Uganda: "provando a fare qualcosa ..."

 

 

Sono stato in Uganda a maggio 2002 per una breve visita nell'ambito di un progetto della Cooperazione Italiana con l'Università di Makerere nella capitale Kampala.

L'Uganda è classificata al posto 141 nella lista delle Nazioni Unite e nel 2000 il 35% della popolazione viveva con meno di un dollaro al giorno, contro il 56% del 1992.

Qualche altro dato: PNL procapite 310 dollari, forza lavoro 84% in agricoltura, dimensione media di un'azienda agricola 1.6 ettari, speranza di vita 40 anni, alfabeti 62% (maschi 74%, femmine 50%), 4 medici ogni 100.000 abitanti, dal 18,5% nel 1995 all'8,8% della popolazione malata di HIV/AIDS, 3000 bambini in 2 anni rapiti e "schiavizzati" da bande armate, 2 linee telefoniche e 26 televisioni ogni 1000 abitanti (magari solo per questo beati loro ...).

Il mese precedente al viaggio, almeno l'Associazione delle organizzazioni non governative (Ong) italiane poteva esprimere la propria soddisfazione a seguito della cancellazione integrale, da parte dell'Italia, del debito estero dell'Uganda. Questa cancellazione - formalizzata dall'accordo firmato il 17 aprile a Roma dal Sottosegretario agli Esteri Sen. Alfredo Mantica e dal Ministro delle Finanze ugandese Kutesa - rappresenta il primo accordo bilaterale perfezionato nell'ambito dell'Iniziativa HIPC (Heavily Indebted Por Countries) che comprende 38 Paesi. L'accordo con l'Uganda prevede la cancellazione di un debito bilaterale di 83 milioni di dollari, pari al 50 per cento di quanto cancellato dai Paesi del Club di Parigi.

A tal proposito, il Presidente dell'Associazione Sergio Marelli ha dichiarato: "L'Associazione delle Ong Italiane plaude al risultato raggiunto attraverso la firma di questo accordo di cancellazione del debito dell'Uganda. Auspichiamo che questo apra la strada ad altri accordi che coinvolgano Paesi indebitati verso l'Italia, in particolare quelli dell'America Latina con i quali un provvedimento è già in fase di studio."

La cancellazione del debito dell'Uganda rende così disponibili risorse per contribuire ad un processo di sviluppo sostenibile del Paese in cui, secondo l'Indice di Sviluppo Umano (HDI) pubblicato dall'UNDP, l'aspettativa di vita alla nascita è, come sopra riportato, di poco superiore ai 40 anni.

Proprio durante il periodo del mio viaggio, il famoso cantante degli U2 Bono Vox e il ministro delle finanze USA O'Neill arrivano nel paese per la terza tranche dello studio sul debito dei Paesi africani che li ha condotti anche in Ghana, Sud Africa (vedi foto) e Etiopia per verificare quanto il programma di riduzione del debito abbia migliorato la vita delle persone.

In un incontro pubblico all'Università di Makerere, O'Neill e Bono hanno discusso apertamente sulle questioni dello sviluppo, in particolare intorno alla convinzione dello stesso O'Neill che l'impresa privata dovrebbe giocare un ruolo chiave nell'incoraggiare lo sviluppo.

Il ministro Usa ha criticato apertamente i programmi messi in atto di riduzione della povertà in Africa, dicendo che i miliardi di dollari in essi impiegati vanno sprecati, in quanto quelle iniziative hanno fallito nel generare un reale sviluppo economico.

E mentre O'Neill ha detto che sono necessarie efficienza e oculatezza nello spendere i soldi per assicurare che gli aiuti siano sempre più generosi nel futuro, Bono ha posto l'accento proprio sull'urgenza della riduzione del debito per Paesi in condizioni disperate come l'Uganda.

Più del suo autoritratto autografo cortesemente concessomi (foto), significativo mi è parso quanto aveva affermato: "La musica rock per me è musica 'ribelle'. Ma ribellarsi contro cosa? Negli anni '50 contro il conformismo sociale. Negli anni '60 contro la guerra in Vietnam a le disuguaglianze razziali. E ora? Ad essere onesti ci dovremmo ribellare contro la nostra stessa indifferenza. Contro l'idea che il mondo è così com'è e non ci sia qualcosa che io ci possa fare per cambiarlo. Per questo sto cercando di fare qualche 'maledetta' cosa ...".

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