La
Pena di Morte (Death Penalty)
(Articolo
apparso sul periodico Polis a Dicembre 2000, questa è la versione completa)
E’
difficile non parlare di un argomento del genere ogni tanto, certo andrebbe
fatto più spesso visto la pressante necessità che si presenta nel mondo. Tutti
gli italiani ma soprattutto i toscani non potranno certo dimenticare quello che
avvenne il 15 settembre 2000 e i giorni precedenti l’esecuzione tramite
iniezione letale a Derek Rocco Barnabei, un italo americano di origini senesi
morto a soli trentatrè anni. Addirittura la Regione Toscana nella persona del
suo nuovo Presidente Claudio Martini si fece avanti promuovendo un’iniziativa
di grande peso e degna della massima attenzione e rispetto. Il Presidente compilò
una lettera da inviare al Governatore della Virginia Gilmour; ognuno di noi
tramite internet poteva sottoscriverla e sono stati 54.526 fra cui molti miei
amici e naturalmente il sottoscritto, molti toscani e non, quelli che lo hanno
fatto. Essi si sono visti recapitare via e mail un comunicato del Governatore
James S. Gilmour a casa via e mai,l solo due giorni prima dell’esecuzione;
aveva dell’agghiacciante, c’erano scritti i motivi per cui Rocco Derek
Barnabei doveva morire… dove
erano spiegati tutti gli esami del DNA e dove finalmente si rende vera
giustizia, dove si diceva che il Governatore Gilmour era nel cuore della
famiglia della giovane ragazza assassinata….(?) Ma perché uccidere? Nessuno
può arrogarsi la decisione di togliere il bene più prezioso a una persona: la
vita ! Non facciamo la parte di innocentisti o colpevolisti, cerchiamo di essere
razionali sul concetto di “vita” e di “morte”… tutto qui…..Negli
Stati Uniti, nel 1999 le esecuzioni sono state novantotto, trenta in più
rispetto all'anno precedente e il numero più alto dal 1951. Di queste
novantotto esecuzioni, trentacinque sono avvenute in Texas, il quale da solo ne
ha compiute centonovantanove sulle quasi seicento effettuate a livello nazionale
da quando nel 1976 la Corte Suprema ne ha sancito la reintroduzione. 113
esecuzioni sono avvenute sotto l'amministrazione del Governatore George W. Bush,
candidato repubblicano alla Presidenza degli Stati Uniti, che si autodefinisce
orgogliosamente "il Governatore Legge & Ordine". Anche se le
convenzioni internazionali vietano l'esecuzione di persone che abbiano commesso
il reato da minorenni, gli Usa non hanno smesso di applicarla. Negli ultimi 6
anni sono state 8 le esecuzioni di minorenni: 1 in Nigeria e Yemen, 2 in Iran, e
4 negli USA, l'ultima delle quali è avvenuta il 4 febbraio in Oklahoma contro
Sean Sellers, 29 anni, per un reato commesso quando aveva 16 anni.
La pena di morte in Usa è anche una questione di bianco
e di nero. Dal 1976, 11 bianchi sono stati giustiziati per aver ucciso dei neri,
mentre 144 neri sono stati giustiziati per aver ucciso dei bianchi. Il 47% dei
detenuti nei bracci della morte è bianco, e il 43% nero, anche se i neri
costituiscono solo il 13% della popolazione. Solo un assassino su 15 viene
condannato a morte, e un terzo di questi condannati evita l'esecuzione grazie
alla serie di appelli post-condanna. Chi è in grado di pagare una buona
assistenza legale ha molte probabilità di ricevere una condanna minore rispetto
agli altri. Inoltre, una condanna per omicidio cambia di molto a seconda di dove
si è commesso il crimine. Le differenze, anche grandi, si registrano non solo
da stato a stato, ma spesso anche tra contee dello stesso stato, e dipendono
dall'atteggiamento personale del locale rappresentante della pubblica accusa. In
molti stati gli esperti hanno notato forti differenze tra le Corti delle zone
urbane e quelle delle zone rurali. A partire dal 1973 sono 84 le persone
scarcerate dai bracci della morte perché scoperte innocenti, e nel 1999 i casi
sono stati 8. Uno studio ha valutato che dal 1900 al 1985 erano state
erroneamente condannate per reati capitali 350 persone, 23 delle quali erano
state giustiziate.
Ma
perché la pena capitale si trova nei paesi meno industrializzati e stranamente
anche in quello più all’ “avanguardia” come gli Stati Uniti ? La
democrazia, quella americana si regge spesso e volentieri su tolleranza politica
e sul rispetto di cose fondamentali come l’accettazione dell’alternanza, la
lapidazione della bugia in pubblico con grande risalto dei media, un esempio su
tutti Bill Clinton e infine il rispetto della legge e qui si torna
sull’argomento, la libertà in mano a chi sa più imbonire colui che sta
davanti allo schermo, valori umani e business che si intrecciano. Lo spettacolo
va avanti giorno dopo giorno.
In
Italia fra le varie associazioni c’è da segnalare Nessuno Tocchi Caino
(www.nessunotocchicaino.it)
che ogni anno licenzia un rapporto con dati mondiali veramente degno di nota da
dove abbiamo estrapolato i dati di questo articolo. Nell'ultimo anno, la
situazione sulla pena capitale è ulteriormente migliorata essendo centoventi i
paesi abolizionisti a vario titolo (tra questi, settantatre che l'hanno abolita
totalmente, quattordici abolizionisti per crimini ordinari, ventotto gli
abolizionisti di fatto, due impegnati ad abolirla in quanto membri del Consiglio
d'Europa, tre che attuano una moratoria delle esecuzioni), mentre sono
settantacinque i paesi che la mantengono. Nel 1999 altri paesi hanno rinunciato
a praticarla come la Russia con la decisione della Corte Costituzionale di
dichiarare illegittime le sentenze capitali e del Presidente Boris Eltsin di
commutare per decreto tutte le condanne; l'Albania e l'Ucraina con una decisione
analoga della loro Corte Costituzionale, alla quale è seguita la ratifica del
Sesto Protocollo alla Convenzione Europea sui diritti umani che impone
l'abolizione della pena di morte; le Bermuda, il Nepal, Timor Est ed il
Turkmenistan che l'hanno abolita anche per i crimini ordinari. Amnesty
International parla sul fronte delle esecuzioni, i suoi studi ci dicono che
la situazione sembra migliorata, nel 1999 ha registrato almeno 1.813 esecuzioni
in trentuno paesi e 3.857 condanne a morte in sessantatre paesi.
Iran
(165): fonti Onu hanno riportato almeno 138 esecuzioni nel solo periodo
gennaio-agosto 1999 e come ricorrente la pratica dell'amputazione di mani e
piedi. Le condanne sono spesso eseguite in pubblico, ed almeno in un caso è
stato giustiziato un minorenne. Fonti dell'opposizione hanno denunciato almeno
600 esecuzioni dopo la protesta studentesca dell'estate. Un'accusa frequente è
lo spionaggio "in favore di Satana", gli Stati Uniti o "in favore
del Sionismo", Israele. A marzo, 12 uomini e un ragazzo, esponenti di
spicco della comunità ebraica della città di Shiraz, sono stati arrestati e
accusati di spionaggio a favore di Israele e Stati Uniti. Tutti rischiano la
condanna capitale.
Arabia
Saudita (103), Repubblica Democratica del Congo (100), Stati Uniti (98).
Ovviamente i dati sono più alti visto che molti stati non si
pronunciano….(dal rapporto di Nessuno Tocchi Caino). Ad esempio, si scrive che
le esecuzioni in Iran sono state almeno 600 e quelle in Iraq almeno 777. Mentre
a Cuba, nei primi cinque mesi dell'anno, ci sono state 12 esecuzioni. L’Europa
sembra essere il continente più libero da scelte di questo tipo, resta la
Turchia, al confine dell'Europa politica. All'interno dell'Unione Europea,
l'Italia rimane il paese leader nell'iniziativa internazionale contro la pena di
morte. Nel 1999, il Parlamento e il Governo italiani, insieme a Nessuno
Tocchi Caino, hanno organizzato la lobbying internazionale a favore della
moratoria Onu sulle esecuzioni. Il Senato italiano ha compiuto missioni in El
Salvador (che in seguito alla missione ha ritirato una legge per la
reintroduzione della pena capitale ed ha cosponsorizzato all'Onu la risoluzione
per la moratoria delle esecuzioni), Guatemala, Cuba, Kyrgyzstan e Uzbekistan. La
Camera dei deputati ha compiuto missioni in Barbados, Saint Lucia, Grenada,
Trinidad e Tobago, Giamaica, Pakistan. Mentre si discuteva alle Nazioni Unite la
risoluzione dell'Unione Europea per una moratoria delle esecuzioni e per
sensibilizzare l'opinione pubblica, Nessuno Tocchi Caino e l'ex Commissario
Europeo Emma Bonino hanno visitato i prigionieri nei bracci della morte
dell'Illinois e della Florida.
ASIA:
Afghanistan:
nel '99 almeno 14 esecuzioni pubbliche sono state riportate. Il 30 aprile, allo
stadio di Kabul, Mohammed Ullah, condannato per omicidio, è stato ucciso a
colpi d'arma da fuoco dal fratello della vittima, davanti a una folla di 3.000
persone. Nello stadio, come fanno tante famiglie in una calda mattina d'estate,
alcuni abitanti di Kabul hanno poi consumato un picnic. In settembre, cinque
uomini sono stati giustiziati con il crollo di un muro, un altro è stato
impiccato a una gru e il suo corpo è rimasto esposto. Altri sono stati uccisi
mediante sgozzamento e una persona condannata per omicidio è stata uccisa dal
fratello della vittima.
Cina
(1.077) Il primato delle esecuzioni nel 1999 spetta ancora alla Cina con le
oltre mille esecuzioni imposte anche per corruzione e reati economici o
finanziari, per droga, per pratiche religiose o espressione di coscienza e per
molti altri reati nonviolenti. Anniversari e festività in Cina sono occasioni
propizie per mandare a morte assassini, trafficanti e corrotti. Almeno 55
esecuzioni sono state disposte in prossimità delle festività del Capodanno
Cinese, che quest'anno è caduto il 16 febbraio.
La
Corea del Nord, che tra il 1995 e il 1998 ha effettuato più di 750 esecuzioni
pubbliche, nel '99 ne ha compiute almeno 47. Le esecuzioni vengono generalmente
portate a termine da un plotone d'esecuzione agli ordini di agenti di polizia. A
volte, i condannati vengono impiccati. Dopo le esecuzioni, la polizia incita la
folla a lanciare dei sassi contro i corpi come segno del loro odio verso i
criminali.
Nello
Yemen, le esecuzioni sono state almeno 34 nel '99. A giugno, un uomo condannato
a morte per un duplice omicidio è stato fucilato in pubblico e poi crocifisso
in una piazza nella città di Taiz, nel nord del paese. Il giornale Al Thawra
ha riferito che il corpo è stato legato ad una croce nel luogo dove aveva
commesso gli omicidi.
In
Tailandia, il numero dei detenuti giustiziati a Bang Khwang, la prigione alla
periferia di Bangkok dove hanno luogo le esecuzioni, è arrivato a 17
quest'anno, in confronto ai 2 soli dell'intero 1998. Tra questi, Samai
Pan-intara, una donna di 59 anni, trafficante di droga fucilata a novembre
insieme ad altri due detenuti accusati di omicidio. È stata la prima donna
giustiziata negli ultimi 20 anni.
Anche
il piccolissimo Singapore ha aumentato nel 1999 il numero delle esecuzioni: 15,
fino a luglio, tra cui una donna e due stranieri, quasi tutti impiccati per
traffico di droga.
Anche
in Vietnam si finisce davanti al plotone di esecuzione per traffico di droga
(almeno 9 le esecuzioni nel 1999). L'Assemblea Nazionale ha approvato a giugno
il nuovo Codice Penale. La pena di morte rimane in vigore per alcuni gravi reati
economici, ed è stata abolita per le donne incinte oppure con figli di età
minore di 3 anni. A dicembre, i reati punibili con la pena di morte sono stati
ulteriormente ridotti di 1/3, soprattutto nel settore dei reati economici e
amministrativi, come l'appropriazione indebita e il peculato.
Nello
Sri Lanka, l'ultima esecuzione è avvenuta nel 23 giugno 1976, ma ad ottobre
hanno cominciato a circolare voci sull'imminente ripresa delle esecuzioni. I 114
condannati a morte, comprese 4 donne, rinchiusi nelle carceri di Welikada e
Bogambara hanno mostrato segni di nervosismo dopo aver appreso che il boia della
prigione, disoccupato da tanto tempo e ormai passato a ruolo impiegatizio, era
stato convocato per un corso di "ripasso".
Africa.
L'Africa
è il continente con il più alto numero di paesi abolizionisti de facto, i
quali prevedono la pena di morte ma non la eseguono da decenni. Ma è anche il
luogo dove passi indietro verso la reintroduzione o la ripresa delle esecuzioni
sono sempre possibili, soprattutto in situazioni a seguito di guerra civile o di
colpo di stato.
Giovanni
Paolo II nel corso dell'anno è intervenuto più volte contro la pena di morte e
a difesa di condannati in varie parti del mondo. L'appello più forte lo ha
rivolto durante il viaggio in America a gennaio: "La pena di morte è
crudele e inutile. La società moderna ha altri mezzi per proteggersi dai
criminali, senza togliere loro definitivamente l'opportunità di cambiare".
Da non dimenticare poi i tre insistenti appelli del Santo Padre per Rocco Derek
Barnabei, tanto pressanti quanti inascoltati. Anche ognuno di noi, nel nostro
piccolo, può fare qualcosa: innanzitutto capire cosa sta succedendo e prenderne
coscienza, poi agire di conseguenza. Dolore, pensiero frequente, disperazione,
domande senza risposta….
Indirizzi
Internet utili:
Amnesty
International Italia: www.amnesty.it
Emergency
: www.emergency.it
Nessuno
Tocchi Caino: www.nessunotocchicaino.it