Cignale  Mercatale V.P.

(Un ringraziamento speciale ad Alessandro Betti senza il quale questo scritto non sarebbe mai esistito)

 

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Cignale era il giornalino autoprodotto da alcuni ragazzi di Mercatale V.P.  insieme al sottoscritto che, a quell’epoca, aveva già messo in moto il primo Trippa. Ne sono stati stampati alcuni numeri, non più di 100 copie a numero che giravano gratuitamente a Mercatale e non solo. Che cosa aveva di speciale ? Niente, almeno di musicale e filosofico, soltanto raccoglieva interviste inventate ai personaggi del paese, news, sputtanamenti e bischerate varie ovviamente frutto della nostra fantasia. Tutto finì un giorno che ci volevano denunciare o menare vista la cattiveria, il tutto poi si è risolto per il meglio, gli altri ragazzi sono diventati “seri”, come del resto io con l’unica variante di aver continuato a scrivere Trippa. Qui sotto trovate le storie vissute all’interno di una compagnia capeggiata da un paio di elementi seguiti a ruota da molti altri ragazzi, i nomi sono (anzi i soprannomi) sono “fittizi” e le storie (o leggende) ovviamente false.  Si narra di queste dalla fine degli anni settanta fino quasi al 1990, per facilitare il tutto mi sono messo in molte situazioni raccontate. Questo capitolo è stato scritto con l’aiuto di un amico d’infanzia, anche lui presente, altre sono ispirate dai falsi racconti di Cignale; ovviamente fatti, nomi e persone sono casuali e non corrispondono a realtà.... la descrizione minimale del dialetto personalizzato e i seguenti personaggi descritti vi aiuteranno a comprendere meglio le successive storie.... come poteva diventare il Mago Trippone vissuto fino a 17 anni in un posto del genere ?

Dialetto Mercatalino

Il dialetto di Mercatale usava e usa terminologie ed aggettivi fuori dal normale per cui una persona che abita anche a soli cinque chilometri non riesce a capirci nulla. Ad esempio la parola “Belluomo” ora usata anche da Ezio Greggio veniva detta negli anni ’80 per identificare un soggetto idiota, sbagliato. Decine di definizioni venivano sostituite con questa e non era rado sentirsi dire : “Che belluomo !” - Altra parola caratteristica era “Stiancia” che stava a significare Sigaretta, “Gli si dà di stiancia !” era un classico quando ci si apprestava a fumare una sigaretta. Molto caratteristico anche il suffisso “-èga”, per esempio “Bonèga” significava ragazza brutta anzichè bona, da qui la parola “bonèga” che deriva dall’unione di due parole “Bona una sega !”; Questo suffisso può essere adattato a qualsiasi aggettivo o altre parole di vario tipo. Un’altra parola stranissima è la parola “Mormoro”, usata in espressioni come “Mi sono divertito mormoro”, oppure in frasi come : “Mormoro bella quella cosa” ; questa parola sta a significare, guardando gli esempi, che non si è fatto niente, e che quella cosa non è per niente bella ; sostituisce di fatto la parola “molto” ma il suo senso è diverso. Per far cadere l’attenzione su qualcuno è molto usata la parola “Fissa !” nel senso di guardare fisso, quando una persona o una cosa era particolare, è usato dire ad una persona “Che ti fissi ?” nel senso di “Che ti vedi ?” - Quando una persona si comportava in modo strano o sparava uno strafalcione era d’obbligo dirgli : “Che ripigli ?” - “Nulla ?” era usatissimo quando si deve far notare ad una persona una brutta figura, la squadra del cuore che aveva perso, una partita a carte persa ecc...insieme a questa era usata molto anche : “La senti la scossa ?” con l’aggiunta di afferrargli il collo da dietro con una mano stile pinza.  “Ora rido !” era usata quando stava per succedere qualcosa di insolito o era appena successo, come segno di stupore improvviso.

The Story

Bendone- L’organizzatore di Cignale

Faraona- Amico di Gufo, non sempre in compagnia.

Fattore- Ragazzo basso di statura e biondo, famoso perché offendeva la mamma a tutti in qualsiasi occasione e momento; non sempre in compagnia.

Poggio- Ragazzo biondo nello Staff di Cignale.

Ginseng- Ragazzo di famiglia benestante, non sempre presente in compagnia.

Gufo- Il boss della banda, lui usciva solo per ridere e ci riusciva appieno, lucidamente folle e intelligente.

Raspa- Famoso per le frequenti masturbazioni, anche lui nel Cignale Staff

Suka- Ragazzo di origine siciliana, veramente un mito.

CAPPONE

Ragazzo fulminato, manie di grandezza e di superiorità, di famiglia ricca, si diceva che i suoi avessero molti soldi.

Cappone ci canta il suo disco- Eravamo al campo sportivo di Mercatale davanti al bar, arriva Cappone che c’informa del suo nuovo disco, gli chiediamo di cantarcelo, ci mettiamo in cerchio, siamo circa sei o sette, lui in mezzo che intona frasi tipo : “ehi ragazzo dove vai... se il cavallo non ce l’hai...” a malapena ce la facevamo a non ridere, a fine canzone l’applauso scrosciante e la richiesta unanime di cantarci il lato strumentale (!?), Cappone accetta e ci ricanta le stesse cose, applausi scroscianti con rilascio di autografi.  

Coppa Campioni-Tutti  i  sabati  pomeriggio, c'era  la  classica  partitella  di  calcio  nel  piazzale  asfaltato  davanti la  farmacia. tutti  in  bermuda e  scarpe  da  ginnastica. Il  mitico  Cappone  preso  dalle  sue  manie  di  grandezza, veniva  con  tutta  la  muta  ufficiale  della  Juventus, scarpe  da  giocatore  con  tacchetti  d'alluminio,  sembrava  un  vero  professionista,  ma  faceva  cagare  a  giocare. Era  usanza  di  tutti,  far  sbattere  la  palla  (durante  l'azione  convulsa  di  gioco,)  a  tutta  fiamma , nel  grande  muro  che  cingeva  tutta  la  piazzetta,  peccato  che  in  quella  settimana  una  parte  di  muro  di  circa  4  metri ,  era  diventata  una  bellissima  vetrina,di  un  negozio  che  vendeva  mobili,  miracolo  vivente  di  un  noto  imprenditore  mercatalino. E cosi  quando    Cappone,  preso  dalla  foga  del  gioco,  si  girò  fulmineo  per  scaricare  un  tiro  con  tutta  la  potenza  possibile,  non  trovo  il  solito  muro  di  mattoni ,  ma  la  vetrina  nuova  di  zecca,  che  andò  in  frantumi,   Cappone,  in  un istante  si  dileguò,  fra  le  grida  dei  proprietari   assaliti  da  raptus  di  follia,  attraversò  la  piazza  a  tutto  foco,  con  la  muta  della  Juventus,  suscitando  anche  la  rabbia  di  qualche  tifoso  avverso  che  stava  di  fronte  al  bar,  il  resto  del  gruppo  risate a  non  finire.  

 

Duello al Video Game- Famoso  il  litigio  fra  Cappone  e  Patisci, finito  con  una  coltellata  in  fronte  ai  danni  di  Patisci. Infatti  i  due  si  incontrarono,  o  meglio  scontrarono,  nel  momento  di  mettere  i  soldi  nel  video  games  nel  bar  di  Mercatale, tutti  e  due  volevano  giocare, non  potevano  aspettare, si  spintonarono  a  lungo,  poi  Cappone  tirò  fuori  il  coltellino, che  di  solito  usava  per  fare  il  boss, e  disse: "Vieni  qui  biondo  che  ti  taglio  quel  ciuffo, prese  in  mano  i  capelli  di  Patisci,  e  fece  per  tagliarli, ma  maldestramente,  sbagliò  mira,   e  prese  la fronte. Patisci  fu  lievemente  ferito,  cominciò  a  sanguinare,  e a piangere,  il  barista  accorse  subito,  ma  perchè era  preoccupato  che  si  sporcasse  il  pavimento.  Poi  Cappone  fuggì  e  arrivarono  i   Carabinieri,  che  invitarono il  gruppo  in  caserma  a  testimoniare. Il  gruppo  non  si  fece  pregare  due  volte,  in  quanto  poteva  essere  una  buona  occasione  per  ridere,  Cappone  fu cosi  denunciato  da  Patisci.

 

Guerriglia Urbana- Cappone  raccontava  le  sue  esperienze  a  tutto  il  gruppo. Diceva  che  una  volta  stava  camminando  per  via  Nazionale a Firenze,   quando  tutto  a  un  tratto  fu circondato  da  quattromila  ragazzi  che  gli  volevano  dare,  Cappone  disse  che  a  questo  punto fece  un  fischio  e  una  telefonata  e  vennero  10000  ragazzi  a  difenderlo. Qualcuno  curioso  gli  chiese :  "ma  Cappone  facesti  un  fischio,  o  una  telefonata?" e  lui rispose:  "fate  un  po'  come  volete  voi!"

Il salto nel fango di notte- Una sera come tante, siamo al bar del campo sportivo e stiamo parlando, è appena finito di piovere, arriva Cappone con la sua vespetta e il suo nuovissimo completo giacca e cravatta elegantissimo. Visto e preso, malignamente abbozziamo un discorso sul perché nessuno ce la faccia di notte a saltare il dislivello del campo sportivo dopo aver preso velocità con la vespa nella lunghissima pozza fangosa, Cappone si avvicina silenzioso e interessato quando ad un tratto avviene quello che volevamo e dice : “Ragazzi, io ce la fo anche di notte al buio....” e noi ancora più malignamente gli rispondiamo : “No dai.. non ce la fai.. e poi hai anche il vestito nuovo..”. Cerchiamo e sappiamo che a questo punto ogni tentativo di farglielo evitare è inutile date le sue manie di dimostrarsi superiore. Andiamo sul posto, il Gufo gli fa luce con il faro della vespa, Castorone gli mette dei mattoni pieni in cima al dislivello per non farlo salire. Parte Cappone... prende la rincorsa arriva in cima al dislivello e torna indietro e comincia ad urlare che siamo tutti bastardi. Senza la minima preoccupazione torniamo al bar e ci mettiamo a giocare a carte, arriva al bar con il fango fino alle ginocchia e la striscia di fango della ruota posteriore della vespa che gli arriva fino ai capelli... lacrime comuni dalle risate.  

La Dura Realtà- Una  sera  Gufo  era  solo  al  bar. Arrivò Cappone che  gli  offrì di  fare  un  giro  in  vespa  insieme,  il  gufo  annoiato  di  sentire  tutte  le  cazzate  che  di  solito  circolano  al  bar  di  Mercatale,  accettò,  e  partirono  insieme,   per  Greve. Quella  sera  Cappone  era  in  vena  di  confidenze,  e  rivelo  al  Gufo che  lui  era  suo  figlio,  anche  se  tra  i  due  ci  correvano  solo  tre  anni  di  differenza  di  età,  il  Gufo disse :"Veramente  Cappone? e  Cappone: "certo  Gufo , infatti  tu  per  metà sei  Flash  Gordon,  e  per  metà sei  normale....infatti  se  io  tiro  un  cazzotto  nella  tua  spalla  destra  tu  non  senti  niente,  se  te  lo  tiro  nella  spalla  sinistra  sentirai  un  gran  male,  perché  li  sei  umano  come  tutti." Il  Gufo  volle  subito  la  riprova,  si  fermarono,  parcheggiarono,  e  Cappone  sferrò  un  pugno  sulla  spalla  destra  del  Gufo, che  disse...., "Allora  quando  me  lo  dai  questo  pugno?",  e  Cappone: "hai  visto  non  lo  hai  neanche  sentito",  poi  provò  sul  lato  sinistro,  e  il  Gufo  rotolò  dal  dolore. Dopo  quando  si  riprese  dalla  shock  disse,  "e  ora  dove  andiamo  papà?'. Poi  venne  la  seconda  rivelazione,  "la  vedi  quella  stella  lassù  nel  cielo ?"  e  Cappone  la  indicò  col  dito, Gufo rispose:  "Si  la  vedo  papi,  quella  e'  la  nostra  casa",  il  Gufo restò a  guardarla  per  qualche  secondo,  e  disse  , "meglio  incamminarsi  subito  papi,  per  non  fare  troppo  tardi  stanotte". Dopo  fu  il  Gufo  a  chiedere  chi  era  la  sua   vera  mamma,  Cappone  mise  il  braccio  sulla  spalla  di  Gufo,  e  con  un  filo  di  voce  disse  Ornella  Muti.

 

Le fiale puzzolenti in casa- Io... Gufo, Castorone e Maiden andiamo a trovare Cappone a casa perché ammalato con la febbre a 40, siamo tornati dalla cartolaia con sei fiale all’uovo marcio. Suoniamo, ci apre la nonna che ci ringrazia della visita, gli diciamo che abbiamo fretta e che ce lo faccia vedere, ci conduce alla camera. Mentre Gufo e Maiden tenevano occupato Cappone a parlare Castorone esplodeva di nascosto le fiale. Appena fatto salutiamo sia lui sia la nonna dicendogli che abbiamo fretta e dobbiamo andare perché abbiamo lasciato la vespa parcheggiata male in mezzo di strada, loro non si capacitano visto che siamo appena arrivati, andiamo sotto la finestra aspettando la reazione quando improvvisamente la persiana e subito dopo la finestra si spalancano e si sente Cappone che grida e bestemmia, ci vuole uccidere... intanto fuori c’era la neve e la finestra era aperta.

A casa sua- Andammo a casa sua, Gufo, Castorone, Maiden, io e Suka, eravamo li perché essendo sessualmente ambiguo, stranamente, faceva le pompe. Castorone si chiuse con lui per primo in bagno, noi ad aspettare il nostro turno fuori. Improvvisamente arriva la mamma di Cappone che ammoscandosi del tutto cominciò a chiedere di lui, noi rispondemmo che non lo sapevamo e non l’aavevamo visto (cosa ci facevamo in casa sul divano se non l’avevamo visto?). Allora lei cominciò a gridargli di aprire immediatamente la porta del bagno... lui prese tempo.. disse che era a fare il bagno e che si stava rivestendo. Noi eravamo impauriti perché sapevamo che Castorone era dentro, Cappone aprì la porta ed era solo, noi allibiti... così la mamma uscì e noi entrammo in bagno, lui non c’era, poi improvvisamente alzammo la testa e vedemmo Castorone attaccato allo scaldabagno per aria, un’immensa risata e tutto finì bene.

Combatte con gli alieni invisibili- Quella sera Cappone stranamente era stato zitto, gli dicevamo allora di ballare la samba o di fare qualcosa e lui diceva di non essere in forma. Verso mezzanotte si alza in piedi e comincia ad improvvisare mosse di Kung Fu da solo con tutti versi del caso. Alla domanda che cosa stesse facendo rispondè che stava combattendo contro i suoi amici extraterrestri invisibili ma che noi non li potevamo vedere perché a differenza di lui non avevamo la vista come Flash Gordon. Allora lo invitammo a fare un giro in vespa per la strada nuova che faceva da circonvallazione del paese; intanto anche in vespa faceva le mosse di Kung Fu con tanto di parole e suoni incomprensibili. All’improvviso sparì dietro ad un ammasso di terra, non lo vedevamo più ma sentivamo il rumore dei versi di Kung Fu, allora Gufo gli tirò un mattone vicino per impaurirlo e invece lo beccò in pieno con un rumore tipo “stock” seguito da una lacerante bestemmia urlata a squarciagola. Così Cappone saltò sul monticello e gridò che voleva ammazzare tutti e cominciò a chiedere chi era stato, Gufo gli rispose che erano stati i suoi amici extraterrestri, Cappone allora si calmò ed esclamò : “allora va bene...”.

A S.Casciano con il blocca sterzo alla vespa- Cappone voleva aprire il blocca sterzo e gli si ruppe la chiave dentro, allora tentò di addirizzare lo sterzo con la forza ed in effetti si girò un pochino ma non del tutto. Aveva anche fretta, così partiva... ma andava inevitabilmente dall’altra parte della strada, raddrizzava la vespa a mano, ripartiva... altri dieci metri e così via. Noi ovviamente tutti dietro di lui a ridere... per arrivare a S.Casciano distante sei chilometri ci vollero più di due ore, arrivati dal meccanico, questi rimise il tutto a posto e ritornammo a Mercatale, a metà strada arriva l’inconveniente: infatti alla curva più stretta Cappone piega e disgraziatamente gli rientra il blocca sterzo con conseguente “boccata” in terra. Cappone agonizzante, noi a ridere, con vespe e motorini appoggiati al muro di fronte ridevamo come pazzi... ovviamente senza che Cappone venisse soccorso.

Bidet con la lingua per tutti- Una sera estiva verso le dieci, eravamo tutti in piazza e non sapevamo cosa fare quindi chiediamo a Cappone di fare qualcosa per ravvivare la serata, lui si alza e dice di metterci tutti in fila perché vuole leccare l’ano a tutti. Una decina di ragazzi in fila ad aspettare il turno, il tutto si svolgeva in un arco che poi sfondava nel retro della piazza, non troppo vicino a case o al bar. Da quella sera mangiavamo fagioli apposta per fare peti durante l’operazione, uno dei ragazzi che se lo faceva leccare diceva che dopo mentre camminava si sentiva scivolare le chiappe. Dopo aver fatto queste cose lui si arrabbiò e preferì farci le pompe e noi di conseguenza a cercare di fare pissing in bocca.

Gli allenamenti mancati- Gufo era uno dei giocatori migliori della squadra giovanile del paese e la domenica mattina doveva andare a giocare e non si era presentato perché era ai bagni pubblici a farsi fare una pompa da Cappone, fuori c’era Castorone in bicicletta a fare la guardia perché traviasse l’allenatore qualora arrivasse, in quel caso doveva picchiare tre volte sulla porta. L’allenatore venne a cercare Gufo e vedendo Castorone gli chiese informazioni, immediatamente lo spedì ai bagni pubblici. Picchiò (guardacaso) tre volte sulla porta, Gufo aprì pensando che fosse Castorone e invece era l’allenatore che cominciò tiralo per un braccio invitandolo a giocare mentre Gufo era in piedi con i pantaloni ai piedi e Cappone piegato con il pene in bocca. Subito quest’ultimo cominciò a tirare per l’altro braccio Gufo perché voleva finire il tutto prima, era geloso.  

La Barzelletta- Era  uno  dei  soliti  venerdi  alla  pizzeria  la  Calcinaia, ma  quella  volta  venne  anche  il  mitico  Cappone,che  di  solito,  non  poteva  venire  in  pizzeria,   perché  la  su  nonna  aveva  imparato  a  nascondere  meglio  il  portafogli,  e  cosi  Cappone  era  in  bancarotta, ma  con  una  colletta,  forse  non  troppo  umanitaria, e  disinteressata, anche  Cappone  poté  fare  parte  del  gruppo.  Il  Gufo  gli  si  sedette  vicino,  per  fargli  da  consigliere, e  ti  pareva,  se  perdeva  un'occasione  così, Cappone,  fu  messo  capotavola,  e  gli  fu  chiesto  di  raccontare  una  barzelletta. Lui  si  fece  pregare  un  po' , come  era    nel  suo  costume,  poi  decise  di  allietare  noi  comuni  mortali  con  due o tre  barzellette  migliori. Cosi  iniziò:  Allora  ragazzi,  ascoltate  bene  eh. C'era  un  ragazzo  col  motorino, e  il  Gufo subito  lo  interruppe,  e  chiese, ma  come  era  questo  ragazzo,  vivo,  in  cinta,  o  in  coma? Si  perché  tutte  le  volte  che  Cappone  provava  a  dire  qualcosa  ,  il  Gufo  per  farlo  incazzare,  gli  diceva: Come  era  vivo,  in  cinta,  o  in  coma?” e  Cappone  era  costretto a  iniziare  nuovamente,  quindi  la  seconda  volta,  ricominciò: “allora  c'era  un  ragazzo  col  motorino, che  trova  per  la  strada  una  donnina”,  e  il  Gufo  fece la stessa domanda.  Cappone  allora  noooooo , io  maiale , era   una  donna  normale  hai  capito,  e  inizio  un'altra  volta,  allora,  c'era  un  ragazzo  coi  motorino,  che  trova  per  la strada  una  donnina,  e  gli  dà  un  passaggio,  poi  dopo  10  minuti  trova  un  omino” e  il  Gufo: ”com'era,  com'era  questo omino, vivo, in  cinta, o  in  coma ?” A  questo  punto  Cappone  non  ci  vide  più, scattoò  in  piedi  nel  mezzo  di  ristorante  pieno  di  gente  come  un  uovo,  e  disse :  “..donna  puttana,  troia, maiala,  t'ho  detto  che  era  normale, come  te, come  me, come  tutti. Hai  capito  imbecille?”, nel  ristorante  calò il  silenzio  di  tomba, e  il  gestore  del  ristorante,  preoccupato  del  buon  nome  del  locale, corse  verso  Cappone,  e  gli  ordinò  di  mettersi  a  sedere. Passati 5 minuti, quando le acque si erano calmate, tutti pregarono Cappone di  raccontare un'altra  barzelletta, ma Gufo fu prima costretto, a promettere che non gli avrebbe  più rotto il cazzo. allora  Cappone  inizio  con  la  sua seconda barzelletta. Oh  ragazzi sentite, c'era un contadino con una fava così, e il Gufo  subito eeeh (fece  da  sordo) e Cappone, allora c'era un contadino con un fava così gesticolando, e il gufo ,come? Cappone nervoso, ho detto, c'era un contadino con una fava cosiì con tono di voce alto, ma  gufo, eeehh  come? Cappone crollò, scattò in piedi e disse a squarciagola “ ..donna  puttana, c'era un contadino con una fava cosi…”  ammiccando con la mano un buon 30 centimetri di braccio, noi  scattammo  tutti  a  ridere. Una  vecchia  nel  locale,  disse  a  Cappone  che era maleducato, e lui: vaffanculo puttana, arrivò di nuovo il  padrone e disse di andare fuori o  avrebbe chiamato i Carabinieri. Fu  una cosa  fantastica,  vorrei  vederla  di  nuovo. 

 

La Carrozzeria- Cappone  era  solito  andare  a  trovare  Gufo,  quando questi era a lavorare. A quel  tempo  Gufo  lavorava  nell'impresa  edile  del  padre,  che  non  vedeva  certo  di  buon  occhio  Cappone,  accusato  troppe  volte  di  voler  traviare  Gufo ,sulla  strada  della  perdizione. Tutte  le  volte  Cappone  diceva  a  Gufo: “Che  cavolo  fai  qui  ,  e'  troppo  caldo,  molla  il  lavoro e  vieni  con  me”;  il  padre  di  Gufo, uomo  di  carattere  forte,  quando  sentiva  questi  discorsi,  sbottava: “cosa  vuoi  fare?  Lui  rimane  qui,  perché  se  viene a  fare  il  bischero  con  te,  perde  il  lavoro,  perché qui un  c'e lo  voglio più”. Allora  Cappone  pensando  di  fare  un  piacere  a  Gufo,  diceva,  non  ti  preoccupare  Gufo ,  che  se i'  tu  babbo  ti  butta  fori  di  casa,  ti  piglio  io  a  lavorare  nella  mia  officina  a  Firenze, e  il  padre  di  Gufo: “i ‘che  ,  tu  hai....  l'officina  a  Firenze, i'  bischero,  vedi!” e  Cappone: “certo! Se  tu  vieni  a  lavorare  da  me  Gufo,  ti  do  un  milione e  cinquecento  mila  lire  al  giorno,  poi  in  officina  c'é la  piscina, la  discoteca, sala  massaggi, e  piano  bar, e  poi  p---e  a  volontà”. Ecco  fatto, ora Gufo  si  sentiva  molto  meglio, sapeva  che  un  lavoro  nell'officina  di  Cappone,  lo  avrebbe  sempre  trovato.

La vespa turbo- Ginseng era in vespa con Cappone e Gufo portava Maiden, il tutto per misurare la velocità del turbo della vespa di Cappone. Gufo e Maiden però tiravano gli scaracchi e prendevano in faccia gli altri due sull’altra vespa così Ginseng comincia ad incitare Cappone alla reazione violenta. Appena arrivano in piazza, Cappone scende e prende per la gola Gufo che istantaneamente gli tira due cazzotti nello stomaco e lo stende. Cappone si rialza traballante e contemporaneamente passa Castorone in vespa che, vedendo la scena gli urla : “Cappone, te le danno... buco !”, Cappone si rialza e in assetto di guerra si mette la cintura metallara, la fascia mimetica in testa e i polsini e parte su una ruota davanti al bar ovviamente fra il vocìo della gente comune.  

Pissing- Cappone fu il primo fautore della vespa a pissing, infatti tutto il gruppo, e a volte anche qualche esterno
per l'occasione, si divertivano a fare il pieno a Cappone, quando lui lasciava la vespa incustodita fuori del bar, 
per andare a giocare con i video games. Bellissime le grippate che avvenivano poco dopo le partenze a
razzo dal bar.

La vespa sulla panchina- Quando Cappone andava via dal paese con qualcuno e lasciava la vespa in piazza nova, immediatamente veniva presa di peso e messa sulle panchine in cemento alte quaranta centimetri ma pari e piatte, quindi passando ci si trovava spesso e volentieri di fronte a cose di questo genere.

La sòla- Sabato pomeriggio Castorone e Gufo in Piazza. Arriva Cappone e gli chiede se hanno un po’ di “roba”, più specificamente del “Libano Rosso”, i due si guardano e prendendola al volo dicono di si, l’appuntamento per la consegna è qualche ora dopo in un’apposita bustina messa per Cappone dietro un mattone all’interno di un’arcata ecc....nello stesso posto doveva lasciarci quaranta carte. Castorone e Gufo corrono a casa di quest’ultimo a prendere del thè inglese prontamente colorato con la tempera rossa. Tutto avviene secondo programma, Cappone però aveva portato queste buste ad un noto tossico che gliele aveva chieste davvero e vistosi arrivare il thè con la tempera lo prese a pugni, il tutto una domenica pomeriggio a S.Casciano alla discoteca Shakira. Cappone dopo voleva uccidere i due che però si scusarono con lui dicendogli che anche loro erano stati truffati.

Gara di bevuta di liquore Strega- Cappone contro un ragazzo di Mercatale, a Cappone gli servivano un bicchiere per volta di liquore Strega, all’altro gli servivano spuma al cedro. Cappone perde per sette a sei ma solo perché cade in terra e si sente male.

Gara di resistenza di orologi- Tutti a mangiare la pizza, Cappone si vantava del suo Rolex da due milioni, Castorone sosteneva che fosse meglio il suo orologio Ferrari da dieci mila lire comprato dal marocchino, Cappone voleva fare la gara di resistenza fra gli orologi con Castorone, chi perde paga la pizza. Escono di pizzeria, ognuno con l’orologio dell’altro in mano e tiravano nel muro con violenza, alla dodicesima botta nel muro il Rolex esplode, il Ferrari resiste anche se distrutto. Cappone si avvicina e rimane serio a guardare i resti mentre Castorone e gli altri ridevano come pazzi.

La zanzara nella pizza- Cappone era a mangiare la pizza con la Dark, diventata la sua ragazza. Arrivano Gufo e gli altri che si siedono al tavolo accanto, il tutto all’aperto. Una zanzara sorvolava Castorone che con una mossa con il coltello la buttò giù a terra. Castorone chiede a Gufo di tenere occupato cappone, intanto Castorone butta la zanzara nella pizza della Dark la quale tagliandola tira su il pezzo con le gambine che si muovono e inizia a strillare. Cappone subito dopo voleva uccidere Castorone.

Acrobazie in vespa con i palloncini- Tutti al campo sportivo, cominciano a parlare di quell’americano che in Ciao andava su una ruota con un palloncino gonfiato in bocca, Cappone non si fa pregare e chiede due gavettoni. Parte su una ruota con i palloncini gonfiati e gli applausi del pubblico. Gufo gli fa notare che in Islanda uno era andato su una ruota con tre palloncini, Cappone vuole la prova con quattro, parte e ce la fa per poco... grandi applausi degli altri. Appena fatto Gufo gli fa notare che in Guatemala uno è riuscito ad andare su una ruota con cinque palloncini ed in più con tutti e due i piedi su un pedale, Cappone ne vuole sei. Accontentato non gli entrano quasi in bocca, appena partito gli s’inchioda il pedale in terra e casca in terra, gli si versa la benzina, un ragazzo gli da fuoco con l’accendino e lui fa l’acrobata sul fuoco con il motorino.

Moment per Playgine- Cappone cercava insistentemente le Playgine per andare a scopare con la Dark, Gufo e Castorone gli vendevano le pasticche di Moment a venti mila lire l’una, l’effetto era stravolgente.  

La Neve- Quando  a  Mercatale  nevicava, era  ormai  diventato  tradizione, nascondere  la  bicicletta  a cappone sotto  tonnellate  di  neve. Lui  passava  le  ore  a  cercarla  per  tutto  il  paese, poi  dopo  50  volte,  aveva  imparato  dove  cercarla, e  cioè  sotto  la  montagna  di  neve  che  non  troppo  spontaneamente era  nata  in  piazza  nova , di  fronte  alla  Coop. Aveva  sviluppato  il  sistema  a  valanga  per  tirarla  fuori, faceva  una  grande  palla  di  neve  e  la  faceva  srotolare, sulla  montagna  di  neve che acquistava così  volume, dopo liberava rapidamente  la  bicicletta  dal  quel  grosso  carico. Peccato   però  per  lui  che  anche  Gufo, e  Maiden si  erano  evoluti,  infatti  prima  di  nascondere  la  bicicletta  sotto la  montagna  di  neve,  i  due si  preoccupavano  di  fare  un  giro  del paese  con  paletta e  borsetta,  per  raccogliere  tutte  le  merde  di cane,  che  c'erano  nella  zona,  per  metterle  intorno  alla  bici,  poi la  neve. Tutte  le  volte  che  cosi  Cappone  si apriva  la  valanga  con le  mani,  rimaneva  smerdato  completamente.

Rock’n’roll- In discoteca a S.Casciano i ragazzi aizzavano Cappone di ballare rock’n’roll, lui prendeva la Dark e improvvisava acrobazie volanti, al passaggio sotto le gambe si sentì il rumore sordo della capocciata in terra della Dark nonostante la musica

Giornali porno in chiesa- Castorone e Gufo come prova di grande coraggio convincono Cappone a portare i giornali porno in chiesa, i due gli strappavano tutte le pagine e lui doveva metterle una per panchina, lo vedevano e lo rincorrevano, lui scappava fra le risate degli altri.

CASTORONE

Ragazzo biondo, decisamente folle, cinico ma anche troppo simpatico.

Castorone e i raudi (petardi)- Bellissima quella volta che Castorone era vestito di bianco e metteva i raudi sotto i pozzetti delle fogne e stava sopra con i piedi, una volta lo scoppio fu potente e gli schizzi di letame lo riempirono da capo ai piedi.

Bombardamento alle monache- Gufo e Castorone lanciarono i petardi e i fischioni alle suore che avevano steso i panni, tutti lanciati oltre al muro; le suore chiamarono i vigili ma i due erano già scappati.

Il gatto fra i salumi- Al bar del campo sportivo la barista aveva anche il compito di pulire gli spogliatoi e quando si assentava un attimo, Castorone prendeva il gatto e lo metteva fra i salumi e i formaggi per fare i panini, l’animale ovviamente annusava e leccava tutto. Oltre a questo c’era chi pisciava nei vasi dei fiori, metteva i chewing gum nella tazza della cioccolata, attaccava le caccole al recipiente delle noccioline.

L’ape inchiodata- Castorone e Gufo alla Ginestra, fuori di un bar: un vecchietto ubriaco esce e spara qualche frase insensata ai due, entra nella sua ape. Castorone gli va dietro e ripiegato si abbassa sotto il cassino e lo regge insieme a Gufo, l’ape non parte, l’uomo sgassa vistosamente e lo lasciano andare di scatto, lui parte in tromba e a momenti non travolge una coppia che stava attraversando la strada di ritorno dal ballo liscio.

LUMIERA

Ragazzo testone, seguace di Gufo

Manifesto del sindaco- C’era un manifesto affisso del sindaco con la solita frase... il Sindaco avverte la cittadinanza che il giorno.... mese... anno verrà tolta l’erogazione dell’acqua ecc, fino alla data tutto era rimasto intatto. Ma sotto Gufo e Castorone avevano cancellato la frase successiva e sostituita con quella...”.Lumiera si è fatto fare i pompini dalla Dark.....”. Il Sindaco avverte la cittadinanza che il giorno.... mese... anno Lumiera si è fatto fare i pompini dalla Dark. Il nonno di Lumiera fece presente la cosa in casa e successe il finimondo, Lumiera per un mese non ha rivolto la parola ai due.

MAIDEN

Magrissimo ragazzo, amico e discepolo di Gufo, da quando quest’ultimo era diventato metallaro lui portava sempre il giubbotto jeans con la stampa degli Iron Maiden.

Imbrocco- Maiden  e  Gufo  andarono al Passo dei  Pecorai, a  imbroccare. Si  sedettero  di  fronte  al  bar,  e  per  fare  i  bomba, comprarono  tre bottiglie  di  vino, passarono  delle  amiche  che  si  sedettero  vicino  ai  due, cominciarono   a  chiedere  se  i  due  avessero  avuto  veramente  la  forza di  berle  tutte.   Gufo  e  Maiden fecero  la  scommessa  che  l'avrebbero  fatto  in  quindici  minuti. I  due  cominciarono  a   bere,  ma  avevano  già  bevuto  molto  anche prima  perche  venivano  dalla  pizzeria. Dopo  la  prima  bottiglia  Gufo  disse  che  non  ce la  faceva più, l'unica  speranza  di  vincere  la  scommessa  (favori  sessuali)  era  che Maiden, ne bevesse due. Gufo  cominciò  a  fare  un  tifo  incessante,  e  al  diciannovesimo  minuto  Maiden finì  tutto  il  vino,  ma  col  vino  finì  anche  la  lucidità. Maiden,  di lì a  poco  iniziò  a  vomitare,  e a dire  di  andare  a casa.  Gufo  era  intenzionato  a  riscuotere  prima, ma  Maiden  crollò.
I due  se  ne  andarono  con  la  Px,  ma  Maiden  era  così briaco,  che  a  ogni  curva rischiava  di  cadere  dalla  vespa. Gufo  allora  lo  legò  al  portapacchi  con  una  fune, e  lo  portò a  smaltire  la  sbornia. Quando  Maiden  si  riprese, gli  chiese  se  avevano  già  riscosso  la  scommessa, il  Gufo  lo  mando  a  cacare.

Maiden fa la vespa custom- Stavo andando con la mia vespa verso in campo sportivo quando vedo una ragazzina di dodici anni con la vespa PX 125 di Maiden che sta venendo a cento all’ora, non riesco a capire. Torno su dal Campo Sportivo e vedo un mucchio di gente in mezzo di strada, la vespa di Maiden appoggiata al cipresso, Maiden e la ragazzina che piangevano, Castorone, Ginseng e Lumiera a ridere, la mamma di Ginseng chiede spiegazioni sul come mai Maiden gli avesse prestato la vespa, così non sa rispondere e si becca due manate ovviamente fra le risate ancora più grasse di noi presenti.  

Pizzeria La Vespa- Come  ogni  venerdi  il  gruppo  si  riunì,  alla  Calcinaia, per  la  solita  pizza  sega.Parcheggiammo  le  nostre  moto  in  fronte  all'ingresso,  e  vedemmo che  il  titolare  aveva  messo  una  panchina, in  modo  che  la  gente  che  doveva  aspettare, potesse  comodamente  sedersi. Gufo  e  Castorone  ebbero un'idea,  con la scusa  di  andare  a  prendere  le  sigarette (Gufo  manco  fumava). Andarono  fuori,  presero  la  vespa  di  Cappone, la  nuova  pk  fiammante, la  misero  sulla  panchina,  poi  il  Gufo  prese un pezzo  di  cartone  dal  cassonetto  della  spazzatura,  lì  vicino,  e  scrisse  "Vendesi   occasione  50.000  lire". La  gente  che  entrava  al  ristorante  rideva,  e  commentava  il  prezzo  della  vespa. Alla  fine  della  serata,   il  pizzaiolo  rendendosi  conto  della  fantastica  promozione  venne  al  tavolo  a  fare la  sua   offerta: 30.000  lire. Quando  Cappone  senti della  vespa  in  svendita,  si  mise  a  ridere  a  squarciagola,  perchè  pensò  che  la  vespa  in  questione, fosse quella  di  Maiden,  ma  quando  realizzò  il  tutto,  s'incazzò  incredibilmente  con  Maiden,  perchè  nella  trappola  ci  era  cascato  lui.

Pipistrello attaccato ai capelli- Tutti in comitiva con la vespetta in viaggio per Greve in Chianti dove il venerdi si proiettava il cinema porno. Maiden è dietro a Gufo in vespa. All’altezza di Greti fra i boschi un pipistrello si attacca ai capelli di Maiden, tutti si fermano, Maiden non riesce a togliersi l’animale dai capelli, lui piangente e noi sdraiati in terra dalle risate...

Passaporto per la provincia di Siena- Girata a Siena di Maiden, Gufo e Castorone. Arrivati a metà strada Castorone chiede a Maiden se è provvisto di passaporto visto che la nuova legge che lo richiedeva. Maiden non ce l’aveva e Castorone decise di prendere un tragitto alternativo per evitare la dogana: così tutti per il busco e i sentieri fino ad una piazzola piena di fazzoletti, cacate e giornali porno. Qui lasciarono Maiden da solo con la scusa di andare a vedere cosa succedesse alla dogana e tornarono a prenderlo ore dopo.

Gli occhiali volanti- Gufo, Castorone e Maiden a Chiesanuova su una panchina, di fronte cinque ragazze. I tre tirano fuori una canna e se la fumano, Castorone dopo fumato aveva il vizio di mettere le mani intorno alla faccia degli altri; così va intorno a Maiden, gli infila le mani sotto gli occhiali che volano disgraziatamente per alcuni metri fino ad arrivare ai piedi delle ragazze, Maiden si alza e va a riprenderseli, tutti in silenzio finché dopo averli raccolti ed essere tornato indietro tutti gli altri ridono come pazzi.  

Wimbledon- Era  in  pieno  agosto, in  tutta  l'Italia  c'era  solo  la  banda  di  Gufo che  non  era  andata  al  mare. Ci  stavamo  veramente  rompendo   il  c---o, poi  Gufo  ebbe  una  delle  sue  idee,  per  fare  quattro risate. Perché  non  facciamo  una  partita  a  tennis, alla  cava, zona  sportiva  di  Mercatale. Nessuno  aveva  toccato  mai  una  racchetta  e  tutti  erano  scettici,  ma  dopo  molte  conversazioni,  il  Gufo  riuscì  a  convincere  Maiden, Cappone,  e  Patisci,  per  uno  storico  doppio. Il  Gufo  s'incaricò  di  riservare  il  campo,  chiaramente dalle  7 alle  8  di  mattina,  perché  voleva  rompere  il  cazzo  a  tutti  gli  altri,  che  solitamente  non  si  erano  mai  alzati  prima  di  mezzogiorno  in  vita  loro. Andò  a  prendere le  chiavi  dall'edicolante  di  Mercatale,  che  era  anche  il  custode  del  campo, il  quale  si  raccomando'  molte  e  molte  volte di  stare  attenti  all'acqua,  alla  rete,  al  tipo  di  scarpe  da  usare. Il  gufo  rispose  "stai  tranquillo,  e  tutto  a  posto" ma  non  so  fino  a  che  punto  l'edicolante  si  fosse rassicurato. Andammo  tutti  al  campo,  mancava  solo  Patisci, gli  altri  si  stavano  spazientendo,  perché  il  campo  era  già  stato  prenotato  da  una  coppia  per  l'ora  seguente. Tutto  a  un  tratto  nel  silenzio  del  mattino,  e  con  circa  15  minuti  di  ritardo,  un  rombo  incredibile,  e  Cappone  chiese  agli  altri  dove  da dove provenisse  questo  tornado, (aereo  militare,)  il  Gufo  gli  rispose:  “Fava,  questo  é  patisci,  con  la  vespa  smarmittata, infatti  cosi  era. “Dai  scemo”  disse  Maiden  a  Patisci, sei  in  ritardo,  vieni  a  giocare,  e  Patisci: “Ok,  arrivo  subito”. A  questo  punto  il  Gufo  ebbe  come  la  sensazione  che  qualcosa  non  andasse, guardò  le  scarpe  di  Patisci, e  vide  un  bellissimo  paio  di  zoccoli  olandesi. Subito  esclamò: “O’ scemo ma  che  cazzo  di  scarpe  ti  sei  messo  per  giocare  a  tennis?”, Patisci  rispose:  “non  e'  colpa  mia,  la  mi’ mamma  mi  ha lavato  le  scarpe  da  ginnastica,  erano  tutte  molli”, il  gruppo  rimase  in  silenzio  qualche  istante ,  tutti  si  guardarono  negli  occhi, poi    si  schiantarono  dalle  risate,  e  Cappone  che  proprio  un  genio non  era,  disse  a  Patisci  che  uno  grullo  come  lui  non  l'aveva  mai  visto.

Poi  il  Gufo  fece  le  scelte,  e  si  mise  in  coppia  con  il  suo  fedele  scudiero Maiden. Sull'altra  coppia  (Cappone e  Patisci  meglio  non  fare  commenti). Maiden  chiese  a  Gufo  se  voleva  stare  a  fondocampo, sotto  rete, capì subito la  pericolosità della  cosa, quindi  disse che voleva stare  a  fondocampo. Cominciò  a  battere Cappone,  per  lui  non  era  cosa  nuova, fece  circa  45  o  46  battute,  ma  la  pallina non  superò  mai  la  rete. Patisci  s'incazzò e  disse  che  ci  pensava  lui. Prese  la  pallina  e  la  spedì  a  tutto  foco  ni'  burrone  circostante,  e  non  solo  una volta, ma quattro. Gufo  si  rese  conto  che  le  palline  che  avevano erano  solo sei, e  disse  che  bisognava tenerle  care,  e  quindi  rimandò subito   Cappone  a  battere. Questa  volta,  non  so  come, la  pallina  passò la  rete, Gufo  ribattè a  caso,  ma  Patisci  e  Cappone  si  ostacolarono  a  vicenda,  e  cosi  ci  fu  il  primo  15  dopo  circa  45  minuti. Cappone  battè  di nuovo, Gufo rispose con  un  pallonetto  molto  molto  lento, si  vide Cappone  che  stava  caricando  la  schiacciata con   tutta  la  rabbia  e  la  potenza  possibile,  incocciò la  pallina  perfettamente ma purtroppo  la  mira  non  fece  altrettanto e  colpì in  pieno i testicoli di Maiden , che  si  accasciò dolorante,  mentre  tutti  ridevano. Intanto  gli  zoccoli  di  Patisci  avevano  creato  diversi  solchi  nel  manto  di  terra  battuta, ma  il  gruppo  sembrava  non  farci  caso. Poi  iniziò  Maiden  a  battere,  era  l'unico  che  aveva  fatto  un  po'  di  esperienza  coi  racchettoni  sul  mare  quando  era  piccolo, e  non  ebbe  difficoltà  a  fare  passare  la  pallina  sopra  la  rete,  il  problema  è  che  il  team  Cappone  -  Patisci  non  era  mai  in  grado  di  ribattere, e  il  nervosismo  tra  i  due  cominciava   a  serpeggiare e si  davano  le  colpe  a  vicenda. Dopo    qualche  minuto  successe  l'irreparabile. Patisci  incazzato  come  le  bestie  si  avvicinò  alla  rete e  con  la  racchetta  gli  dette  una  randellata  sopra,  la  rete  crollò  fra  lo  stupore  generale,  e  non  furono  più  in  grado  di  rialzarla. Decisero  che  tutto  sommato  non  era  un  male ,  perchè avrebbero  avuto  vita  più  facile  a  giocare,  ma  non  avevano  fatto  i  conti  con  Patisci,  che  spedì  le  ultime  due  palline  nel  solito  borro. Ora  davvero  non  c'era  più  niente  da  fare,  la  partita  era  finita.  Cappone  si  offrì  di  dare  una  bagnatina  al  campo  perchè  l'aveva  visto  fare  in  televisione,  peccato  che  non  aveva  visto  se  dopo  chiudevano  l'acqua  o  no, e  cosi  senza  volere, la  lasciò  aperta. Riconsegnammo  le  chiavi  all'edicolante  che  chiese  se  prima  di  venire  via  avevamo  dato  un  po'  d'acqua,  gli  rispondemmo  di  sì. Dopo  circa  20  minuti,  che  Gufo  era  tornato  a  casa  ricevette  una  sorprendente  telefonata,  guardacaso   dall'edicolante  inveperito  che  disse  che  avrebbe  denunciato  tutti  e quattro ai  carabinieri, e  di  non  farsi  piu' vedere  in  paese. Quante  storie  per  un  po'  d'acqua. 

 

                                                                     MANIGLIONE                                                                                                            Uomo di oltre cinquanta anni fulminato, inventore della vespa a pannelli solari.

L’innesto fra il ramo di pesco e la vespa- Oltre alla vespa a pannelli solari alle ricette in coreano, ecc Maniglione aveva provato l’innesto fra un ramo di pesco e la vespa, il ramo di pesco era legato alla vespa, ma stranamente gli seccò.

Colazione con il casco- Ogni mattina Maniglione si recava al bar senza sfilarsi il casco, apriva la visiera, prendeva il caffè, la richiudeva, pagava e se ne andava.

MANOMBRA

Ragazza fulminata, emanava cattivo odore da molti metri, condizioni di vita incredibili.

Attentato- Gufo e Castorone alla Casa del Popolo, sentivano grugniti,  provenienti  dalla  sala  tv. Ma  che  sarà mai?,  andarono  a  vedere.....  Manombra  guarda  la  tv  da  sola,  e  ride  come  se  capisse. Ne  approfittano  subito,  corsero  al  cesso,  facendo  delle  enormi  palle  di  carta  igienica  molle,  mettendole  sotto  il  giubbotto,  per  attraversare  la  sala piena  di  gente, una  volta  dentro la  sala  tv....la  presero  alle  spalle  e  le  strofinarono la  carta  igienica  in faccia, operazione  ripetuta  cinque  volte,  perchè  Manombra  non  voleva  mollare  la  sala, le piacevano  i  cartoni  animati a  quaranta anni. I due sapevano  che  prima  o  poi  sarebbe  scoppiata  a  piangere,  e  sarebbe  andata  a  chiamare  la  mamma, che  stava giocando  a  carte  nella stanza  vicino,  infatti  la  previsione  si  avverò, la vecchia gli  dette  dietro,   ma  i due avevano  già  preparato  scariche  di petardi  "avvorticciolati"  insieme  per  la  miccia, e  una  volta  fuori  dalla  Casa  del  Popolo,  l'attentato  scattò. Manombra si  avvicinava  caracollante e  lenta,  colpa  della  sua  enorme  mole,  sembrava  che  tutti  i  petardi  fossero  suoi, del  resto  era  difficile  mancarla  da  pochi  metri, tutte  le  volte  che  i  petardi  gli  scoppiavano  ai  piedi ,  si  portava  la  mano  al  cuore,  ed  esclamava....  “o  mamma  mia,  che  paura”,  voleva  vendicare  la  figlia,  i  petardi  stavano  finendo, allora  i due decisero di  portarla  ai  viai per un’imboscata,  infatti  mentre  Castorone  la  teneva  occupata  con  gli  ultimi  petardi,  Gufo corse  ai  vicini  viai,  prese  una  borsa  della   spazzatura  (c'era  il  cassone  accanto)  vuotò  la  borsa,  un  profumino...,  e  la  riempì  d'acqua,  aspettò Manombra  dietro  l'angolo, e  vai, dopo tutto  a  Mercatale  lo  dicevano  tutti  che  Manombra  si  doveva  lavare  di  più..

Panino sottobraccio- Manombra stava leggendo Topolino alla rovescia e rideva, nel mentre stava mangiando un panino al prosciutto quando la mamma la chiama di ritorno dalla Coop per farsi aiutare a portare la spesa. Prende le due borse, lascia il giornalino e il panino se lo mette sotto l’ascella (era agosto pieno), passa davanti al bar dove c’erano due ragazzi di cui uno debole di stomaco. Davanti a lui Manombra si ferma lascia per un secondo le borse, agguanta il panino e gli dà un morso, se lo rimette sottobraccio, riprende le borse e riparte, uno dei due ragazzi inizia a vomitare e l’altro gli regge la fronte.

La distruzione della porta di casa- Gufo e Castorone per l’ultimo dell’anno, tirarono del cemento contro la porta di casa di Manombra che il giorno dopo la rifece con l’incolpevole Maiden il quale era a mangiare fuori all’Impruneta. Infatti prese due schiaffoni dalla madre scesa al bar alle due di notte in camicia da notte.

PATISCI

Ragazzo alto e magrissimo, fulminato con  famiglia disagiata.

I peperoni nel coniglio- Una volta siamo andati a casa sua a chiamarlo ma ancora lui doveva mangiare. Sua madre stava preparando il coniglio e Patisci si raccomandò che la madre non ci mettesse i peperoni altrimenti si sarebbe arrabbiato di brutto. Parlavamo e d’un tratto si vede la mamma che prende i peperoni e li getta insieme al coniglio. Patisci se ne accorge, si incazza e quindi la mamma gli tira uno schiaffone; lui prende il mestolo e lo tira in mezzo alla fronte della madre, lei sviene e cade in terra, noi impauriti vogliamo chiamare un’ambulanza ma Patisci ci tranquillizza e dice che fa sempre così e poi si riprende. Così con un po’ d’acqua la facciamo risvegliare.

La smarmittata nella diritta del Passo dei Pecorai- Una domenica pomeriggio avevamo deciso di andare a Dudda (ci ispirava il nome) località nel Chianti non troppo distante da Greve in Chianti. Lumiera era dietro a Patisci, Gufo con Castorone, il Fattore aveva dietro Maiden. Arrivati nella spianata del Passo dei Pecorai Patisci era primo e stava superando una Fiat 500 con quattro persone a bordo, ce la stava facendo a pelo a quando gli si smarmitta tutto. Rumore assordante e la marmitta che frega in terra facendo scintille che schizzano anche sulla macchina. Intanto Patisci e l’autista della macchina si stanno guardando: quest’ultimo comincia a smanaccare a Patisci che intanto sta perdendo velocità. Scena bellissima, passano davanti al bar del paese e tutti urlano a Patisci; intanto Ginseng si era incappucciato dalla vergogna, ovviamente Patisci rinunciò al viaggio e tornò indietro ripassando davanti al bar facendo rumore con la gente ancora più incazzata.

Gara di masturbazione- Il venerdì sera il cinema di Greve (il Boito che per l’occasione chiamavamo Coito) offriva film a luci rosse, Patisci insieme a Staglione fanno a gara a chi si masturba più volte durante il film, vince Patisci sette a sei, l’eiaculazione avveniva nei calzini, La Dark a guardare e ridere, durante il ritorno crisi di sonno varie.

Marmitta nuova- Patisci era galvanizzato dal fatto che la sua vespa finalmente avesse una marmitta nuova, inizia una discussione con Castorone il quale sosteneva che la marmitta non avrebbe resistito alla potenza di un petardo. La prova viene fatta, una botta enorme e la marmitta si stacca dal collettore. Patisci serio che guardava la marmitta staccata e gli altri a ridere.

Indifferenza con fastidio- Patisci dopo aver fumato una canna insieme agli amici era solito parlare in continuazione. Castorone accentuava fortemente il fatto di essere sconvolto si avvicinava a Patisci mentre parlava. Emettendo suoni non ben definiti gli metteva le dita nel naso, Patisci continuava tranquillamente a parlare anche in questo modo finché non si arrabbiava.

Portapacchi svitato- Gufo e Fattore svitano il portapacchi davanti alla vespa di Patisci che monta entrambe le sorelle e parte. Alla prima curva si sgancia e cade nella ruota davanti, cappottano e volano tutti e tre nel campo adiacente. Ritornano rotti e sanguinanti... tutti a ridere.

Record  Mondiale  Frenata- Era  una  serata  di  merda a  mercatale,  come  tante altre  del  resto,  dovevamo  fare  qualcosa,  per  ridere. Meno  male  che  passò Patisci,  con  la  sua  bellissima  vespa, tra il rosa e il viola, ancora  oggi  non  ho  capito  bene,  di  che  colore fosse. Spastico  come  lui, erano  alcuni  giorni  che  decantava le  gomme  nuove  della  sua  vespa, che  per  lui  erano  come  avesse  trovato  acqua  nel  deserto,  quindi  Gufo pensò  bene,   che  quella  stessa  sera  doveva  finirle  del  tutto. Cominciò Gufo  a  parlare  del  nuovo  record  mondiale fatto in  Islanda  da  un  contadino con  la  Moto  Guzzi, (insomma  una  cosa  assurda)   ma  per  lui  credibile. Una  strisciata  di  gomma  sull'asfalto  lunga  cento  metri,  e  che  nessun  altro  al  mondo  sarebbe  stato  capace  di  fare. Guarda  caso lui  si  senti  subito messo  in  causa,  come  fosse  stato  parente  del  contadino  islandese,  ma  che  cazzo  c'entra  lui,  pensava Gufo  dentro  di  se, Castorone  pensò  bene  che  se  voleva  battere  il  record  non  sarebbe  bastato  la  rincorsa  da  Piazza  Nova,  (eravamo  di  fronte  all'asilo) ma  doveva  partire  dal  Bar  di  Briciolo, attraversare  l'arco  di  Piazza  Nuova, tenere  la  vespa  in  marce  corte,  per  fargli  spaccare  il  motore,  e  cominciare  a   frenare  dal  vecchio  cinema,  di  Bendone. Eravamo  in  sei  e  ci  mettemmo,  uno  ogni  sette, otto  metri,  avevamo  la  funzione  di  boa  segna  metri. Il  primo  erano  dieci  metri  di  frenata,  il  secondo  venti  ecc. Lui  partì  a  tutto  foco  dal  bar  di  Briciolo,  rischiava  d'ammazzare  qualcuno  sotto  l'arco  tutte  le  volte ,  perché  era  pieno  di  gente  che  posteggiava  in  piazza,  per  andare  al  bar prima, e  quando  arrivava  all'altezza  del  cinema, con  la  vespa  imballata e  fumante,  doveva  scalale  dalla  quarta  alla  prima  tutto  insieme,  perché  gli  s'era  detto  noi,  e  cominciare  quindi  la mitica frenata. Ma  guarda  caso  le  boe  umane  si  muovevano  da  sole,  in  modo  che  il  record  del  mondo, non  veniva, mai  sorpassato, quindi  99  metri  la  prima  volta,  99.50 la  seconda  99 e  tre  quarti  la  terza. Eravamo  vicini  a  esaurire,  la  numerazione,  perché  la  cosa  durò  dalle  nove  al tocco  e  mezzo  di  notte,  fra  le  risate  generali e  le  imprecazioni  di  Patisci  perché  le  gomme  nuove  erano  diventate  paniccia, 

Sostituzione Cartelli Stradali- Facemmo capire a Patisci che il  comune  di  San  Casciano aveva deciso di sostituire,  alle  Banderuole, area artigianale di Mercatale Val di Pesa, i cartelloni stradali esistenti, con alcuni più belli, e dava un  premio di 50.000 lire  per ogni  cartello  distrutto, perché non aveva il tempo di venire a toglierli, Patisci pensò bene di guadagnare qualcosa, quindi per distruggerli doveva  pigliare  la  rincorsa e schiantarsi contro i cartelli. All'inizio  era  preoccupato per la vespa,  ma  Gufo e gli altri  lo  rassicurarono  subito, (te  lo  immagini). Fava -gli  disse Gufo-,  "Non  sai  nemmeno  fare  2  conti,  se  tu  pigli  50000 lire  ogni  cartello  che  tu distruggi  dopo  tu  poi  comprare  la  PX  125  vespa  di  cilindrata  superiore", Patisci, ci pensò su due secondi e disse: “ja, ja”, in tedesco. Lo diceva tutte le volte che  voleva far capire che lo avrebbe fatto,  e  cominciò  l'opera  di  bonifica  area  Banderuole. Scintille di fuoco dalla  marmitta,  rincorse  e schianti, il  parafango  della  vespa  era  maciullato  dalle  legnate, dopo più di un’ora che le  monache  vociavano dalle finestre, minacciando di chiamare la polizia, si mandò Patisci a riscuotere dal Macchione,  perché Castorone gli disse che lui era il cassiere del Comune, guardacaso il Macchione era veramente stressato in quel  periodo,  perché doveva condurre una difficile guerra contro Gufo, Bendone e Castorone,  perché tutte le sere gli  andavano a fregargli le ciliegie e a sonargli il campanello. Quando Patisci suonò il campanello, (e il Macchione non lo  sapeva che era loro amico) lo accolse con particolare calore (a sassate) ma perché?  visto che Patisci ha fatto un servizio  alla  comunità?

LA  DARK

La sorella  di patisci

La spesa alla Coop- La Dark era andata a fare la spesa alla Coop, quindi Gufo e Castorone erano fuori ad aspettare, quando uscì con la spesa le chiesero di riaccompagnarla a casa, lei accettò e ad un certo punto Castorone fece a La Dark in dialetto romano improvvisato : “Se fa nulla goll’uccello?” e lei rispose : “Un.. lo.. so..” quindi Castorone rivolgendosi a Gufo che aveva la Dark dietro sulla vespa fece : “Annamo mandrà.. sgomma.. a prima a destra..” così andavano ad imboscarsi ecc...

Con le materasse- Gufo, Castorone e Maiden portarono la Dark a casa dopo la spesa ma prima si fermarono ad una casa di contadini disabitata dove avevano già pronte le materasse per “combinare”. Per primo andò Maiden e gli altri due sul tetto a spiare; vedevano il culetto di Maiden che si muoveva, loro gli tiravano i sassolini e il borraccino ma Maiden non si rendeva conto di cosa succedesse.

La teoria della pompe- La Dark era famosa per le sue pompe e quando andavano in una decina a farsele fare aveva sempre paura di farsi eiaculare in bocca perchè la cosa gli faceva schifo e in alternativa preferiva il pissing che invece la rendeva felice.

Con la macchina della mamma di Gufo- Castorone aveva preso a prestito la macchina della mamma di Gufo per andare a sodomizzare la Dark alla strada nuova dietro il paese. Si vedeva il volto di lei appoggiato al vetro mentre lui da dietro la sodomizzava con forza emettendo anche parole tipo “tiè.. tiè”. Lei felicemente replicava a tempo “ahi..ahi..”. Sembrava che avesse vuotato un pozzo nero, in quella macchina dopo c’era un puzzo di bottino che non ci si stava, infatti la mamma di Gufo gli chiese cosa fosse successo all’interno. Gufo inutilmente la riempiva di deodoranti.

Giocare a nascondino- A casa della Dark andava tutta la banda. Siccome c’era la mamma, uno faceva la conta e gli altri a turno prendevano la Dark e giocavano a dottori nella capanna. Quando uno aveva finito andava a fare la conta e l’altro andava in capanna. La mamma della Dark usciva e si complimentava con i ragazzi che giocavano spensieratamente.

RANZANA

Ragazza con evidenti problemi fisici ma anche un po’ fulminata, da sempre innamorata follemente di Gufo.

Viaggio in macchina- Erano di ritorno da una discoteca Gufo, Castorone, la Ranzana e Silvana. Queste ultime due da dietro cominciarono a sghignazzare e a prendere in giro i due davanti. Castorone si arrabbiò e chiese a Gufo di fermare alla prima piazzola. Subito Gufo eseguì e corse vicino ad uno strapiombo dove cominciò a urlare : “Guardate....” e chiede a Gufo di fare la stessa cosa, arrivò la Panzana e Castorone con una spinta la buttò di sotto. Lei si rialzò e cominciò a risalire quando Gufo e Castorone iniziarono a orinargli addosso. Arrivò in cima che era fradicia e salì in macchina, c’era una puzza incredibile.

Gufo è indemoniato- In macchina: Castorone e la Ranzana davanti, Gufo dietro che nelle vicinanze di una casa nei dintorni di S.Casciano inizia a fare l'indemoniato e a dire frasi in latino, mano a mano che si avvicina, Castorone gli fa notare che succede tutte le volte che si avvicinano in quella zona e che parla in israeliano. La Ranzana fa fermare Castorone che guida, lei accarezza Gufo che volontariamente faceva finta di perdere la bava, cerca di avvicinarselo a lei quando trova un paio di forbici e gliele tira vicino alla mano, ovviamente per spaventarla. Per un pelo la Ranzana non rimane colpita. Appena riportata a casa i due sono stati due ore a ridere.

Guttalax- Gufo e Castorone alla Casa del Popolo di sabato pomeriggio insieme alla Ranzana e tutti gli altri. Gufo si alzò per andare a prendere da bere e la Ranzana gli chiese un Martini, partì per il bar anche Castorone che “casualmente” aveva in tasca un bottiglietta di Guttalax. Lo versò tutto nel Martini e la Ranzana se lo bevve, dopodiché tutti andarono a farsi una pizza che tutti mangiarono tranne la Ranzana che saltando la cena rimase un’ora e mezzo al bagno con tanto di rumore assordante di peti. Finita la pizza la Ranzana era ancora al cesso e gli altri la lasciarono da sola facendole pagare il conto.

Pissing- Tre ragazzi di cui ovviamente non si può fare il nome erano al piano di sopra di un circolo del paese, in trattative con la Ranzana per un ricco coito orale a tutti. Per facilitare la dissuasione uno di questi dopo aver toccato le tette della Ranzana, si tirò fuori il pene già barzotto sventolandolo vistosamente ; a questo punto intervenne un altro di questi ragazzi che, preso il casco dell’amico, lo sbatté violentemente sulla punta del membro di questo, il quale collassò dal dolore. La Ranzana impietosita vedendo sciupata tanta bella roba cedette ed offrì coiti a tutti quanti a turno: primo il terzo ragazzo, secondo quello che aveva preso la cascata e l’ultimo per punizione quello che l’aveva tirata. Quando arriva il turno di quest’ultimo, si presenta invece davanti alla Ranzana il primo (secondo un piano prestabilito), dicendo che la prima pompa non lo aveva soddisfatto. La Ranzana, offesa da tali parole, decise di avvicinarsi per accontentarlo quando questi cominciò ad orinare abbondantemente su di essa, mentre questa inutilmente sbraitava. Il ragazzo cercò di spiegarle che si trattava di una malattia alla quale non poteva far nulla e scappò. Ovviamente era tutto previsto ed il ragazzo scappato, prese la Vespa ed andò a prelevare l’altro che aveva saltato il turno, accompagnandolo allo stradone dove la Ranzana cercava di asciugarsi. Era ridotta un lerciume : aveva un vestito largo bianco con una “chiosa” di orina fino al collo e puzzava più del solito. Il ragazzo cercò di dare ulteriori spiegazioni e la Ranzana persuasa della sua buona fede per soddisfarlo gli diede appuntamento allo stesso posto, stessa ora con l’amico il giorno dopo.

IL LAZIALE

Ragazzo biondo normale fatto diventare la cavia della band successivamente.

Imbarazzo al Bar- Il  Laziale si  masturbò al  Boito,  con  il  porno,  e  dopo  al  bar  non  capiva  perché tutti  lo  guardassero, finché  non  si  accorse  di  avere  un  filo  di  sperma  dalla cerniera  dei  pantaloni  che colava  fino  alle  scarpe.

Le pompe con il registratore- Gufo e Faraona andarono a prendere in macchina a casa la Ranzana per andare a farsi fare una pompa, intanto nel baule c’èra il Laziale nascosto con il registratore. Era Ferragosto, c’erano i vetri appannati ma i due tenevano i vetri chiusi per farlo schiantare dal caldo, inoltre per strada cercavano di prendere tutte le buche possibili. Poco prima di farsi fare la pompa Gufo chiese di essere il primo, Faraona chiese di essere il secondo al che la Ranzana domandò se ce ne fossero più e Gufo disse che ce n’èra uno nel baule ma la Ranzana non capisce. Dopo, fatto tutto, ripresero le peggiori strade del mondo per ritornare in piazza, qui dopo aver scaricato a casa la Ranzana fecero scendere il Laziale dal baule completamente fradicio di sudore e quasi pronto per svenire.

TONNATA

Ragazza  di oltre 40 anni.

Il campanello di casa alle tre di notte- Protagonisti Gufo ed io che di ritorno dalla discoteca verso le tre di notte andavamo a casa di Tonnata a mettere lo stecchino al campanello per fare in modo che suonasse di continuo. Facevamo mezzo giro di piazza e ci fermavamo al buio. Il campanello stava suonando da almeno cinque minuti quando la finestra di cucina della Tonnata si illuminò, si vide che rovesciò un secchio d’acqua sotto senza ovviamente prendere nessuno. Suo padre era sordo e non sentiva il campanello. Allora lei scese in fondo alle scale, guardò il campanello e si misee le mani nei capelli e andò a svegliare il padre il quale a sua volta venne, tolse lo stecchino e andò a letto.

LA PRETAIOLA

Ragazza di famiglia benestante ed estremamente religiosa

Dito- Eravamo nello stanzino della Casa del Popolo di Mercatale insieme a Ginseng ed un altro ragazzo. La Pretaiola disse alle sue amiche che si era da allora fatta un “dito”; fin qui tutto abbastanza regolare anche se l’interessata era famosa a Mercatale per la sua religiosità, il bello fu che le ragazze non si erano accorte che dietro l’angolo c’eravamo noi. Una volta ascoltato tutto il discorso ci trattenemmo dal ridere per riuscire a non farci scoprire e sentire così altri discorsi “spinti” ma le ragazze se ne andarono poco dopo senza più dire nulla e non seppero mai della nostra presenza, appena uscimmo le sputtanammo subito.

Pelini neri- La Pretaiola fece un’altra rivelazione alle sue “fidate” amiche: affermò che in mezzo alla peluria del suo organo sessuale cominciava ad affiorare qualche sporadico “pelino” nero. La notizia destò scalpore fra le “amiche” ed era tanto clamorosa che non poterono fare a meno di “dirla” ai ragazzi della loro compagnia i quali ascoltarono attoniti.

STAGLIONE

Ragazzo leggermente ritardato, amico intimo di Patisci.  

Il Caffè- Erano  perlomeno  10  anni  che  andavamo,  a  mangiare  la  pizza il  venerdì sera  alla  Calcinaia, ed  erano  puntualmente  dieci  anni  che  Castorone,  alla  fine  della  cena,  metteva  il  sale  nel  caffè  di  Staglione,  sì  perché  lui  non  poteva  bere  il  caffè  come  tutti  i  cristiani  normali,  cioè assaporandolo  lentamente, no lui  doveva  berlo  tipo  wodka,  cioè  tutto  di  un  colpo e a Castorone  non  andava  proprio  giù. Allora  chiedeva  a  Gufo, di  tenerlo  occupato  a  parlare, per  buttargli  il  sale  nel  caffè. Gufo  cominciava  a  parlare  di  tutto, dalle  ragazze a  Madre  Teresa  di  Calcutta, dalle previsioni metereologiche del giorno dopo, al  caso  Ustica,  l'importante  era  tenerlo  occupato, e  quando  finiva  gli  argomenti  cominciava  a  fare  il  verso  della  scimmia  “uh  uh  uh”,  e  Staglione  gli diceva  sempre:  “a  me  tu  mi  sembri  tutto  grullo”. Cosi  Castorone  compiva  sempre  la  sua  missione. L'ultima  volta all'inizio  della  cena,  Staglione  giurò  che  questa  volta  nessuno  l'avrebbe  fatto  fesso,  e  fu  cosi  per  gran  parte  della  cena,  Gufo  le  provò  proprio  tutte,  due  ore  con  i  discorsi  più  assurdi, ma  Staglione  non  toglieva  gli  occhi  di  dosso  da  Castorone; Gufo  fece  finta  di  sentirsi  male,  ma  Staglione  non  ci  cascò,  fece  finta  di  cascare  quando  andava  al  bagno,  ma  Staglione  non  mollò  un  secondo,  allora  Castorone  pensò  bene  di  mettersi  il  sale  nel  suo  caffè,  e  dopo  fece  la  mossa,  ma  solo  la  mossa, per  metterlo  nel  caffè  di  Staglione,  e lui -haaaaaaa!  Ti  ho  visto  bastardo  questa  volta  vi  ho  fregato  io,  io  questo  caffè disse,  non  lo  voglio più-disse Staglione, -adesso  voglio  il  tuo, stronzo!-,  e  noi:  “nooooo  dai  puoi  bere  tranquillamente  il  tuo  non  c'e  niente!”,  e  Staglione:  “fossi  scemo,  afferrò  velocemente  il  caffè  di  Castorone  e  lo  mando  giù  di  un  fiato,  il  resto  lo  potete  immaginare  da  soli, vomitò  gli  occhi, perché  c'era  più  sale  che  caffè. Dulcis  in  fondo  il  pizzaiolo gli  tirò  pure  una  manata,  per  il  disprezzo  che  provava.

Amplessi con le galline- Tutta la banda andò a trovare Staglione a casa. Sua madre ci disse che era nel pollaio, noi non capivamo finché non lo vedemmo farsi una gallina e tirargli il collo poco prima di godere. Era famoso anche per buttare i conigli nel bidone dell’acqua per vedere le bollicine.