il gioco, lo portò al suo sultano e gli spiegò come funzionava. Il gioco piacque tanto all’imperatore che decise di ricompensare il suo ideatore al quale dette la possibilità di chiedere cosa volesse, questi fece una richiesta molto semplice, voleva 1 chicco di grano per la prima casella 2 per la seconda e così via, andando al raddoppio per tutte le 64 caselle che compongono la scacchiera. Il sultano disse subito di si perchè credeva che la richiesta non fosse niente di che, ma quando andò a sviluppare il conto capì che non era possibile soddisfarla, così per non rimangiarsi la parola, decise tranquillamente di mozzare la testa del richiedente. Questi però ebbe la sua rivincita da morto perchè il suo gioco portò alla pazzia il regnante che era un grande appassionato e non faceva che pensare agli scacchi. Detto questo passiamo ad accennare la trama. Una persona molto in vista della Germania attuale viene trovata morta, apparentemente suicida, nel meraviglioso giardino della sua villa intorno Vienna. Gli inquirenti e i familiari fanno di tutto per non montare troppo la cosa e dare meno risalto possibile alla notizia che viene letta dal narratore del racconto che comincia a spiegare cosa lui c’entri con questa strana e misteriosa morte, anche perchè il presunto suicida non aveva certo di che lamentarsi della vita che conduceva. Con questo inizio il resto del racconto spiega cosa ci sia in comune tra il morto e quello che si dichiara il suo boia a distanza. Storia avvincente che si legge tutta d’un fiato e che lascia in testa molte idee e congetture anche dopo che, richiuso, il libro, lo mettiamo in quello che sarà il suo posto tra gli altri letti, a noi più cari. 

 

IAN MCEWAN

L’AMORE FATALE- (Einaudi)- Lasciate perdere il titolo che forse non invoglia. Ambientato nell’era moderna un bel romanzo intrigante e pieno di spunti letterari, scientifici e intellettuali, di piacevole e facile lettura. Un thriller con delle note molto marcate di introspezione emotiva, riesce ad avvincere il lettore con un crescendo di situazioni sempre più complesse e cerebrali. Quello che si denota è il fatto che prima venga detto quello che succederà e poi venga descritto come ; viene lasciato intravedere al lettore il possibile continuo ma non viene però a mancare la sorpresa pur credendo di sapere quello che è l’immediato seguito. I personaggi, tutti molto particolari, vengono descritti più dentro che fuori aiutando così il lettore a rappresentare, nella sua immaginazione, come meglio crede il soggetto in questione. Poi una storia dentro la storia, anche quella ben congeniata, contorna il racconto principale e fa intendere cosa può causare un semplice malinteso o comunque una verità parziale. Se piace il genere è certamente da leggere. Unica nota dolente, per adesso, è il prezzo (L.28.000) che per un libro del genere è il suo ma che se non fosse che me lo hanno regalato avrebbe fatto si che non lo comprassi. (Ora che l’ho letto però si). Ci sono tra l’altro tre errori di stampa che stupiscono visto l’antica nobile tradizione della casa editrice e il prezzo di copertina. Comunque in tutti i sensi un buon compagno per delle ore spensierate.        

        

JOSE’S SARAMAGO

Questo è il nome dello scrittore che nel 1998 ha vinto il premio Nobel per la letteratura. Avevo avuto il piacere di conoscerlo, sotto forma di libro, grazie, e sottolineando grazie, ad un amico che me ne aveva parlato in modo davvero invitante. Il primo che ho letto è stato : “Il Vangelo secondo Gesù” che mi ha preso  a tradimento dal momento che l’ho aperto per saggiarne le pagine e le note di copertina. Appena scorso le prime righe mi sono accorto che il suo modo di scrivere è diverso da tutti quelli che mi era capitato di leggere prima. Lui non usa la punteggiatura normalmente, ma fà dei periodi lunghissimi frammentati da virgole, maiuscole, trattini e una serie di altri espedienti che evitano, leggendo, di fare soste che altrimenti ci si troverebbe ad affrontare con un normale modo di scrivere. Così facendo si ha la sensazione, non di leggere, ma di ascoltare qualcuno che racconta una storia e che va veloce come noi vogliamo (essendo noi a leggere). Le pagine si consumano ad una velocità e con un piacere che raramente ho trovato in altri romanzieri. Altre caratteristiche sue sono, ad esempio, che chiama le cose con il suo nome ; cioè se c’è da dire cazzo non dice pene e se c’è da dire pene non dice cazzo. Detto così sembra una cavolata, ma se lo spiegasse lui capireste certamente meglio. Normalmente tratta della sua terra natale che è il Portogallo, sapendo fare riferimenti storici che vanno dalla nascita della nazione, fino ad altri che sono dei giorni nostri. Ma naturalmente niente di quello che è successo in Portogallo non è già successo altrove, e così le cose di cui tratta sono le cose che tutti, tutti i giorni, ci troviamo ad affrontare. Altra particolarità è che spiega da dove nascono le cose o l’etimologia delle parole, dei nomi, e di tutti i modi di dire che cascano a fagiuolo). Quello che vi posso dire io invece è che dovete assolutamente leggere un suo libro perchè... quando lo avrete letto saprete perchè. Gli editori sono sia Einaudi, sia Feltrinelli,sia Bompiani. Prezzi per tutte le tasche. Alcuni titoli : Storia dell’Assedio a Lisbona - Cecità - La Zattera di Pietra - Manuale di Pittura e Calligrafia - Il Vangelo secondo Gesù - Una Terra chiamata Alentejo - Memoriale del Convento -   

 

LEV TOLSTOJ               

Guerra e Pace - Era tanto che volevo leggere questo libro, ma la sua mole li aveva sempre trattenuto anche dal comprarlo. Un bel giorno decisi comunque che dovevo averlo sul comodino e così l’acquistai. Tornato a casa e messolo accanto al letto, la curiosità di sfogliarne le prime pagine e di leggere almeno la prefazione melo fece aprire. La prefazione non era affatto lunga, altrimenti avrebbe aumentato ancora la sua voluminosità, e cosi dopo detti un’occhiata alla prima pagina e da li, proprio come succede con le telenovelas, non potetti fare a meno di portarlo fino in fondo e nell’arco di pochissimi giorni cominciai il secondo volume. Mi dispiaceva tantissimo vedere che avrei avuto ancora poco da leggere ma già mi ripromettevo che l’avrei riletto e così arrivato alla fine di questo romanzo, ho cominciato a parlarne con tutti i miei amici e a consigliarne la lettura. Guerra e pace proprio come il titolo, parla di queste due cose, e come di intrecciano le storie dei personaggi del libro con la storica storia del tentativo di Napoleone di invadere la Russia. Come dissero Fruttero e Lucentini, di questo libro non si butta via nemmeno una riga. Fiumi di inchiostro sono stati spesi per parlare di questo romanzo e non mi dilungherò ancora. Ci sono comunque delle edizioni che non hanno tradotto la parte narrata in francese e questo potrebbe allontanare un po’ il lettore, visto che spesso ci sono anche delle pagine intere in questa lingua. Ma non scoraggiatevi e vi arricchirete di uno dei libri più belli della letteratura mondiale. Edizioni di tutte le grandi case e per tutte le tasche. Fate attenzione al discorso della traduzione della parte francese che per esempio quella della Einaudi non ha. 

 

 

Tiziana Forconi - Tavarnelle V.P. (FI) 

 

 

JEAN P. SASSON

DIETRO IL VELO- (Sperling & Kupfer)- Appena scattata la foto riuscii solo a vedere il lato “buffo” di quello che aveva fatto : sul Tower Bridge di Londra, mi venne incontro un ragazzo arabo che, porgendomi la sua macchina fotografica, sorridente abbracciò sua moglie e mi fece cenno di scattare una foto. Lei era completamente avvolta nel tipico abito arabo che “goffamente” nasconde il corpo di tutte le donne, lasciando scoperto solo lo spazio degli occhi, inquadrandoli nell’obbiettivo pensai che per lei così irriconoscibile, quella foto fosse quasi sprecata ! Solo di recente ho capito chi si nascondeva dietro alle tortuose pieghe di quel pesante tessuto scuro. Ho avuto la fortuna di leggere questo libro in cui una principessa araba racconta le vicende della sua vita in un paese dove le bambine- ragazze- donne sono solo serve per soddisfare i bisogni degli uomini : un paese così ricco di soldi e di donne povere di libertà, succubi di violenze e umiliazioni, dove una cultura fusa nella religione non lascia loro scampo. Se da un lato la solidarietà alla loro causa affonda nella rabbia dell’impotenza, dall’altro insegna a rivalorizzare degli atteggiamenti quotidiani che per noi donne occidentali sono scontati (come scegliersi un vestito, un libro da leggere o guidare un auto). La ragazza araba di Londra era solo milioni di donne che ho conosciuto meglio grazie a questo libro, che come una “quarta” dimensione mi ha riproposto quell’incontro, facendomi provare un po’ di vergogna per il giudizio superficiale pensato in quel momento. Consiglio questo libro a tutte le donne (ma anche agli uomini !) con l’augurio di trovare in ogni occasione di giudizio la nostra quarta dimensione.            

Riccardo Gabbrielli- Tavarnelle V.P. (FI) - 1942 -

 

 

R.BENZI

IL VIZIO DI VIVERE- a cura di S.Paffumi- (Ed.Rusconi)-Rosanna Benzi costretta a vivere in un polmone d'acciaio per quasi trenta anni, diceva: "Sono convinta di avere vissuto anni che valeva la pena di vivere e che non sostituirei con altri". A volte conviene riflettere prima di esprimere lamenti per "mancanze" o per "problemini" che facciamo diventare grandi, ma che in realtà non lo sono. Dice Primo Levi: "Cara Rosanna, il tuo libro non è solo molto bello, ma possiede una qualità unica, che non ricordo di avere mai trovato altrove: descrive una condizione umana estrema, eppure non rattrista, anzi fortifica. Questo è un riflesso ed un effetto della tua forza, che per mille vie impercettibili si comunica al lettore. Penso che dovrebbe essere letto da molti, in specie da quei giovani il cui destino non ha negato nulla, e che tuttavia si rifugiano nell'inerzia e nel lamento esistenziale: insomma, è un libro terapeutico, ma privo di pesantezza dottrinale, anzi, agile, svelto e (incredibilmente) allegro......".

 

FURIO COLOMBO

IL CANDIDATO- (Rizzoli)- “C’è una spaccatura profonda fra vita e politica. La politica se ne va per conto suo senza vita, la vita di ciascuno perde la dimensione pubblica, diventa solo privata....” E’ un libro che, non sempre in modo chiaro e completo, presenta una problematica vera : il rapporto fra politica e vita ; evidenzia che spesso non c’è relazione fra le due e tenta di indicare nuovi percorsi. Il tema è di indiscusso interesse ed attualità ed evidenzia la necessità di ridare senso, prospettive, idealità, concretezza alla politica e che i cittadini, sempre di più, non devono limitarsi a delegare, ma “dare” ed “esigere” consapevolmente, con coraggio.                       

   

ANTHONY DE MELLO

MESSAGGIO PER UN’AQUILA CHE SI CREDE UN POLLO- (Piemme)-Un uomo trovò un uovo di aquila e lo mise nel nido di una chioccia. L’uovo si schiuse e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini. Per tutta la vita l’aquila fece quel che facevano i polli nel cortile...... Un giorno vide sopra di sè, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante.... e cominciò a capire qualcosa di se stesso e della sua vita ! Quanti potenziali aquile vivono, inconsapevolmente, come pulcini ! Impariamo ad essere consapevoli della nostra vita, dei nostri gesti ; la verità, la salvezza, la spiritualità, l’amore sono nella consapevolezza ! La consapevolezza si raggiunge imparando a guardarsi dentro e cercando di costruirsi una interiorità che ci consenta di relazionare “liberamente” con la realtà che fa parte della nostra vita. Una opportunità di riflessione per tentare un cambiamento.  

MARIA PACE OTTIERI

STRANIERI, UN ATLANTE DI VOCI- (Rizzoli)- “Abdou fa l’uomo di fiducia in un campeggio. Xiao Mei ha ottenuto lo status di rifugiata per motivi religiosi. Rosarita è diventata cittadina italiana e dice che quella carta l’ha fatta rinascere. Khadj non aspetta più la chiamata di Canale 5 per partecipare alla Ruota della Fortuna, perchè fa le treccine da un parrucchiere italiano”. Si concludono così alcune delle storie raccontate dall’autrice. Le ha raccolte lavorando come volontaria presso il centro d’ascolto per immigrari di una grande città : c’è chi cerca disperatamente un lavoro, chi la casa, chi ha voglia di tornare ma non ha accumulato abbastanza, chi ha abbastanza, ma ha perso la voglia di tornare. Dietro le vite “frantumate (....), che non appartengono più al paese d’origine e non appartengono mai a quello d’approdo”, la Storia con i suoi spietati giochi di potere.    

     

J.PREVERT- "POESIE"- (Ugo Guanda Editore)

H.CAMARA e D.M.TUROLDO- "LA PREGHIERA DEI POVERI - O GENTE TERRA DISPERATA"- (Edizioni Paoline)-

Imparare a leggere una poesia vuol dire imparare a riflettere sulle esperienze di vita! Vuol dire mettersi in positiva relazione con le cose e con le persone ! Vuol dire vedere e capire il bello che ci circonda, o che si immagina, e gustarne appieno ! Vuol dire prendere ogni attimo e viverlo intensamente ! Peccato quando ci facciamo prendere da un ritmo crudele, che non ci consente di fermarsi, neanche un attimo, a gioire del bello, di una relazione, dell'arte, del creato ! Il primo passo è capire quel che si perde ! I due libri, di autori diversi, possono aiutare chi sente queste esigenze.

 

R.RIGHETTO

MONACI - "SILENZIO E PROFEZIA NELL'ERA POST CRISTIANA"- (Edizioni Giunti/Camunia)- Nel mondo consumistico, che i giovani hanno avuto in eredità, è essenziale adeguarsi al ritmo produzione-consumo che lo caratterizza. E' giusto ? Avere tutto, a tutti i costi, è veramente gratificante ? Per fortuna nell'universo giovanile si riscontrano, con sempre maggiore forza, bisogni diversi, valori veri, segni di una esigenza di cambiamento. Questo libro, utile per i credenti e per i non credenti, è un'occasione di riflessione tra fede e cultura e presenta una esigenza sempre più sentita: quella del silenzio e dell'ascolto ! Non per chiudersi, ma per tentare risposte sulle questioni fondamentali e per impostare relazioni con le persone, con le cose, con la vita, che siano frutto di scelte consapevoli e non di sola "eredità".

 

 

Fernando Maramai - Poggibonsi - 1969 -

 

 

WILLIAM BURROUGHS

IL PASTO NUDO- (Sugar Co)- Ci ha provato Cronemberg ad illustrare queste pagine, creando un bellissimo film ma fallendo nel tentativo di essere all’altezza delle allucinate e allucinanti immagini uscite dalla mente di Burroughs ; bisogna però considerare che il confronto sull’argomento è impietoso, dato che in tema di droghe il romanziere può tranquillamente essere considerato il padre dei tossicomani (buoni ma ormai obsoleti risultano gli altrettanto illustri lavori ottocenteschi di Thomas De Quincey “Confessioni di un Oppiomane Inglese” e di Baudelaire “I Paradisi Artificiali”, che tuttavia si occupa più di vino e hashish). Burroughs scrisse queste pagine negli anni ’50 a Tangeri, in un periodo in cui mischiava i vari tentativi di disintossicazione mastodontici consumi di eroina, morfina, eukodal e chi più ne ha più ne prenda ; poco tempo prima lo scrittore aveva ucciso la moglie con un colpo di pistola partito accidentalmente. Quello che ne vien fuori è una prosa libera scaturita dal fluire di visioni partorite dall’alternanza tra astinenza e consumo di stupefacenti, realtà e fantasia che si mischiano impedendo di capire quali delle due dimensioni sia la più atroce. Ecco perchè questo romanzo può essere letto cominciando da un punto qualsiasi, il risultato sarà comunque lo stesso : è l’inferno, comunque lo si guardi. Per comprendere meglio tutto ciò bastano le ciniche parole dello scrittore (che lascia ad altri il sentimentalismo o certa epica legata al desiderio del tossicomane per l’eroina e la derivante necessità di procurarsela) : “Ho fumato droghe, le ho mangiate, le ho annusate, le ho iniettate in vena-pelle-muscolo, le ho assunte in supposte rettali. L’ago non è importante. Che voi le annusiate le fumiate le mangiate oppure ve le ficcate su in culo il risultato è lo stesso : abitudine.” Uno così merita un po’ di attenzione. (Sullo stesso argomento si consiglia la visione di “Chappaqua”, film del ’66 diretto da Conrad Rooks in cui appaiono anche Ginsberg e Burroughs, R.I.P).        

VICOLO DEL TORNADO- (Millelire Stampa Alternativa)-Burroughs scrisse questi brevi racconti-frammento nel 1989, quando cioè la Tangeri degli anni ’60 era ormai poco più di un ricordo e molto più presente ed ossessivo si era fatto l’incubo americano. Impossibile dunque non scagliarsi contro i capisaldi del sistema a stelle e striscie, la violenza gratuita della polizia, le ipocrisie della religione e del potere, il razzismo, ecc. Siamo alla claustrofobia estrema, al punto di non ritorno, tanto che alla fine non si capisce se il cancro è fuori o dentro di noi, non c’è via di scampo, unica difesa quella di usare come arma le proprie escrezioni corporee, sperma, sangue o saliva, proprio come accade al povero Jerry, l’epilettico protagonista del secondo racconto.  

 

LENNY BRUCE

COME PARLARE SPORCO E INFLUENZARE LA GENTE- (Bompiani)-E’ l’autobiografia di Lenny Bruce, show-man, esponente di certo umorismo denominato “sick-comedy” dalla stampa americana. Gran parte di questi scritti erano già apparsi a puntate negli anni ’60 sulla rivista “Playboy”, l’edizione italiana è arricchita da una prefazione di Daniele Luttazzi scritta in stile telegrafico. Bruce è stato uno dei pochi comici che con la propria satira riusciva a mettere a nudo le ipocrisie della società americana, dovendo subire per questo innumerevoli arresti e processi per oltraggio al pudore (oltre a quelli per detenzione di stupefacenti). Al momento della morte del comico, avvenuta nell’agosto del 1966 per overdose di eroina, John Judnich aveva messo in ordine la stanza dove per primo aveva trovato l’amico cadavere, ma la polizia, prima di ammettere i fotografi decide di ricreare la scena : serra un laccio al polso di Lenny e gli pone accanto una scatola di siringhe trovata nel cestino (questo soltanto per capire la scomodità del personaggio). Nella spassosa narrazione si va dagli anni trascorsi in marina a quelli d’inizio carriera, fino al periodo della celebrità, attraverso aneddoti e interessanti considerazioni su vizi e manie dell’uomo occidentale, sul sesso e sulla vita : “A Chicago fra l’altro fu arrestato per aver mostrato la foto di una ragazza molto bella. Intendevo smascherare l’equivoco di chi, da una parte, trova indecente un pezzo di fica. Cristodio, come si fa a condannare qualcuno perchè gli piace ammirare la bellezza ? Se io, dalla finestra, vedo quella stupenda ragazza di rimpetto- con quegli occhioni blu, quei capezzoli rosei, quel soave culetto a mandolino- ma io la guardo ! Io, anzi chiamo gli amici a guardarla. Invece la nostra società : “tira giù la serranda !” e fà pagare due dollari d’ingresso. Questo fà la repessione.” O ancora, quando, in guerra, tra i cadaveri dei suoi commilitoni : “il sangue mischiato all’acqua salata sembra blu. Otto uomini... e più in là altri dodici.... e poi un’altra quarantina ancora... galleggiavano graziosamente cullati dalla maretta presso la prua dell’incrociatore “Brooklyn”. Aviatori morti che appena qualche mese fa dicevano...”M’hai smacchiato i calzoni, tesoro ?” “ A me non mi beccano... mio zio è assessore.” “Senti, vera : metto tutte le robe in queste scatole qua e le chiudo a chiave in quell’armadio là. Per favore, non farle toccare da nessuno... fammi stare tranquillo, hai capito ? Non voglio che nessuno, ma nessuno vada a sficcanasare fra la mia roba...” la sua roba. La mia roba. Tutti si preoccupavano della loro roba... le loro carte... i loro oggetti. I loro corpi galleggiavano tranquilli, le loro teste cozzavano contro la fiancata di tribordo. Guardando quei poveri morti, capii, allora, che beffa della vita ch’è la concezione materialistica, che inganno. Appena  ricevuto il telegramma che sei morto, qualcuno va a frugare fra la tua roba e si domanda : ma che diavolo ci faceva, con ‘sta roba ? E così quella roba, a cui tanto tenevi, finirà fra l’immondizia, perchè adesso la tua roba è robaccia. “Ehi, porta via ‘sta porcheria, buttala !” 

 

JIM CHRISTI

LA SCONCIA VITA DI CHARLES BUKOWSKY- (Feltrinelli)-Era il marzo del ’94 quando Bukowsky, suo malgrado, ha dovuto lasciarci all’età di settantaquattro anni. Era nato in Germania, ma, trasferitosi oltreoceano con i genitori all’età di soli due anni, ebbe come luogo di adozione l’amata-odiata California. Di lui si può dire che ha incarnato una specie di versione moderna, riaggiornata del mito dello scrittore maledetto, emarginato (e non solo per vocazione), che viveva e aveva vissuto in prima persona le “storie di ordinaria follia” che emergono dai suoi romanzi. Christi, amico di Bukowsky fin dai tempi dell’anonimato cerca di mettere un po’ d’ordine cronologico alle varie notizie biografiche riguardanti il vecchio “compagno di sbronze” di cui, più o meno, si era già a conoscenza, non risparmiando però aneddoti e commenti sulla burrascosa vita dello scrittore e pubblicando un interessante serie di foto scattate nella prima metà degli anni ’70 ritraenti Bukowsky in momenti di vita “quotidiana”. Appena cento pagine in tutto, con tanto di bibliografia finale. Unica pecca l’eccessiva brevità del lavoro, tanto che, come i libri che già abbiamo divorato del vecchio Chinaski, vorremmo che il libro non finisse mai. Resta dunque il sospetto che Christy si sia un po’ risparmiato, peccato che non si sia prodigato un po’ di più, magari regalandoci ancora altre pagine e pagine infarcite di episodi curiosi, retroscena e storielle. Un’occasione sprecata dunque ? Forse sì, ma resistere alla lettura è comunque impossibile

 

DOUGLAS COUPLAND

GENERAZIONE SHAMPOO- (TEA)-Dopo la Beat generation, la Blank generation, la X generation ecco la generazione Shampoo, la generazione del Cyber, quella appunto cui appartiene il protagonista del romanzo di Coupland : un ventenne americano con una madre ex hippie che non ha ancora perso le vecchie manie degli anni ’60, appena reduce da una crisi amorosa, anni luce distante dal figlio, che ama trascorrere il tempo nei centri commerciali e che ha come fissa la cura dei capelli. La narrazione inizia col ritorno a casa di Tyler dopo una lunga vacanza in Europa, dove ha conosciuto e amato Stephanie, ragazza francese che ben presto sorvolerà l’Atlantico con un’amica per far visita al giovane americano e creare scompiglio alla sua tranquilla vita quotidiana. Ma il loro si rivela non soltanto un incontro amoroso, è il confronto tra due mondi diversi, quello statico della sorpassata, vecchia ammuffita Europa e quello degli hot-dogs e dei Serial Killers, in cui i due ragazzi mettono in scena un’improbabile fuga dal vuoto : “[...] Gli abitanti di Lancaster adesso vagano barcollanti, come in trance. I cittadini oltrepassano le macerie in compensato del centro commerciale con la camminata incerta, squilibrata, di vecchi che provino il walkman per la prima volta. Hanno gli occhi vuoti di chi è appena uscito dal manicomio. Sono anime che stanno vivendo una brutta crisi di astinenza da shopping e astinenza da uno scopo per cui vivere ; le loro esistenze sono state riconvertite al management del tempo libero. Chissà come farà la gente della città a riempire il tempo. Come fuggirà ? E io ? Io fuggirò. Lo so. Ho un piano. Ho un fratello e una sorella. Ho una buona automobile e un bell’assortimento di ottimi prodotti per la cura dei capelli. So cosa voglio dalla vita ; ho ambizioni”.          

 

JOHN FANTE

DAGO RED- (Marcos y Marcos)- Sono i primi racconti (dieci in tutto) scritti da Fante prima dei romanzi che lo hanno reso noto, storie brevi che rievocano l’infanzia dello scrittore e i primi anni di distacco dai genitori (sullo stesso periodo bellissimo è il romanzo “La Strada per Los Angeles”). Ritroviamo dunque tutti i componenti della famiglia Fante ; il padre padrone, manesco, irascibile egoista, muratore che se non ha da lavorare è ancora peggio da sopportare ; la madre, tipica casalinga italiana, instancabile lavoratrice, attaccatissima ai figli, è lei che sta in cucina e tiene unita la famiglia ; la sorella bigotta e naturalmente il piccolo John, con la passione per il baseball, l’educazione cattolica impostagli da preti e suore (con i derivanti spassosi aneddoti), il dramma, visto però in chiave gioiosa, dell’integrazione razziale di un piccolo “DAGO” in USA. Divertentissimi i racconti “L’odissea di un Woop”, “La Strada per l’Inferno”, “Rapimento in Famiglia” e “Muratore nella Neve”. In “Uno di Noi” appare l’ombra della morte, esorcizzata grazie alla ingenua e tenera visione degli occhi di un bambino.                

 

ALBERTO FARINA

SPARATE SUL REGISTA !- (Il Castoro)-In temi di riabilitazione e saccheggio del genere (Tarantino ne sa qualcosa), riviste cinematografiche e fanzines che ormai si sprecano sull’argomento, ecco finalmente una pubblicazione di facile reperibilità che si occupa in maniera sufficientemente esaustiva (per quanto sia possibile) del cosiddetto “cinema di exploitation”, dalla serie B alla Z, organizzando il volume in vari capitoli, ciascuno dedicato ad un autore. Si parte dagli anni ’50 con l’opera di Ed Wood fino all’ultimo decennio con le produzioni della Troma, casa di produzione che ha di fatto di “The Toxic Avenger” il proprio fiore all’occhiello. In mezzo ci sono Russ Meyer, Herschell Gordon Lewis, Andy Milligan, Jesus Franco, ecc. (Peccato per l’assenza di Jack Hill e il poco spazio dedicato a Corman). Siamo insomma nei bassifondi del cinema, come spiega Landis nella sua illuminante prefazione, in un mondo popolato da storie e personaggi magari non sempre in grado di raggiungere il consenso unanime degli spettatori, tuttavia capaci di suscitare il morboso interesse dei “soliti pochi”, questo però i lettori di Trippa già lo sanno. 

 

MIMMO FRANZINELLI

PHIL OCHS, LA VITA E LA MUSICA- (Stampa Alternativa Millelire)-Nonostante i limiti di spazio Franzinelli ripercorre minuziosamente la parabola artistica di Phil Ochs, musicista folk degli anni ’60, personaggio di rilievo della scena del Greenwich newyorkese, versione meno edulcorata di Dylan, meno ruffiano nei testi rispetto all’amico, più intraprendente nelle canzoni di protesta e per questo preferito dai puristi del genere. Nato da famiglia borghese del Texas, Ochs si trasferì a New York quando era ancora molto giovane. Malgrado il contratto discografico con l’Elektra e una crescente popolarità nell’ambiente della musica folk, i testi antimilitaristi delle canzoni e l’intransigente impegno politico a cui partecipa in prima persona lo costrinsero a star fuori dai circuiti delle trasmissioni radio ad ampia diffusione. Come se non bastasse Ochs ebbe un duro colpo in seguito alla sconfitta degli ideali del ’68, accusando un notevole calo artistico e commerciale. Gli ultimi anni saranno i più tristi della sua vita, fin quando, in preda all’ennesima crisi depressiva il cantautore decide di porre fine alla propria agonia impiccandosi. Di lui si ricorderanno i Clash rendendogli omaggio con la loro “Up in Heaven” su “Sandinista !” e Billy Bragg, che nello scarno stile compositivo dei primi dischi molto deve al folksinger americano. 

 

CHARLES MANSON

I VOSTRI BAMBINI- (Stampa Alternativa Millelire)-Nell’agosto 1969 alcuni ignoti irruppero in una lussuosa villa di Los Angeles, proprio nella zona di Hollywood ed uccisero barbaramente sette persone, tra le quali Sharon Tate, incinta di otto mesi. I muri furono imbrattati col sangue delle vittime, con scritte del tipo “morte ai porci”, “insorgete”. La barbara azione fu attribuita alla comunità hippie, denominata “The Family” ; capo della comune che viveva in un ranch fuori città era Charles Manson, subito identificato quale mandante di tale crimine (la sua diretta partecipazione in realtà non è mai stata provata). I media sfruttarono subito la vicenda per manipolare e stravolgere il significato della cultura hippie, limitandola ai luoghi comuni di sesso, droga e devianze mentali, Manson venne considerato dall’opinione pubblica come un vero demonio, incarnazione del male (di tutti i mali) sulla terra, altro che “peace & love” ! Con una sentenza discutibile il capo della “family” fu condannato assieme agli altri imputati alla pena di morte, poi commutata al carcere a vita quando l’anno dopo in California furono sospese le esecuzioni capitali. L’inquietante deposizione processuale dell’incriminato qui riportata mostra, al di là del mito che alcuni hanno fatto dopo, quanto Manson fosse ben lucido e conscio di ciò che stava subendo, svelando chiaramente la cattiva coscienza del paese che lo stava giudicando, quell’america (Nixon era il presidente in quegli anni) che aveva mandato i propri figli a morire in Vietnam e che ora si trovava a condannare una propria creatura. Insomma Manson come uno dei personaggi più controversi e malvagi che abbia mai prodotto la follia americana o capro espiatorio del potere repressivo a stelle e strisce ? 

 

CLAUDIA SALARIS

MARINETTI. ARTE E VITA FUTURISTA- (Editori Riuniti)- Già autrice di numerose pubblicazioni sul futurismo (tra le quali vale la pena di ricordare l’utile “Storia del Futurismo” , la Salaris si occupa ora della ricostruzione biografico- artistica del leader del primo movimento avanguardistico del Novecento, dato che il futurismo, sorta di punk d’inizio secolo, nasce con il manifesto di fondazione del 1909, precedendo quindi Dada e il surrealismo : un primato che purtroppo è stato poco riconosciuto dagli studiosi d’oltralpe. Ecco allora un’ottima occasione per chiarire come e quanto il movimento futurista e, come suo rappresentante principale, Marinetti abbiano svolto la loro attività dedita allo svecchiamento della cultura italiana, ancorata ad un provincialismo sconcertante, rinnovando temi e tecniche artistiche, ponendosi in antitesi al preesistente vecchiume ottocentesco, proponendo una rivoluzione che doveva investire non solo letteratura, teatro, arti figurative e cinema, ma la vita tutta, esperienze quotidiane comprese, dall’arredamento al vestiario, dalla cucina all’educazione scolastica. In ambito politico poi, è bene chiarire ancora una volta l’erronea associazione futurismo - fascismo e riconoscere definitivamente la matrice anarchica del movimento marinettiano. 

 

MISHIMA YUKIO

“INQUIETUDINE D’AMORE”- (Millelire)- E’ un atto unico e surreale, breve dramma in cui due giovani amanti dialogano sul futuro del loro amore finché compare un feto in abito da marinaio ( ? !), rivelando ai due il loro triste futuro : il giovane morirà e la ragazza si sbarazzerà del nascituro, istigata dalla madre. Il feto sarà gettato in fondo al fiume e le acque se lo porteranno al mare. Dopo questa anticipazione il feto scompare. I due decidono comunque di far l’amore, di vivere cioè andando incontro al loro destino.  

VV.AA

“UNA MATITA A SERRAMANICO” Omaggio a Stefano Tamburini-(Millelire)- Millelire che rievoca con una biografia, una fumettografia e delle tavole a lui dedicate la figura di Stefano Tamburini, con in più uno scritto inedito dello stesso dal titolo “Il Fumetto e il Suo Doppio” (i soldi), acuta riflessione sul mondo del fumetto. Tamburini, romano del ’55, morto nell’86 è stato con Pazienza e Liberatore il più attivo vitalizzatore della scena fumettistica italiana della seconda metà degli anni ’70, fondando la rivista “Cannibale” (dove appaiono le prime storie scritte da “Tamburo”, dell’insuperabile Ranx Xerox), collaborando a “il Male” e fondando nell’80 “Frigidaire”, unendo nel suo lavoro creatività e cultura d’opposizione. Ricordare oggi tamburini, a più di dieci anni dalla sua scomparsa, è certo il minimo che possiamo fare, ancora meglio è andarsi a rileggere le sue storie. Nel frattempo si possono però ammirare le tavole, ispirate alla sua figura, di Pazienza, Vecchiato, Guarnaccia, Bad Trip, Giacon, ecc., raccolte in questo prezioso libricino.

 

                                                                                                               

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