Cignale Mercatale V.P.
(Un ringraziamento speciale ad Alessandro Betti senza il quale questo scritto non sarebbe mai esistito)
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Cignale era il giornalino autoprodotto da alcuni ragazzi di Mercatale V.P. insieme al sottoscritto che, a quell’epoca, aveva già messo in moto il primo Trippa. Ne sono stati stampati alcuni numeri, non più di 100 copie a numero che giravano gratuitamente a Mercatale e non solo. Che cosa aveva di speciale ? Niente, almeno di musicale e filosofico, soltanto raccoglieva interviste inventate ai personaggi del paese, news, sputtanamenti e bischerate varie ovviamente frutto della nostra fantasia. Tutto finì un giorno che ci volevano denunciare o menare vista la cattiveria, il tutto poi si è risolto per il meglio, gli altri ragazzi sono diventati “seri”, come del resto io con l’unica variante di aver continuato a scrivere Trippa. Qui sotto trovate le storie vissute all’interno di una compagnia capeggiata da un paio di elementi seguiti a ruota da molti altri ragazzi, i nomi sono (anzi i soprannomi) sono “fittizi” e le storie (o leggende) ovviamente false. Si narra di queste dalla fine degli anni settanta fino quasi al 1990, per facilitare il tutto mi sono messo in molte situazioni raccontate. Questo capitolo è stato scritto con l’aiuto di un amico d’infanzia, anche lui presente, altre sono ispirate dai falsi racconti di Cignale; ovviamente fatti, nomi e persone sono casuali e non corrispondono a realtà.... la descrizione minimale del dialetto personalizzato e i seguenti personaggi descritti vi aiuteranno a comprendere meglio le successive storie.... come poteva diventare il Mago Trippone vissuto fino a 17 anni in un posto del genere ?
Dialetto
Mercatalino
Il
dialetto di Mercatale usava e usa terminologie ed aggettivi fuori dal normale
per cui una persona che abita anche a soli cinque chilometri non riesce a
capirci nulla. Ad esempio la parola “Belluomo” ora usata anche da Ezio
Greggio veniva detta negli anni ’80 per identificare un soggetto idiota,
sbagliato. Decine di definizioni venivano sostituite con questa e non era rado
sentirsi dire : “Che belluomo !” - Altra parola caratteristica era
“Stiancia” che stava a significare Sigaretta, “Gli si dà di stiancia !”
era un classico quando ci si apprestava a fumare una sigaretta. Molto
caratteristico anche il suffisso “-èga”, per esempio “Bonèga”
significava ragazza brutta anzichè bona, da qui la parola “bonèga” che
deriva dall’unione di due parole “Bona una sega !”; Questo suffisso
può essere adattato a qualsiasi aggettivo o altre parole di vario tipo.
Un’altra parola stranissima è la parola “Mormoro”, usata in espressioni
come “Mi sono divertito mormoro”, oppure in frasi come : “Mormoro
bella quella cosa” ; questa parola sta a significare, guardando gli
esempi, che non si è fatto niente, e che quella cosa non è per niente bella ;
sostituisce di fatto la parola “molto” ma il suo senso è diverso. Per far
cadere l’attenzione su qualcuno è molto usata la parola “Fissa !”
nel senso di guardare fisso, quando una persona o una cosa era particolare, è
usato dire ad una persona “Che ti fissi ?” nel senso di “Che ti vedi ?”
- Quando una persona si comportava in modo strano o sparava uno strafalcione era
d’obbligo dirgli : “Che ripigli ?” - “Nulla ?” era
usatissimo quando si deve far notare ad una persona una brutta figura, la
squadra del cuore che aveva perso, una partita a carte persa ecc...insieme a
questa era usata molto anche : “La senti la scossa ?” con
l’aggiunta di afferrargli il collo da dietro con una mano stile pinza.
“Ora rido !” era usata quando stava per succedere qualcosa di
insolito o era appena successo, come segno di stupore improvviso.
The
Story
Bendone-
L’organizzatore di Cignale
Faraona-
Amico
di Gufo, non sempre in compagnia.
Fattore-
Ragazzo basso di statura e biondo, famoso perché offendeva la mamma a tutti in
qualsiasi occasione e momento; non sempre in compagnia.
Poggio-
Ragazzo biondo nello Staff di Cignale.
Ginseng-
Ragazzo di famiglia benestante, non sempre presente in compagnia.
Gufo-
Il boss della banda, lui usciva solo per ridere e ci riusciva appieno,
lucidamente folle e intelligente.
Raspa-
Famoso per le frequenti masturbazioni, anche lui nel Cignale Staff
Suka-
Ragazzo di origine siciliana, veramente un mito.
CAPPONE
Ragazzo
fulminato, manie di grandezza e di superiorità, di famiglia ricca, si diceva
che i suoi avessero molti soldi.
Cappone
ci canta il suo disco-
Eravamo al campo sportivo di Mercatale davanti al bar, arriva Cappone che
c’informa del suo nuovo disco, gli chiediamo di cantarcelo, ci mettiamo in
cerchio, siamo circa sei o sette, lui in mezzo che intona frasi tipo :
“ehi ragazzo dove vai... se il cavallo non ce l’hai...” a malapena ce la
facevamo a non ridere, a fine canzone l’applauso scrosciante e la richiesta
unanime di cantarci il lato strumentale (!?), Cappone accetta e ci ricanta le
stesse cose, applausi scroscianti con rilascio di autografi.
Coppa
Campioni-Tutti
i sabati pomeriggio, c'era la classica partitella
di calcio nel piazzale asfaltato davanti la
farmacia. tutti
in bermuda e scarpe da ginnastica. Il mitico
Cappone preso dalle sue manie di grandezza,
veniva con tutta la muta ufficiale della
Juventus, scarpe da giocatore con tacchetti
d'alluminio, sembrava un vero professionista, ma
faceva cagare a giocare.
Era
usanza di tutti, far sbattere la palla
(durante l'azione convulsa di gioco,) a
tutta fiamma , nel grande muro che cingeva
tutta la piazzetta, peccato che in quella
settimana una parte di muro di circa 4
metri , era diventata una bellissima
vetrina,di un negozio che vendeva mobili,
miracolo vivente di un noto imprenditore
mercatalino. E cosi quando Cappone, preso
dalla foga del gioco, si girò fulmineo
per scaricare un tiro con tutta la
potenza possibile, non trovo il solito muro
di mattoni , ma la vetrina nuova di
zecca, che andò in frantumi, Cappone,
in un istante si dileguò, fra le grida
dei proprietari assaliti da raptus di
follia, attraversò la piazza a tutto
foco, con la muta della Juventus, suscitando
anche la rabbia di qualche tifoso avverso
che stava di fronte al bar, il resto
del gruppo risate a non finire.
Duello
al Video Game-
Famoso
il litigio fra Cappone e Patisci, finito con
una coltellata in fronte ai danni di
Patisci. Infatti i due si incontrarono, o
meglio scontrarono, nel momento di mettere i
soldi nel video games nel bar di
Mercatale, tutti e due volevano giocare, non
potevano aspettare, si spintonarono a lungo, poi
Cappone tirò fuori il coltellino, che di
solito usava per fare il boss, e disse: "Vieni
qui biondo che ti taglio quel ciuffo, prese
in mano i capelli di Patisci, e fece
per tagliarli, ma maldestramente, sbagliò mira,
e prese la fronte.
Patisci
fu lievemente ferito, cominciò a sanguinare,
e a piangere,
il barista accorse subito, ma perchè era
preoccupato che si sporcasse il pavimento.
Poi Cappone fuggì e arrivarono i
Carabinieri, che invitarono
il
gruppo in caserma a testimoniare. Il gruppo
non si fece pregare due volte, in
quanto poteva essere una buona occasione per
ridere, Cappone fu cosi denunciato da Patisci.
Guerriglia
Urbana-
Cappone
raccontava le sue esperienze a tutto il
gruppo. Diceva che una volta stava camminando
per via Nazionale a Firenze, quando tutto a
un tratto fu circondato da quattromila ragazzi
che gli volevano dare, Cappone disse che
a questo punto fece un fischio e una
telefonata e vennero 10000 ragazzi a
difenderlo. Qualcuno curioso gli chiese : "ma
Cappone facesti un fischio, o una
telefonata?" e lui rispose: "fate un po'
come volete voi!"
Il
salto nel fango di notte-
Una sera come tante, siamo al bar del campo sportivo e stiamo parlando, è
appena finito di piovere, arriva Cappone con la sua vespetta e il suo nuovissimo
completo giacca e cravatta elegantissimo. Visto e preso, malignamente abbozziamo
un discorso sul perché nessuno ce la faccia di notte a saltare il dislivello
del campo sportivo dopo aver preso velocità con la vespa nella lunghissima
pozza fangosa, Cappone si avvicina silenzioso e interessato quando ad un tratto
avviene quello che volevamo e dice : “Ragazzi, io ce la fo anche di
notte al buio....” e noi ancora più malignamente gli rispondiamo : “No
dai.. non
ce la fai.. e
poi hai anche il vestito nuovo..”. Cerchiamo e sappiamo che a questo punto
ogni tentativo di farglielo evitare è inutile date le sue manie di dimostrarsi
superiore. Andiamo sul posto, il Gufo gli fa luce con il faro della vespa,
Castorone gli mette dei mattoni pieni in cima al dislivello per non farlo
salire. Parte Cappone... prende la rincorsa arriva in cima al dislivello e torna
indietro e comincia ad urlare che siamo tutti bastardi. Senza la minima
preoccupazione torniamo al bar e ci mettiamo a giocare a carte, arriva al bar
con il fango fino alle ginocchia e la striscia di fango della ruota posteriore
della vespa che gli arriva fino ai capelli... lacrime comuni dalle risate.
La
Dura Realtà-
Una sera Gufo era solo al bar. Arrivò
Cappone che gli offrì di fare un giro in
vespa insieme, il gufo annoiato di sentire
tutte le cazzate che di solito circolano
al bar di Mercatale, accettò, e partirono
insieme, per Greve. Quella sera Cappone era
in vena di confidenze, e rivelo al
Gufo che lui era suo figlio, anche se
tra i due ci correvano solo tre anni
di differenza di età, il Gufo disse :"Veramente
Cappone? e Cappone: "certo Gufo , infatti tu
per metà sei Flash Gordon, e per metà sei
normale....infatti se io tiro un cazzotto
nella tua spalla destra tu non senti
niente, se te lo tiro nella spalla
sinistra sentirai un gran male, perché li
sei umano come tutti." Il Gufo volle
subito la riprova, si fermarono, parcheggiarono,
e Cappone sferrò un pugno sulla spalla
destra del Gufo, che disse...., "Allora quando
me lo dai questo pugno?", e Cappone:
"hai visto non lo hai neanche
sentito", poi provò sul lato sinistro,
e il Gufo rotolò dal dolore. Dopo
quando si riprese dalla shock disse, "e
ora dove andiamo papà?'. Poi venne la
seconda rivelazione, "la vedi quella stella
lassù nel cielo ?" e Cappone la indicò
col dito, Gufo
rispose: "Si la vedo papi, quella e'
la nostra casa", il Gufo restò a guardarla
per qualche secondo, e disse , "meglio
incamminarsi subito papi, per non fare
troppo tardi stanotte". Dopo fu il Gufo
a chiedere chi era la sua vera
mamma, Cappone mise il braccio sulla spalla
di Gufo, e con un filo di voce
disse Ornella Muti.
Le
fiale puzzolenti in casa-
Io... Gufo, Castorone e Maiden andiamo a trovare Cappone a casa perché ammalato
con la febbre a 40, siamo tornati dalla cartolaia con sei fiale all’uovo
marcio. Suoniamo, ci apre la nonna che ci ringrazia della visita, gli diciamo
che abbiamo fretta e che ce lo faccia vedere, ci conduce alla camera. Mentre
Gufo e Maiden tenevano occupato Cappone a parlare Castorone esplodeva di
nascosto le fiale. Appena fatto salutiamo sia lui sia la nonna dicendogli che
abbiamo fretta e dobbiamo andare perché abbiamo lasciato la vespa parcheggiata
male in mezzo di strada, loro non si capacitano visto che siamo appena arrivati,
andiamo sotto la finestra aspettando la reazione quando improvvisamente la
persiana e subito dopo la finestra si spalancano e si sente Cappone che grida e
bestemmia, ci vuole uccidere... intanto fuori c’era la neve e la finestra era
aperta.
A
casa sua-
Andammo a casa sua, Gufo, Castorone, Maiden, io e Suka, eravamo li perché
essendo sessualmente ambiguo, stranamente, faceva le pompe. Castorone si chiuse
con lui per primo in bagno, noi ad aspettare il nostro turno fuori.
Improvvisamente arriva la mamma di Cappone che ammoscandosi del tutto cominciò
a chiedere di lui, noi rispondemmo che non lo sapevamo e non l’aavevamo visto
(cosa ci facevamo in casa sul divano se non l’avevamo visto?). Allora lei
cominciò a gridargli di aprire immediatamente la porta del bagno... lui prese
tempo.. disse che era a fare il bagno e che si stava rivestendo. Noi eravamo
impauriti perché sapevamo che Castorone era dentro, Cappone aprì la porta ed
era solo, noi allibiti... così la mamma uscì e noi entrammo in bagno, lui non
c’era, poi improvvisamente alzammo la testa e vedemmo Castorone attaccato allo
scaldabagno per aria, un’immensa risata e tutto finì bene.
Combatte
con gli alieni invisibili-
Quella sera Cappone stranamente era stato zitto, gli dicevamo allora di ballare
la samba o di fare qualcosa e lui diceva di non essere in forma. Verso
mezzanotte si alza in piedi e comincia ad improvvisare mosse di Kung Fu da solo
con tutti versi del caso. Alla domanda che cosa stesse facendo rispondè che
stava combattendo contro i suoi amici extraterrestri invisibili ma che noi non
li potevamo vedere perché a differenza di lui non avevamo la vista come Flash
Gordon. Allora lo invitammo a fare un giro in vespa per la strada nuova che
faceva da circonvallazione del paese; intanto anche in vespa faceva le mosse di
Kung Fu con tanto di parole e suoni incomprensibili. All’improvviso sparì
dietro ad un ammasso di terra, non lo vedevamo più ma sentivamo il rumore dei
versi di Kung Fu, allora Gufo gli tirò un mattone vicino per impaurirlo e
invece lo beccò in pieno con un rumore tipo “stock” seguito da una
lacerante bestemmia urlata a squarciagola. Così Cappone saltò sul monticello e
gridò che voleva ammazzare tutti e cominciò a chiedere chi era stato, Gufo gli
rispose che erano stati i suoi amici extraterrestri, Cappone allora si calmò ed
esclamò : “allora va bene...”.
A
S.Casciano con il blocca sterzo alla vespa-
Cappone voleva aprire il blocca sterzo e gli si ruppe la chiave dentro, allora
tentò di addirizzare lo sterzo con la forza ed in effetti si girò un pochino
ma non del tutto. Aveva anche fretta, così partiva... ma andava inevitabilmente
dall’altra parte della strada, raddrizzava la vespa a mano, ripartiva... altri
dieci metri e così via. Noi ovviamente tutti dietro di lui a ridere... per
arrivare a S.Casciano distante sei chilometri ci vollero più di due ore,
arrivati dal meccanico, questi rimise il tutto a posto e ritornammo a Mercatale,
a metà strada arriva l’inconveniente: infatti alla curva più stretta Cappone
piega e disgraziatamente gli rientra il blocca sterzo con conseguente
“boccata” in terra. Cappone agonizzante, noi a ridere, con vespe e motorini
appoggiati al muro di fronte ridevamo come pazzi... ovviamente senza che Cappone
venisse soccorso.
Bidet
con la lingua per tutti-
Una sera estiva verso le dieci, eravamo tutti in piazza e non sapevamo cosa fare
quindi chiediamo a Cappone di fare qualcosa per ravvivare la serata, lui si alza
e dice di metterci tutti in fila perché vuole leccare l’ano a tutti. Una
decina di ragazzi in fila ad aspettare il turno, il tutto si svolgeva in un arco
che poi sfondava nel retro della piazza, non troppo vicino a case o al bar. Da
quella sera mangiavamo fagioli apposta per fare peti durante l’operazione, uno
dei ragazzi che se lo faceva leccare diceva che dopo mentre camminava si sentiva
scivolare le chiappe. Dopo aver fatto queste cose lui si arrabbiò e preferì
farci le pompe e noi di conseguenza a cercare di fare pissing in bocca.
Gli
allenamenti mancati- Gufo
era uno dei giocatori migliori della squadra giovanile del paese e la domenica
mattina doveva andare a giocare e non si era presentato perché era ai bagni
pubblici a farsi fare una pompa da Cappone, fuori c’era Castorone in
bicicletta a fare la guardia perché traviasse l’allenatore qualora arrivasse,
in quel caso doveva picchiare tre volte sulla porta. L’allenatore venne a
cercare Gufo e vedendo Castorone gli chiese informazioni, immediatamente lo spedì
ai bagni pubblici. Picchiò (guardacaso) tre volte sulla porta, Gufo aprì
pensando che fosse Castorone e invece era l’allenatore che cominciò tiralo
per un braccio invitandolo a giocare mentre Gufo era in piedi con i pantaloni ai
piedi e Cappone piegato con il pene in bocca. Subito quest’ultimo cominciò a
tirare per l’altro braccio Gufo perché voleva finire il tutto prima, era
geloso.
La
Barzelletta-
Era uno dei soliti venerdi alla pizzeria
la Calcinaia, ma quella volta venne anche il
mitico Cappone,che di solito, non poteva
venire in pizzeria, perché la su
nonna aveva imparato a nascondere meglio il
portafogli, e cosi Cappone era in
bancarotta, ma con una colletta, forse non
troppo umanitaria, e disinteressata, anche Cappone poté
fare parte del gruppo. Il Gufo gli si
sedette vicino, per fargli da consigliere, e
ti pareva, se perdeva un'occasione così, Cappone,
fu messo capotavola, e gli fu chiesto
di raccontare una barzelletta. Lui si fece
pregare un po' , come era nel suo
costume, poi decise di allietare noi comuni
mortali con due o tre barzellette migliori. Cosi
iniziò: Allora ragazzi, ascoltate bene eh. C'era
un ragazzo col motorino, e il Gufo subito
lo interruppe, e chiese, ma come era questo
ragazzo, vivo, in cinta, o in coma? Si
perché tutte le volte che Cappone provava
a dire qualcosa , il Gufo per farlo
incazzare, gli diceva: “Come
era vivo, in cinta, o in coma?” e
Cappone era costretto a iniziare nuovamente,
quindi la seconda volta, ricominciò: “allora
c'era un ragazzo col motorino, che trova per
la strada una donnina”, e il Gufo
fece la stessa domanda. Cappone allora noooooo , io maiale , era
una donna normale hai capito, e inizio
un'altra volta, allora, c'era un ragazzo
coi motorino, che trova per la strada una
donnina, e gli dà un passaggio, poi
dopo 10 minuti trova un omino” e il
Gufo: ”com'era, com'era questo omino, vivo, in
cinta, o in coma ?” A questo punto Cappone
non ci vide più, scattoò in piedi nel
mezzo di ristorante pieno di gente come
un uovo, e disse : “..donna puttana,
troia, maiala, t'ho detto che era
normale, come te, come me, come tutti. Hai
capito imbecille?”, nel ristorante calò il silenzio
di tomba, e il gestore del ristorante,
preoccupato del buon nome del locale, corse
verso Cappone, e gli ordinò di mettersi
a sedere. Passati 5 minuti, quando le acque si erano calmate,
tutti pregarono Cappone di raccontare un'altra
barzelletta, ma Gufo fu prima costretto, a promettere
che non gli avrebbe più rotto il cazzo.
allora Cappone inizio con la sua seconda
barzelletta. Oh ragazzi sentite, c'era un contadino con una fava così, e
il Gufo subito eeeh (fece da sordo) e Cappone, allora c'era un contadino con un fava così
gesticolando, e il gufo ,come? Cappone nervoso, ho detto, c'era un contadino con una fava cosiì con tono di voce
alto, ma gufo, eeehh come? Cappone crollò, scattò in piedi
e disse a squarciagola “ ..donna puttana, c'era un contadino con una fava cosi…”
ammiccando con la mano un buon 30 centimetri di braccio, noi
scattammo tutti a ridere. Una vecchia nel
locale, disse a Cappone che era maleducato, e lui: vaffanculo puttana, arrivò di nuovo
il padrone e disse di andare fuori o avrebbe chiamato
i Carabinieri. Fu una cosa fantastica, vorrei
vederla di nuovo.
La
Carrozzeria-
Cappone era solito andare a trovare Gufo,
quando questi era a lavorare. A quel tempo Gufo lavorava
nell'impresa edile del padre, che non vedeva
certo di buon occhio Cappone, accusato
troppe volte di voler traviare Gufo ,sulla
strada della perdizione. Tutte le volte Cappone
diceva a Gufo: “Che cavolo fai qui ,
e' troppo caldo, molla il lavoro e vieni
con me”; il padre di Gufo, uomo di
carattere forte, quando sentiva questi discorsi,
sbottava: “cosa vuoi fare? Lui rimane qui,
perché se viene a fare il bischero con
te, perde il lavoro, perché qui un c'e lo
voglio più”. Allora Cappone pensando di fare
un piacere a Gufo, diceva, non ti
preoccupare Gufo , che se i' tu babbo
ti butta fori di casa, ti piglio io
a lavorare nella mia officina a Firenze, e
il padre di Gufo: “i ‘che , tu
hai.... l'officina a Firenze, i' bischero,
vedi!” e Cappone: “certo! Se tu vieni a
lavorare da me Gufo, ti do un milione
e cinquecento mila lire al giorno, poi
in officina c'é la piscina, la discoteca, sala
massaggi, e piano bar, e poi p---e a
volontà”. Ecco fatto, ora Gufo si sentiva molto
meglio, sapeva che un lavoro nell'officina di
Cappone, lo avrebbe sempre trovato.
La
vespa turbo-
Ginseng era in vespa con Cappone e Gufo portava Maiden, il tutto per misurare la
velocità del turbo della vespa di Cappone. Gufo e Maiden però tiravano gli
scaracchi e prendevano in faccia gli altri due sull’altra vespa così Ginseng
comincia ad incitare Cappone alla reazione violenta. Appena arrivano in piazza,
Cappone scende e prende per la gola Gufo che istantaneamente gli tira due
cazzotti nello stomaco e lo stende. Cappone si rialza traballante e
contemporaneamente passa Castorone in vespa che, vedendo la scena gli urla :
“Cappone, te le danno... buco !”, Cappone si rialza e in assetto di
guerra si mette la cintura metallara, la fascia mimetica in testa e i polsini e
parte su una ruota davanti al bar ovviamente fra il vocìo della gente comune.
Pissing-
Cappone fu il primo fautore della vespa a pissing, infatti tutto il gruppo, e a
volte anche qualche esterno
per l'occasione, si divertivano a fare il pieno a Cappone, quando lui lasciava
la vespa incustodita fuori del bar,
per andare a giocare con i video games. Bellissime le grippate che avvenivano
poco dopo le partenze a
razzo dal bar.
La
vespa sulla panchina-
Quando Cappone andava via dal paese con qualcuno e lasciava la vespa in piazza
nova, immediatamente veniva presa di peso e messa sulle panchine in cemento alte
quaranta centimetri ma pari e piatte, quindi passando ci si trovava spesso e
volentieri di fronte a cose di questo genere.
La
sòla-
Sabato pomeriggio Castorone e Gufo in Piazza. Arriva Cappone e gli chiede se
hanno un po’ di “roba”, più specificamente del “Libano Rosso”, i due
si guardano e prendendola al volo dicono di si, l’appuntamento per la consegna
è qualche ora dopo in un’apposita bustina messa per Cappone dietro un mattone
all’interno di un’arcata ecc....nello stesso posto doveva lasciarci quaranta
carte. Castorone e Gufo corrono a casa di quest’ultimo a prendere del thè
inglese prontamente colorato con la tempera rossa. Tutto avviene secondo
programma, Cappone però aveva portato queste buste ad un noto tossico che
gliele aveva chieste davvero e vistosi arrivare il thè con la tempera lo prese
a pugni, il tutto una domenica pomeriggio a S.Casciano alla discoteca Shakira.
Cappone dopo voleva uccidere i due che però si scusarono con lui dicendogli che
anche loro erano stati truffati.
Gara
di bevuta di liquore Strega-
Cappone contro un ragazzo di Mercatale, a Cappone gli servivano un bicchiere per
volta di liquore Strega, all’altro gli servivano spuma al cedro. Cappone perde
per sette a sei ma solo perché cade in terra e si sente male.
Gara
di resistenza di orologi-
Tutti a mangiare la pizza, Cappone si vantava del suo Rolex da due milioni,
Castorone sosteneva che fosse meglio il suo orologio Ferrari da dieci mila lire
comprato dal marocchino, Cappone voleva fare la gara di resistenza fra gli
orologi con Castorone, chi perde paga la pizza. Escono di pizzeria, ognuno con
l’orologio dell’altro in mano e tiravano nel muro con violenza, alla
dodicesima botta nel muro il Rolex esplode, il Ferrari resiste anche se
distrutto. Cappone si avvicina e rimane serio a guardare i resti mentre
Castorone e gli altri ridevano come pazzi.
La
zanzara nella pizza-
Cappone era a mangiare la pizza con la Dark, diventata la sua ragazza. Arrivano
Gufo e gli altri che si siedono al tavolo accanto, il tutto all’aperto. Una
zanzara sorvolava Castorone che con una mossa con il coltello la buttò giù a
terra. Castorone chiede a Gufo di tenere occupato cappone, intanto Castorone
butta la zanzara nella pizza della Dark la quale tagliandola tira su il pezzo
con le gambine che si muovono e inizia a strillare. Cappone subito dopo voleva
uccidere Castorone.
Acrobazie
in vespa con i palloncini-
Tutti al campo sportivo, cominciano a parlare di quell’americano che in Ciao
andava su una ruota con un palloncino gonfiato in bocca, Cappone non si fa
pregare e chiede due gavettoni. Parte su una ruota con i palloncini gonfiati e
gli applausi del pubblico. Gufo gli fa notare che in Islanda uno era andato su
una ruota con tre palloncini, Cappone vuole la prova con quattro, parte e ce la
fa per poco... grandi applausi degli altri. Appena fatto Gufo gli fa notare che
in Guatemala uno è riuscito ad andare su una ruota con cinque palloncini ed in
più con tutti e due i piedi su un pedale, Cappone ne vuole sei. Accontentato
non gli entrano quasi in bocca, appena partito gli s’inchioda il pedale in
terra e casca in terra, gli si versa la benzina, un ragazzo gli da fuoco con
l’accendino e lui fa l’acrobata sul fuoco con il motorino.
Moment
per Playgine-
Cappone cercava insistentemente le Playgine per andare a scopare con la Dark,
Gufo e Castorone gli vendevano le pasticche di Moment a venti mila lire l’una,
l’effetto era stravolgente.
La
Neve-
Quando a Mercatale nevicava, era ormai diventato
tradizione, nascondere la bicicletta a cappone sotto
tonnellate di neve. Lui passava le ore a
cercarla per tutto il paese, poi dopo 50
volte, aveva imparato dove cercarla, e cioè
sotto la montagna di neve che non
troppo spontaneamente era nata in piazza nova , di
fronte alla Coop. Aveva sviluppato il sistema
a valanga per tirarla fuori, faceva una
grande palla di neve e la faceva
srotolare, sulla montagna di neve che acquistava così
volume, dopo liberava rapidamente la bicicletta dal quel
grosso carico. Peccato però per lui che
anche Gufo, e Maiden si erano evoluti, infatti
prima di nascondere la bicicletta sotto la
montagna di neve, i due si preoccupavano di
fare un giro del paese con paletta e
borsetta, per raccogliere tutte le merde di
cane, che c'erano nella zona, per metterle
intorno alla bici, poi la neve. Tutte le
volte che cosi Cappone si apriva la valanga
con le mani, rimaneva smerdato completamente.
Rock’n’roll-
In discoteca a S.Casciano i ragazzi aizzavano Cappone di ballare rock’n’roll,
lui prendeva la Dark e improvvisava acrobazie volanti, al passaggio sotto le
gambe si sentì il rumore sordo della capocciata in terra della Dark nonostante
la musica
Giornali
porno in chiesa-
Castorone e Gufo come prova di grande coraggio convincono Cappone a portare i
giornali porno in chiesa, i due gli strappavano tutte le pagine e lui doveva
metterle una per panchina, lo vedevano e lo rincorrevano, lui scappava fra le
risate degli altri.
CASTORONE
Ragazzo
biondo, decisamente folle, cinico ma anche troppo simpatico.
Castorone
e i raudi (petardi)-
Bellissima quella volta che Castorone era vestito di bianco e metteva i raudi
sotto i pozzetti delle fogne e stava sopra con i piedi, una volta lo scoppio fu
potente e gli schizzi di letame lo riempirono da capo ai piedi.
Bombardamento
alle monache-
Gufo e Castorone lanciarono i petardi e i fischioni alle suore che avevano steso
i panni, tutti lanciati oltre al muro; le suore chiamarono i vigili ma i due
erano già scappati.
Il
gatto fra i salumi-
Al bar del campo sportivo la barista aveva anche il compito di pulire gli
spogliatoi e quando si assentava un attimo, Castorone prendeva il gatto e lo
metteva fra i salumi e i formaggi per fare i panini, l’animale ovviamente
annusava e leccava tutto. Oltre a questo c’era chi pisciava nei vasi dei
fiori, metteva i chewing gum nella tazza della cioccolata, attaccava le caccole
al recipiente delle noccioline.
L’ape
inchiodata-
Castorone e Gufo alla Ginestra, fuori di un bar: un vecchietto ubriaco esce e
spara qualche frase insensata ai due, entra nella sua ape. Castorone gli va
dietro e ripiegato si abbassa sotto il cassino e lo regge insieme a Gufo,
l’ape non parte, l’uomo sgassa vistosamente e lo lasciano andare di scatto,
lui parte in tromba e a momenti non travolge una coppia che stava attraversando
la strada di ritorno dal ballo liscio.
LUMIERA
Ragazzo
testone, seguace di Gufo
Manifesto
del sindaco-
C’era un manifesto affisso del sindaco con la solita frase... il Sindaco
avverte la cittadinanza che il giorno.... mese... anno verrà tolta
l’erogazione dell’acqua ecc, fino alla data tutto era rimasto intatto. Ma
sotto Gufo e Castorone avevano cancellato la frase successiva e sostituita con
quella...”.Lumiera si è fatto fare i pompini dalla Dark.....”. Il Sindaco
avverte la cittadinanza che il giorno.... mese... anno Lumiera si è fatto fare
i pompini dalla Dark. Il nonno di Lumiera fece presente la cosa in casa e
successe il finimondo, Lumiera per un mese non ha rivolto la parola ai due.
MAIDEN
Magrissimo
ragazzo, amico
e discepolo di
Gufo, da quando quest’ultimo era diventato metallaro lui portava sempre il
giubbotto jeans con la stampa degli Iron Maiden.
Imbrocco-
Maiden e Gufo andarono al Passo dei Pecorai, a
imbroccare. Si sedettero di fronte al bar, e
per fare i bomba, comprarono tre bottiglie di
vino, passarono delle amiche che si sedettero
vicino ai due, cominciarono a chiedere se
i due avessero avuto veramente la forza di
berle tutte. Gufo e Maiden fecero la
scommessa che l'avrebbero fatto in quindici
minuti. I due cominciarono a bere, ma
avevano già bevuto molto anche prima perche
venivano dalla pizzeria. Dopo la prima bottiglia
Gufo disse che non ce la faceva più, l'unica
speranza di vincere la scommessa (favori
sessuali) era che Maiden, ne bevesse due. Gufo
cominciò a fare un tifo incessante, e
al diciannovesimo minuto Maiden finì tutto il
vino, ma col vino finì anche la
lucidità. Maiden, di lì a poco iniziò a
vomitare, e a dire di andare a casa. Gufo
era intenzionato a riscuotere prima, ma Maiden
crollò.
I due se ne andarono con la Px, ma
Maiden era così briaco, che a ogni curva
rischiava di cadere dalla vespa. Gufo allora
lo legò al portapacchi con una fune, e
lo portò a smaltire la sbornia. Quando Maiden
si riprese, gli chiese se avevano già
riscosso la scommessa, il Gufo lo mando a
cacare.
Maiden
fa la vespa custom-
Stavo andando con la mia vespa verso in campo sportivo quando vedo una ragazzina
di dodici anni con la vespa PX 125 di Maiden che sta venendo a cento all’ora,
non riesco a capire. Torno su dal Campo Sportivo e vedo un mucchio di gente in
mezzo di strada, la vespa di Maiden appoggiata al cipresso, Maiden e la
ragazzina che piangevano, Castorone, Ginseng e Lumiera a ridere, la mamma di
Ginseng chiede spiegazioni sul come mai Maiden gli avesse prestato la vespa, così
non sa rispondere e si becca due manate ovviamente fra le risate ancora più
grasse di noi presenti.
Pizzeria
La Vespa-
Come ogni venerdi il gruppo si riunì,
alla Calcinaia, per la solita pizza
sega.Parcheggiammo le nostre moto in fronte
all'ingresso, e vedemmo che il titolare aveva
messo una panchina, in modo che la gente
che doveva aspettare, potesse comodamente sedersi. Gufo
e Castorone ebbero un'idea, con la scusa di andare
a prendere le sigarette (Gufo manco fumava).
Andarono fuori, presero la vespa di Cappone,
la nuova pk fiammante, la misero sulla
panchina, poi il Gufo prese un pezzo di
cartone dal cassonetto della spazzatura, lì
vicino, e scrisse "Vendesi occasione
50.000 lire". La gente che entrava al
ristorante rideva, e commentava il prezzo
della vespa. Alla fine della serata, il
pizzaiolo rendendosi conto della fantastica
promozione venne al tavolo a fare la sua
offerta: 30.000 lire. Quando Cappone senti della vespa
in svendita, si mise a ridere a
squarciagola, perchè pensò che la vespa in
questione, fosse quella di Maiden, ma quando
realizzò il tutto, s'incazzò incredibilmente con
Maiden, perchè nella trappola ci era
cascato lui.
Pipistrello
attaccato ai capelli-
Tutti in comitiva con la vespetta in viaggio per Greve in Chianti dove il
venerdi si proiettava il cinema porno. Maiden è dietro a Gufo in vespa.
All’altezza di Greti fra i boschi un pipistrello si attacca ai capelli di
Maiden, tutti si fermano, Maiden non riesce a togliersi l’animale dai capelli,
lui piangente e noi sdraiati in terra dalle risate...
Passaporto
per la provincia di Siena-
Girata a Siena di Maiden, Gufo e Castorone. Arrivati a metà strada Castorone
chiede a Maiden se è provvisto di passaporto visto che la nuova legge che lo
richiedeva. Maiden non ce l’aveva e Castorone decise di prendere un tragitto
alternativo per evitare la dogana: così tutti per il busco e i sentieri fino ad
una piazzola piena di fazzoletti, cacate e giornali porno. Qui lasciarono Maiden
da solo con la scusa di andare a vedere cosa succedesse alla dogana e tornarono
a prenderlo ore dopo.
Gli
occhiali volanti-
Gufo, Castorone e Maiden a Chiesanuova su una panchina, di fronte cinque
ragazze. I tre tirano fuori una canna e se la fumano, Castorone dopo fumato
aveva il vizio di mettere le mani intorno alla faccia degli altri; così va
intorno a Maiden, gli infila le mani sotto gli occhiali che volano
disgraziatamente per alcuni metri fino ad arrivare ai piedi delle ragazze,
Maiden si alza e va a riprenderseli, tutti in silenzio finché dopo averli
raccolti ed essere tornato indietro tutti gli altri ridono come pazzi.
Wimbledon-
Era in pieno agosto, in tutta l'Italia c'era
solo la banda di Gufo che non era
andata al mare. Ci stavamo veramente rompendo
il c---o, poi Gufo ebbe una delle sue
idee, per fare quattro risate. Perché non
facciamo una partita a tennis, alla cava,
zona sportiva di Mercatale. Nessuno aveva toccato
mai una racchetta e tutti erano scettici,
ma dopo molte conversazioni, il Gufo riuscì
a convincere Maiden, Cappone, e Patisci, per
uno storico doppio. Il Gufo s'incaricò di
riservare il campo, chiaramente dalle
7 alle 8 di mattina, perché voleva rompere
il cazzo a tutti gli altri, che solitamente
non si erano mai alzati prima di
mezzogiorno in vita loro. Andò a prendere le
chiavi dall'edicolante di Mercatale, che era
anche il custode del campo, il quale si
raccomando' molte e molte volte di stare
attenti all'acqua, alla rete, al tipo di
scarpe da usare. Il gufo rispose "stai
tranquillo, e tutto a posto" ma non so
fino a che punto l'edicolante si fosse
rassicurato. Andammo tutti al campo, mancava solo
Patisci, gli altri si stavano spazientendo, perché
il campo era già stato prenotato da
una coppia per l'ora seguente. Tutto a un
tratto nel silenzio del mattino, e con
circa 15 minuti di ritardo, un rombo
incredibile, e Cappone chiese agli altri
dove da dove provenisse questo tornado, (aereo
militare,) il Gufo gli rispose: “Fava, questo
é patisci, con la vespa smarmittata,
infatti cosi era. “Dai scemo” disse
Maiden a Patisci, sei in ritardo, vieni
a giocare, e Patisci: “Ok, arrivo
subito”. A questo punto il Gufo ebbe come
la sensazione che qualcosa non andasse, guardò
le scarpe di Patisci, e vide un bellissimo
paio di zoccoli olandesi. Subito esclamò: “O’ scemo ma
che cazzo di scarpe ti sei messo per
giocare a tennis?”, Patisci rispose: “non e'
colpa mia, la mi’ mamma mi ha lavato le
scarpe da ginnastica, erano tutte molli”,
il gruppo rimase in silenzio qualche istante ,
tutti si guardarono negli occhi, poi
si schiantarono dalle risate, e Cappone che
proprio un genio non era, disse a Patisci
che uno grullo come lui non l'aveva
mai visto.
Poi
il Gufo fece le scelte, e si mise
in coppia con il suo fedele scudiero Maiden.
Sull'altra coppia (Cappone e Patisci meglio non
fare commenti). Maiden chiese a Gufo se
voleva stare a fondocampo, sotto rete, capì subito la
pericolosità della cosa, quindi disse che voleva stare a
fondocampo. Cominciò a battere Cappone, per lui
non era cosa nuova, fece circa 45 o 46
battute, ma la pallina non superò mai la
rete. Patisci s'incazzò e disse che ci pensava
lui. Prese la pallina e la spedì a
tutto foco ni' burrone circostante, e non
solo una volta, ma quattro. Gufo si rese conto
che le palline che avevano erano solo sei, e
disse che bisognava tenerle care, e quindi
rimandò subito Cappone a battere. Questa volta,
non so come, la pallina passò la rete, Gufo
ribattè a caso, ma Patisci e Cappone si
ostacolarono a vicenda, e cosi ci fu
il primo 15 dopo circa 45 minuti. Cappone
battè di nuovo, Gufo rispose con un pallonetto
molto molto lento, si vide Cappone che stava
caricando la schiacciata con tutta la
rabbia e la potenza possibile, incocciò la
pallina perfettamente ma purtroppo la mira non
fece altrettanto e colpì in pieno i testicoli di
Maiden , che si accasciò dolorante, mentre tutti
ridevano. Intanto gli zoccoli di Patisci avevano
creato diversi solchi nel manto di terra
battuta, ma il gruppo sembrava non farci
caso. Poi iniziò Maiden a battere, era
l'unico che aveva fatto un po' di
esperienza coi racchettoni sul mare quando
era piccolo, e non ebbe difficoltà a fare
passare la pallina sopra la rete, il
problema è che il team Cappone -
Patisci non era mai in grado di
ribattere, e il nervosismo tra i due
cominciava a serpeggiare e si davano le
colpe a vicenda. Dopo qualche minuto
successe l'irreparabile. Patisci incazzato come le
bestie si avvicinò alla rete e con la
racchetta gli dette una randellata sopra, la
rete crollò fra lo stupore generale, e
non furono più in grado di rialzarla.
Decisero che tutto sommato non era un
male , perchè avrebbero avuto vita più
facile a giocare, ma non avevano fatto
i conti con Patisci, che spedì le
ultime due palline nel solito borro. Ora
davvero non c'era più niente da fare,
la partita era finita. Cappone si offrì
di dare una bagnatina al campo perchè
l'aveva visto fare in televisione, peccato
che non aveva visto se dopo chiudevano
l'acqua o no, e cosi senza volere, la lasciò
aperta. Riconsegnammo le chiavi all'edicolante che
chiese se prima di venire via avevamo
dato un po' d'acqua, gli rispondemmo di
sì. Dopo circa 20 minuti, che Gufo era
tornato a casa ricevette una sorprendente
telefonata, guardacaso dall'edicolante inveperito
che disse che avrebbe denunciato tutti e
quattro ai carabinieri, e di non farsi piu'
vedere in paese. Quante storie per un po'
d'acqua.
MANIGLIONE
Uomo
di oltre cinquanta anni fulminato, inventore della vespa a pannelli solari.
L’innesto
fra il ramo di pesco e la vespa-
Oltre alla vespa a pannelli solari alle ricette in coreano, ecc Maniglione aveva
provato l’innesto fra un ramo di pesco e la vespa, il ramo di pesco era legato
alla vespa, ma stranamente gli seccò.
Colazione
con il casco-
Ogni mattina Maniglione si recava al bar senza sfilarsi il casco, apriva la
visiera, prendeva il caffè, la richiudeva, pagava e se ne andava.
MANOMBRA
Ragazza
fulminata, emanava cattivo odore da molti metri, condizioni di vita incredibili.
Attentato-
Gufo e Castorone alla Casa del Popolo, sentivano grugniti, provenienti
dalla sala tv. Ma che sarà mai?, andarono a
vedere..... Manombra guarda la tv da sola,
e ride come se capisse. Ne approfittano
subito, corsero al cesso, facendo delle
enormi palle di carta igienica molle,
mettendole sotto il giubbotto, per attraversare
la sala piena di gente, una volta dentro la
sala tv....la presero alle spalle e le
strofinarono la carta igienica in faccia, operazione
ripetuta cinque volte, perchè Manombra non
voleva mollare la sala, le piacevano i cartoni
animati a quaranta anni. I due sapevano che prima o
poi sarebbe scoppiata a piangere, e sarebbe
andata a chiamare la mamma, che stava giocando
a carte nella stanza vicino, infatti la
previsione si avverò, la vecchia gli dette dietro,
ma i due avevano già preparato scariche di
petardi "avvorticciolati" insieme per la
miccia, e una volta fuori dalla Casa
del Popolo, l'attentato scattò. Manombra si
avvicinava caracollante e lenta, colpa della
sua enorme mole, sembrava che tutti i
petardi fossero suoi, del resto era difficile
mancarla da pochi metri, tutte le volte che
i petardi gli scoppiavano ai piedi , si
portava la mano al cuore, ed esclamava....
“o mamma mia, che paura”, voleva
vendicare la figlia, i petardi stavano
finendo, allora i due decisero di portarla ai viai per
un’imboscata, infatti mentre Castorone la teneva
occupata con gli ultimi petardi, Gufo corse
ai vicini viai, prese una borsa della
spazzatura (c'era il cassone accanto) vuotò
la borsa, un profumino..., e la riempì
d'acqua, aspettò Manombra dietro l'angolo, e vai, dopo
tutto a Mercatale lo dicevano tutti che
Manombra si doveva lavare di più..
Panino
sottobraccio- Manombra
stava leggendo Topolino alla rovescia e rideva, nel mentre stava mangiando un
panino al prosciutto quando la mamma la chiama di ritorno dalla Coop per farsi
aiutare a portare la spesa. Prende le due borse, lascia il giornalino e il
panino se lo mette sotto l’ascella (era agosto pieno), passa davanti al bar
dove c’erano due ragazzi di cui uno debole di stomaco. Davanti a lui Manombra
si ferma lascia per un secondo le borse, agguanta il panino e gli dà un morso,
se lo rimette sottobraccio, riprende le borse e riparte, uno dei due ragazzi
inizia a vomitare e l’altro gli regge la fronte.
La
distruzione della porta di casa-
Gufo e Castorone per l’ultimo dell’anno, tirarono del cemento contro la
porta di casa di Manombra che il giorno dopo la rifece con l’incolpevole
Maiden il quale era a mangiare fuori all’Impruneta. Infatti prese due
schiaffoni dalla madre scesa al bar alle due di notte in camicia da notte.
PATISCI
Ragazzo
alto e magrissimo, fulminato con famiglia
disagiata.
I
peperoni nel coniglio-
Una volta siamo andati a casa sua a chiamarlo ma ancora lui doveva mangiare. Sua
madre stava preparando il coniglio e Patisci si raccomandò che la madre non ci
mettesse i peperoni altrimenti si sarebbe arrabbiato di brutto. Parlavamo e
d’un tratto si vede la mamma che prende i peperoni e li getta insieme al
coniglio. Patisci se ne accorge, si incazza e quindi la mamma gli tira uno
schiaffone; lui prende il mestolo e lo tira in mezzo alla fronte della madre,
lei sviene e cade in terra, noi impauriti vogliamo chiamare un’ambulanza ma
Patisci ci tranquillizza e dice che fa sempre così e poi si riprende. Così con
un po’ d’acqua la facciamo risvegliare.
La
smarmittata nella diritta del Passo dei Pecorai-
Una domenica pomeriggio avevamo deciso di andare a Dudda (ci ispirava il nome)
località nel Chianti non troppo distante da Greve in Chianti. Lumiera era
dietro a Patisci, Gufo con Castorone, il Fattore aveva dietro Maiden. Arrivati
nella spianata del Passo dei Pecorai Patisci era primo e stava superando una
Fiat 500 con quattro persone a bordo, ce la stava facendo a pelo a quando gli si
smarmitta tutto. Rumore assordante e la marmitta che frega in terra facendo
scintille che schizzano anche sulla macchina. Intanto Patisci e l’autista
della macchina si stanno guardando: quest’ultimo comincia a smanaccare a
Patisci che intanto sta perdendo velocità. Scena bellissima, passano davanti al
bar del paese e tutti urlano a Patisci; intanto Ginseng si era incappucciato
dalla vergogna, ovviamente Patisci rinunciò al viaggio e tornò indietro
ripassando davanti al bar facendo rumore con la gente ancora più incazzata.
Gara
di masturbazione-
Il venerdì sera il cinema di Greve (il Boito che per l’occasione chiamavamo
Coito) offriva film a luci rosse, Patisci insieme a Staglione fanno a gara a chi
si masturba più volte durante il film, vince Patisci sette a sei,
l’eiaculazione avveniva nei calzini, La Dark a guardare e ridere, durante il
ritorno crisi di sonno varie.
Marmitta
nuova-
Patisci era galvanizzato dal fatto che la sua vespa finalmente avesse una
marmitta nuova, inizia una discussione con Castorone il quale sosteneva che la
marmitta non avrebbe resistito alla potenza di un petardo. La prova viene fatta,
una botta enorme e la marmitta si stacca dal collettore. Patisci serio che
guardava la marmitta staccata e gli altri a ridere.
Indifferenza
con fastidio-
Patisci dopo aver fumato una canna insieme agli amici era solito parlare in
continuazione. Castorone accentuava fortemente il fatto di essere sconvolto si
avvicinava a Patisci mentre parlava. Emettendo suoni non ben definiti gli
metteva le dita nel naso, Patisci continuava tranquillamente a parlare anche in
questo modo finché non si arrabbiava.
Portapacchi
svitato-
Gufo e Fattore svitano il portapacchi davanti alla vespa di Patisci che monta
entrambe le sorelle e parte. Alla prima curva si sgancia e cade nella ruota
davanti, cappottano e volano tutti e tre nel campo adiacente. Ritornano rotti e
sanguinanti... tutti a ridere.
Record
Mondiale Frenata-
Era una serata di merda a mercatale, come
tante altre del resto, dovevamo fare qualcosa,
per ridere. Meno male che passò Patisci, con
la sua bellissima vespa, tra il rosa e il viola,
ancora oggi non ho capito bene, di che
colore fosse. Spastico come lui, erano alcuni
giorni che decantava le gomme nuove della
sua vespa, che per lui erano come
avesse trovato acqua nel deserto, quindi
Gufo pensò bene, che quella stessa sera
doveva finirle del tutto. Cominciò Gufo a parlare
del nuovo record mondiale fatto in Islanda da
un contadino con la Moto Guzzi, (insomma una
cosa assurda) ma per lui credibile. Una
strisciata di gomma sull'asfalto lunga cento
metri, e che nessun altro al mondo
sarebbe stato capace di fare. Guarda caso lui
si senti subito messo in causa, come fosse
stato parente del contadino islandese, ma
che cazzo c'entra lui, pensava Gufo dentro
di se, Castorone pensò bene che se
voleva battere il record non sarebbe bastato
la rincorsa da Piazza Nova, (eravamo di
fronte all'asilo) ma doveva partire dal Bar
di Briciolo, attraversare l'arco di Piazza
Nuova, tenere la vespa in marce corte, per
fargli spaccare il motore, e cominciare a
frenare dal vecchio cinema, di Bendone. Eravamo
in sei e ci mettemmo, uno ogni sette,
otto metri, avevamo la funzione di boa
segna metri. Il primo erano dieci metri di
frenata, il secondo venti ecc. Lui partì a
tutto foco dal bar di Briciolo, rischiava
d'ammazzare qualcuno sotto l'arco tutte le
volte , perché era pieno di gente che
posteggiava in piazza, per andare al bar
prima, e quando arrivava all'altezza del cinema, con
la vespa imballata e fumante, doveva scalale
dalla quarta alla prima tutto insieme, perché
gli s'era detto noi, e cominciare quindi
la mitica frenata. Ma guarda caso le boe
umane si muovevano da sole, in modo
che il record del mondo, non veniva, mai
sorpassato, quindi 99 metri la prima volta,
99.50 la seconda 99 e tre quarti la terza.
Eravamo vicini a esaurire, la numerazione,
perché la cosa durò dalle nove al tocco
e mezzo di notte, fra le risate
generali e le imprecazioni di Patisci perché
le gomme nuove erano diventate paniccia,
Sostituzione
Cartelli Stradali-
Facemmo capire a Patisci che il comune di San Casciano aveva
deciso di sostituire, alle Banderuole, area artigianale di Mercatale Val di Pesa,
i cartelloni stradali esistenti, con alcuni più belli,
e dava un premio di 50.000 lire per ogni
cartello distrutto, perché non aveva il tempo di venire a toglierli,
Patisci pensò bene di guadagnare qualcosa, quindi per distruggerli doveva
pigliare la rincorsa e schiantarsi contro i cartelli.
All'inizio era preoccupato per la vespa,
ma Gufo e gli altri lo rassicurarono subito, (te
lo immagini). Fava -gli disse Gufo-, "Non
sai nemmeno fare 2 conti, se tu pigli
50000 lire ogni cartello che tu distruggi dopo
tu poi comprare la PX 125 vespa di
cilindrata superiore", Patisci, ci pensò su due secondi
e disse: “ja, ja”, in tedesco. Lo diceva tutte le volte che
voleva far capire che lo avrebbe fatto, e
cominciò l'opera di bonifica area Banderuole.
Scintille di fuoco dalla marmitta, rincorse e schianti,
il parafango della vespa era maciullato
dalle legnate, dopo più di un’ora che le
monache vociavano dalle finestre, minacciando di chiamare la polizia, si mandò Patisci a riscuotere dal Macchione,
perché Castorone gli disse che lui era il cassiere del Comune, guardacaso il Macchione era veramente stressato in
quel periodo, perché doveva condurre una difficile guerra
contro Gufo, Bendone e Castorone, perché tutte le sere gli
andavano a fregargli le ciliegie e a sonargli il campanello.
Quando Patisci suonò il campanello, (e il Macchione non lo
sapeva che era loro amico) lo accolse con particolare calore (a sassate) ma perché? visto che Patisci ha fatto un servizio
alla comunità?
LA
DARK
La
sorella di patisci
La
spesa alla Coop-
La Dark era andata a fare la spesa alla Coop, quindi Gufo e Castorone erano
fuori ad aspettare, quando uscì con la spesa le chiesero di riaccompagnarla a
casa, lei accettò e ad un certo punto Castorone fece a La Dark in dialetto
romano improvvisato : “Se fa nulla goll’uccello?” e lei rispose :
“Un.. lo.. so..” quindi Castorone rivolgendosi a Gufo che aveva la Dark
dietro sulla vespa fece : “Annamo mandrà.. sgomma.. a prima a
destra..” così andavano ad imboscarsi ecc...
Con
le materasse- Gufo,
Castorone e Maiden portarono la Dark a casa dopo la spesa ma prima si fermarono
ad una casa di contadini disabitata dove avevano già pronte le materasse per
“combinare”. Per primo andò Maiden e gli altri due sul tetto a spiare;
vedevano il culetto di Maiden che si muoveva, loro gli tiravano i sassolini e il
borraccino ma Maiden non si rendeva conto di cosa succedesse.
La
teoria della pompe- La
Dark era famosa per le sue pompe e quando andavano in una decina a farsele fare
aveva sempre paura di farsi eiaculare in bocca perchè la cosa gli faceva schifo
e in alternativa preferiva il pissing che invece la rendeva felice.
Con
la macchina della mamma di Gufo-
Castorone aveva preso a prestito la macchina della mamma di Gufo per andare a
sodomizzare la Dark alla strada nuova dietro il paese. Si vedeva il volto di lei
appoggiato al vetro mentre lui da dietro la sodomizzava con forza emettendo
anche parole tipo “tiè.. tiè”. Lei felicemente replicava a tempo
“ahi..ahi..”. Sembrava che avesse vuotato un pozzo nero, in quella macchina
dopo c’era un puzzo di bottino che non ci si stava, infatti la mamma di Gufo
gli chiese cosa fosse successo all’interno. Gufo inutilmente la riempiva di
deodoranti.
Giocare
a nascondino-
A casa della
Dark andava tutta la banda. Siccome c’era la mamma, uno faceva la conta e gli
altri a turno prendevano la Dark e giocavano a dottori nella capanna. Quando uno
aveva finito andava a fare la conta e l’altro andava in capanna. La mamma
della Dark usciva e si complimentava con i ragazzi che giocavano
spensieratamente.
RANZANA
Ragazza
con evidenti problemi fisici ma anche un po’ fulminata, da sempre innamorata
follemente di Gufo.
Viaggio
in macchina- Erano
di ritorno da una discoteca Gufo, Castorone, la Ranzana e Silvana. Queste ultime
due da dietro cominciarono a sghignazzare e a prendere in giro i due davanti.
Castorone si arrabbiò e chiese a Gufo di fermare alla prima piazzola. Subito
Gufo eseguì e corse vicino ad uno strapiombo dove cominciò a urlare :
“Guardate....” e chiede a Gufo di fare la stessa cosa, arrivò la Panzana e
Castorone con una spinta la buttò di sotto. Lei si rialzò e cominciò a
risalire quando Gufo e Castorone iniziarono a orinargli addosso. Arrivò in cima
che era fradicia e salì in macchina, c’era una puzza incredibile.
Gufo
è indemoniato-
In macchina: Castorone e la Ranzana davanti, Gufo dietro che nelle vicinanze di
una casa nei dintorni di S.Casciano inizia a fare l'indemoniato e a dire frasi
in latino, mano a mano che si avvicina, Castorone gli fa notare che succede
tutte le volte che si avvicinano in quella zona e che parla in israeliano. La
Ranzana fa fermare Castorone che guida, lei accarezza Gufo che volontariamente
faceva finta di perdere la bava, cerca di avvicinarselo a lei quando trova un
paio di forbici e gliele tira vicino alla mano, ovviamente per spaventarla. Per
un pelo la Ranzana non rimane colpita. Appena riportata a casa i due sono stati
due ore a ridere.
Guttalax-
Gufo e Castorone alla Casa del Popolo di sabato pomeriggio insieme alla Ranzana
e tutti gli altri. Gufo si alzò per andare a prendere da bere e la Ranzana gli
chiese un Martini, partì per il bar anche Castorone che “casualmente” aveva
in tasca un bottiglietta di Guttalax. Lo versò tutto nel Martini e la Ranzana
se lo bevve, dopodiché tutti andarono a farsi una pizza che tutti mangiarono
tranne la Ranzana che saltando la cena rimase un’ora e mezzo al bagno con
tanto di rumore assordante di peti. Finita la pizza la Ranzana era ancora al
cesso e gli altri la lasciarono da sola facendole pagare il conto.
Pissing-
Tre ragazzi di cui ovviamente non si può fare il nome erano al piano di sopra
di un circolo del paese, in trattative con la Ranzana per un ricco coito orale a
tutti. Per facilitare la dissuasione uno di questi dopo aver toccato le tette
della Ranzana, si tirò fuori il pene già barzotto sventolandolo vistosamente ;
a questo punto intervenne un altro di questi ragazzi che, preso il casco
dell’amico, lo sbatté violentemente sulla punta del membro di questo, il
quale collassò dal dolore. La Ranzana impietosita vedendo sciupata tanta bella
roba cedette ed offrì coiti a tutti quanti a turno: primo il terzo ragazzo,
secondo quello che aveva preso la cascata e l’ultimo per punizione quello che
l’aveva tirata. Quando arriva il turno di quest’ultimo, si presenta invece
davanti alla Ranzana il primo (secondo un piano prestabilito), dicendo che la
prima pompa non lo aveva soddisfatto. La Ranzana, offesa da tali parole, decise
di avvicinarsi per accontentarlo quando questi cominciò ad orinare
abbondantemente su di essa, mentre questa inutilmente sbraitava. Il ragazzo cercò
di spiegarle che si trattava di una malattia alla quale non poteva far nulla e
scappò. Ovviamente era tutto previsto ed il ragazzo scappato, prese la Vespa ed
andò a prelevare l’altro che aveva saltato il turno, accompagnandolo allo
stradone dove la Ranzana cercava di asciugarsi. Era ridotta un lerciume :
aveva un vestito largo bianco con una “chiosa” di orina fino al collo e
puzzava più del solito. Il ragazzo cercò di dare ulteriori spiegazioni e la
Ranzana persuasa della sua buona fede per soddisfarlo gli diede appuntamento
allo stesso posto, stessa ora con l’amico il giorno dopo.
IL
LAZIALE
Ragazzo
biondo normale fatto diventare la cavia della band successivamente.
Imbarazzo
al Bar-
Il Laziale si masturbò al Boito, con il
porno, e dopo al bar non capiva perché
tutti lo guardassero, finché non si accorse
di avere un filo di sperma dalla cerniera
dei pantaloni che colava fino alle scarpe.
Le
pompe con il registratore-
Gufo e Faraona andarono a prendere in macchina a casa la Ranzana per andare a
farsi fare una pompa, intanto nel baule c’èra il Laziale nascosto con il
registratore. Era Ferragosto, c’erano i vetri appannati ma i due tenevano i
vetri chiusi per farlo schiantare dal caldo, inoltre per strada cercavano di
prendere tutte le buche possibili. Poco prima di farsi fare la pompa Gufo chiese
di essere il primo, Faraona chiese di essere il secondo al che la Ranzana domandò
se ce ne fossero più e Gufo disse che ce n’èra uno nel baule ma la Ranzana
non capisce. Dopo, fatto tutto, ripresero le peggiori strade del mondo per
ritornare in piazza, qui dopo aver scaricato a casa la Ranzana fecero scendere
il Laziale dal baule completamente fradicio di sudore e quasi pronto per
svenire.
TONNATA
Ragazza
di oltre 40 anni.
LA
PRETAIOLA
Ragazza
di famiglia benestante ed estremamente religiosa
Dito-
Eravamo nello stanzino della Casa del Popolo di Mercatale insieme a Ginseng ed
un altro ragazzo. La Pretaiola disse alle sue amiche che si era da allora fatta
un “dito”; fin qui tutto abbastanza regolare anche se l’interessata era
famosa a Mercatale per la sua religiosità, il bello fu che le ragazze non si
erano accorte che dietro l’angolo c’eravamo noi. Una volta ascoltato tutto
il discorso ci trattenemmo dal ridere per riuscire a non farci scoprire e
sentire così altri discorsi “spinti” ma le ragazze se ne andarono poco dopo
senza più dire nulla e non seppero mai della nostra presenza, appena uscimmo le
sputtanammo subito.
Pelini
neri-
La Pretaiola fece un’altra rivelazione alle sue “fidate” amiche: affermò
che in mezzo alla peluria del suo organo sessuale cominciava ad affiorare
qualche sporadico “pelino” nero. La notizia destò scalpore fra le
“amiche” ed era tanto clamorosa che non poterono fare a meno di “dirla”
ai ragazzi della loro compagnia i quali ascoltarono attoniti.
STAGLIONE
Ragazzo
leggermente ritardato, amico intimo di Patisci.
Il
Caffè-
Erano perlomeno 10 anni che andavamo, a
mangiare la pizza il venerdì sera alla Calcinaia,
ed erano puntualmente dieci anni che
Castorone, alla fine della cena, metteva il
sale nel caffè di Staglione, sì perché
lui non poteva bere il caffè come
tutti i cristiani normali, cioè assaporandolo
lentamente, no lui doveva berlo tipo wodka,
cioè tutto di un colpo e a Castorone non
andava proprio giù. Allora chiedeva a Gufo, di
tenerlo occupato a parlare, per buttargli il
sale nel caffè. Gufo cominciava a parlare
di tutto, dalle ragazze a Madre Teresa di
Calcutta, dalle previsioni metereologiche del giorno dopo, al caso
Ustica, l'importante era tenerlo occupato, e
quando finiva gli argomenti cominciava a
fare il verso della scimmia “uh uh
uh”, e Staglione gli diceva sempre: “a
me tu mi sembri tutto grullo”. Cosi
Castorone compiva sempre la sua missione. L'ultima
volta all'inizio della cena, Staglione giurò
che questa volta nessuno l'avrebbe fatto
fesso, e fu cosi per gran parte della
cena, Gufo le provò proprio tutte, due
ore con i discorsi più assurdi, ma
Staglione non toglieva gli occhi di dosso
da Castorone; Gufo fece finta di sentirsi
male, ma Staglione non ci cascò, fece
finta di cascare quando andava al bagno,
ma Staglione non mollò un secondo, allora
Castorone pensò bene di mettersi il sale
nel suo caffè, e dopo fece la mossa,
ma solo la mossa, per metterlo nel caffè
di Staglione, e lui -haaaaaaa! Ti ho visto
bastardo questa volta vi ho fregato io,
io questo caffè disse, non lo voglio più-disse
Staglione, -adesso voglio il tuo, stronzo!-, e
noi: “nooooo dai puoi bere tranquillamente
il tuo non c'e niente!”, e Staglione:
“fossi scemo, afferrò velocemente il caffè
di Castorone e lo mando giù di un
fiato, il resto lo potete immaginare da
soli, vomitò gli occhi, perché c'era più
sale che caffè. Dulcis in fondo il
pizzaiolo gli tirò pure una manata, per
il disprezzo che provava.
Amplessi
con le galline-
Tutta la banda andò a trovare Staglione a casa. Sua madre ci disse che era nel
pollaio, noi non capivamo finché non lo vedemmo farsi una gallina e tirargli il
collo poco prima di godere. Era famoso anche per buttare i conigli nel bidone
dell’acqua per vedere le bollicine.